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Legge 104: assegno di cura, pensione anticipata, aiuti ai caregiver

22 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 ottobre 2018



Riprende l’esame del Testo Unico per il caregiver familiare: rimborsi e detrazioni fiscali per le spese di assistenza, contributi e incentivi per chi assiste familiari anziani, non autosufficienti o con handicap.

Riprendono i lavori, dopo un lungo periodo di stallo, sul Testo unico per il Caregiver familiare: si tratta della normativa che ha il compito di riconoscere la figura del caregiver, ossia della persona che, gratuitamente, assiste un anziano, un disabile o un non autosufficiente; oltre alla definizione del caregiver, con la nuova normativa si dovranno stabilire e organizzare tutti i benefici a favore di chi svolge attività di assistenza familiare.

In particolare, i cinque disegni di legge che dovranno confluire nel Testo unico per il Caregiver familiare [1] prevedono incentivi economici, fiscali, previdenziali e contributi per chi assiste un familiare disabile o non autosufficiente. Dal rimborso delle spese sostenute per l’assistenza, sino a un massimo di 12mila euro all’anno, alla pensione anticipata con 30 anni di contributi, ai contributi figurativi per la pensione, sino all’assegno di cura, sono davvero numerose le misure che potrebbero essere attuate a breve.

I disegni di legge alla base del Testo Unico per il caregiver familiare saranno esaminati dalla Commissione Lavoro del Senato: la nuova normativa dovrebbe diventare una sorta di testo unico sull’assistenza, e conterrà, oltre alle agevolazioni illustrate, ed alla definizione della figura di chi presta attività di assistenza gratuita, anche importanti misure per la valorizzazione professionale, l’accesso o il reinserimento lavorativo del caregiver.

Ma procediamo per ordine e vediamo tutte le novità allo studio: come potrebbe cambiare, col nuovo Testo unico, la legge 104; assegno di cura, pensione anticipata, aiuti ai caregiver, detrazioni, contributi.

Chi è il caregiver familiare?

I disegni di legge individuano la figura del caregiver familiare come colui che assiste e si prende cura di un familiare che, a causa di una malattia, di un’infermità o una disabilità:

  • non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé;
  • sia stato riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e di lunga durata, ai sensi della Legge 104 [2];
  • sia titolare di un’indennità di accompagnamento

Detrazione fiscale e rimborso delle spese di assistenza: sino a 500 euro al mese

In aggiunta alle attuali detrazioni fiscali previste per chi assiste un familiare non autosufficiente, è stata proposta una nuova detrazione fiscale (ricordiamo che la detrazione è una somma che viene sottratta dalle imposte) per le spese di assistenza, pari al 50% sino a un tetto massimo di 12mila euro annui.

In pratica, sarà possibile togliere dalle tasse un massimo di 6mila euro annui, pari a 500 euro al mese.

Assegno di cura

Un’altra proposta a favore dei caregiver riguarda il riconoscimento di un assegno mensile, l’assegno di cura.

In particolare, la proposta prevede che le istituzioni pubbliche promuovano forme di sostegno economico all’assistenza, attraverso l’erogazione di un assegno di cura.

Ai fini dell’assegno, le ore di assistenza prestate dal caregiver familiare sono parificate al lavoro effettuato da assistenti familiari retribuiti o da badanti.

Oltre all’assegno, sono previsti interventi economici per l’adattamento domestico.

Misure di conciliazione vita-lavoro per i caregiver

Nei disegni di legge è anche prevista un’incentivazione del lavoro flessibile e degli istituti che consentono di conciliare l’assistenza al familiare bisognoso con l’attività lavorativa. In particolare, si propone:

  • la possibilità di chiedere al datore di lavoro la trasformazione del rapporto full time in contratto a tempo parziale;
  • una maggiore flessibilità oraria e lo sviluppo di servizi di welfare aziendale o interaziendale;
  • l’istituzione di un fondo ferie solidale per il sostegno della conciliazione dell’attività lavorativa e di quella di cura e di assistenza prestata dal caregiver familiare.
  • la possibilità, per i caregiver, di ricorrere al telelavoro;

Contributi figurativi per i caregiver

Un’altra importante proposta a favore di chi assiste gratuitamente una persona invalida, disabile o non autosufficiente, consiste nell’accredito dei contributi previdenziali figurativi. Si tratta, in pratica, di contributi utili ai fini del diritto e della misura della pensione, che non devono essere versati dall’interessato, ma dall’Inps, e sono a carico dello Stato.

I contributi previdenziali figurativi dovrebbero essere equiparati a quelli da lavoro domestico e si dovrebbero sommare a quelli eventualmente già versati per attività lavorative, per consentire l’accesso a strumenti agevolati come la pensione anticipata o l’Ape sociale per i caregiver.

Pensione anticipata caregiver

Una misura che esiste già a favore dei caregiver è la pensione anticipata precoci con 41 anni di contributi (il requisito dovrebbe salire a 41 anni e 6 mesi dal 2019).

Per ottenere la pensione anticipata caregiver, in particolare, si devono possedere i seguenti requisiti:

  • essere iscritti alla previdenza obbligatoria prima del 1996;
  • possedere 12 mesi di contributi da effettivo lavoro versati prima del compimento del 19° anno di età;
  • assistere da almeno 6 mesi un familiare entro il primo grado, convivente, portatore di handicap in situazione di gravità secondo la Legge 104;
  • a partire dal 2018, sono inclusi tra gli assistiti che danno luogo al beneficio della pensione anticipata precoci anche i familiari, parenti o affini, entro il secondo grado; in questo caso, però, è necessario che il coniuge, o l’unito civilmente, e i parenti di primo grado (cioè figli o genitori) conviventi con la persona affetta da handicap in situazione di gravità si trovino in una delle seguenti situazioni:
    • abbiano compiuto i 70 anni di età;
    • risultino anch’essi affetti da patologie invalidanti (occorre fare riferimento alle patologie a carattere permanente che attualmente consentono al lavoratore dipendente di fruire del congedo per gravi motivi familiari; è necessario che la patologia sia documentata e che la documentazione sia inviata alla competente unità operativa, complessa o semplice);
    • siano deceduti o mancanti (si considera l’assenza naturale o giuridica, ad esempio il divorzio).

Al fine di ottenere questa pensione anticipata per lavoratori precoci è inoltre necessario cessare l’attività lavorativa, e non rioccuparsi sino alla data in cui sarebbe maturato il requisito relativo alla pensione anticipata ordinaria: ad esempio, se un lavoratore si pensiona con 41 anni di contributi, potrà eventualmente iniziare una nuova attività lavorativa dopo 1 anno e 10 mesi, in quanto il requisito contributivo richiesto per la pensione anticipata è pari a 42 anni e 10 mesi (per gli uomini, mentre è pari a 41 anni e 10 mesi per le donne).

Ape sociale caregiver

I caregiver, se in possesso di almeno 30 anni di contributi ai quali non mancano oltre 3 anni e 7 mesi per il diritto alla pensione di vecchiaia, possono anche ottenere l’Ape sociale, cioè l’anticipo pensionistico a carico dello Stato. L’Ape sociale dovrebbe essere prorogata al 2019.

Nello specifico, per poter accedere all’Ape sociale, cioè all’anticipo pensionistico a carico dello Stato, in qualità di caregiver, bisogna soddisfare i seguenti requisiti:

  • avere almeno 63 anni di età; questo requisito dovrebbe essere innalzato a 63 anni e 5 mesi, dal momento che l’Ape sociale, che accompagna il lavoratore sino alla maturazione del requisito di età per la pensione di vecchiaia, può avere una durata massima di 3 anni e 7 mesi, e che l’età pensionabile, dal 2019, dovrebbe salire a 67 anni (sul punto si attendono chiarimenti, considerando che è stato proposto anche il blocco dell’età pensionabile);
  • essere iscritto presso una delle gestioni facenti capo all’Inps (fondo pensioni lavoratori dipendenti, artigiani, commercianti, gestioni sostitutive ed esclusive dell’assicurazione generale obbligatoria, gestione separata dell’Inps);
  • possedere almeno 30 anni di contributi: le donne con figli, però, beneficiano di uno sconto del requisito contributivo pari a 1 anno per ogni figlio, sino a un massimo di 2; ai fini del requisito contributivo contano anche eventuali contributi figurativi, come quelli relativi al congedo straordinario retribuito per assistere un familiare portatore di handicap grave;
  • assistere continuativamente, da almeno 6 mesi, un familiare convivente di 1° grado, oppure il coniuge o il partner dell’unione civile, portatore di handicap grave;
  • dal 2018, in parallelo a quanto osservato in merito alla pensione anticipata precoci, possono accedere alla misura anche coloro che assistono continuativamente, da almeno 6 mesi, un disabile convivente portatore di handicap grave, se familiare entro il 2° grado, qualora i suoi genitori o il coniuge abbiano compiuto 70 anni, oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti;
  • non essere titolare di una pensione diretta;
  • non essere beneficiari di trattamenti di sostegno al reddito connessi allo stato di disoccupazione involontaria;
  • aver cessato l’attività lavorativa; è comunque possibile rioccuparsi in seguito: l’Ape è difatti compatibile con la percezione di redditi da lavoro dipendente o parasubordinato entro 8mila euro annui e con la percezione di redditi da lavoro autonomo entro 4.800 euro annui.

Per approfondire: Ape sociale e pensione anticipata caregiver.

Quali sono le agevolazioni che spettano già ai caregiver?

Le agevolazioni che, ad oggi, spettano a chi assiste un familiare disabile o non autosufficiente sono numerose. Per conoscerle tutte: Legge 104, guida alle agevolazioni.

note

[1] S. 55 Patriarca, S. 281 Vanna Iori, S. 555 Nocerino, S. 698 Faraone e S. 853 De Vecchis.

[2] Art.3, Co.3, L. 104/1992.


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3 Commenti

  1. Si però questo non è per la persino della 104 ma per chi ti aiuta .chi a la 104 quindi non può ritirarsi prima.?

  2. C è un DDL fermo da anni votato da tutte le forze politiche con 2 astenuti che prevedeva un vero prepensionamento per i Caregiver mi sembra il 2128 del 2010.
    Provare a mettere mano a quello

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