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Chirurgia estetica: l’Inps paga la malattia?

24 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 novembre 2018



Per gli interventi estetici ci si può assentare per malattia ed ottenere l’indennità a carico dell’Inps?

Hai necessità di assentarti dal lavoro per un intervento estetico, ma non sai se l’Inps ti paga la malattia? In alcuni casi, l’assenza per effettuare un’operazione di chirurgia plastica può essere indennizzata dall’Inps, alla pari delle assenze per malattia: l’indennizzabilità, però, dipende dal motivo per il quale deve essere effettuato l’intervento.

In parole semplici, l’assenza è coperta e retribuita soltanto se il motivo dell’operazione è giudicato meritevole di tutela. Ma chi può dire se alla base dell’operazione di chirurgia estetica ci sono motivi validi o meno? Sottoporsi a un intervento per motivi puramente estetici è sbagliato, anche quando si vuole correggere un difetto che causa un grande disagio psicologico? Pensiamo a una persona con un difetto evidente, che, pur non avendo problemi fisici o di salute, si sente gravemente a disagio per il suo problema estetico: l’intervento di chirurgia plastica può dar luogo a un’assenza tutelata?

Cerchiamo di fare il punto della situazione sulla chirurgia estetica: quando l’Inps paga la malattia, com’è tutelata l’assenza, che cosa fare nei casi in cui l’assenza non può essere ricondotta alla malattia.

Assenza per malattia per il ritocchino estetico

Il classico “ritocchinoestetico, ossia il piccolo intervento finalizzato a migliorare l’aspetto esteriore della persona, può essere indennizzato dall’Inps come malattia solo in alcuni casi.

In particolare, è indennizzabile soltanto:

  • se è effettuato a scopo terapeutico;
  • se serve a superare un disagio esistenziale legato a un difetto fisico;
  • se l’intervento deve essere attuato per rimediare a un’operazione estetica non riuscita.

Posso assentarmi per malattia per un intervento estetico terapeutico?

Se l’intervento estetico è effettuato per finalità terapeutiche, cioè per rimuovere dei problemi funzionali derivanti da un difetto estetico, l’assenza per l’operazione e per la convalescenza è indennizzata dall’Inps come malattia.

Il lavoratore, però, deve conservare la documentazione comprovante che l’intervento chirurgico sia effettuato per dei motivi apprezzabili dal punto di vista sanitario, per evitare contestazioni da parte del medico fiscale dell’Inps.

A questo proposito, bisogna ricordare che anche chi si assenta per un intervento di chirurgia plastica, qualunque sia il motivo, è tenuto alla reperibilità durante le fasce orarie per la visita fiscale, ad eccezione dei giorni di ricovero in ospedale o presso la struttura sanitaria prescelta.

Posso assentarmi per malattia per un intervento puramente estetico?

Se l’intervento di chirurgia estetica serve soltanto a migliorare il proprio aspetto, senza alcuna finalità terapeutica, non è indennizzabile dall’Inps come malattia.

In questo caso, se il medico curante ha comunque assegnato al lavoratore delle giornate di malattia per intervento e convalescenza, il medico fiscale dell’Inps deve constatare, sulla base della certificazione esibita, l’esistenza di un vizio puramente estetico e l’assenza di finalità terapeutiche dell’operazione.

La sede Inps competente notificherà dunque al datore di lavoro la non indennizzabilità dell’assenza per malattia e chiederà la restituzione dell’indennità di malattia eventualmente già erogata.

L’assenza non può essere indennizzata come malattia nemmeno se l’intervento determina un’incapacità temporanea assoluta al lavoro specifico: se l’operazione serve solo a migliorare l’aspetto estetico non sono quindi indennizzabili i giorni di ricovero ospedaliero, intervento chirurgico, degenza postoperatoria e convalescenza.

Difetto estetico che causa disagio e depressione

Se l’intervento effettuato dal lavoratore ha una finalità puramente estetica, ma serve a correggere un difetto fisico che causa al lavoratore un forti problemi psicologici, stress o depressione, l’Inps prevede che l’assenza per l’operazione e la convalescenza possa essere indennizzata come malattia.

Tuttavia, è necessario che la patologia psichiatrica generata dalla percezione negativa della propria immagine sia documentata da un apposito certificato medico, che ne attesti l’esistenza e la gravità.

In parole povere, secondo quanto chiarito dall’Inps non basta affermare che un difetto estetico causi un disagio psicologico, ma bisogna che dal disagio derivi una patologia psichiatrica documentabile, come una sindrome ansioso-depressiva. In caso contrario, l’assenza per intervento non può essere indennizzata come malattia.

Intervento per rimediare a un’operazione malriuscita

Un altro caso in cui l’intervento estetico può essere indennizzato come malattia è l’ipotesi in cui serva a rimediare a una precedente operazione riuscita male, anche estetica, quando insorgono complicazioni impreviste.

Ad esempio, l’intervento può essere indennizzato come malattia se la precedente operazione ha causato complicazioni, come sanguinamenti, ematomi, infezioni con eventuali raccolte di pus, sieromi, rottura delle protesi, contratture capsulari, etc.

Le complicazioni, difatti, interrompendo il nesso causale iniziale con la finalità puramente estetica dell’intervento, consentono il riconoscimento della tutela assicurativa per malattia.

Che cosa fare se l’assenza non è indennizzata dall’Inps?

Come abbiamo osservato, se la finalità dell’intervento è puramente estetica, il lavoratore non può assentarsi per malattia: come fare, allora, a questi casi?

Nell’ipotesi in cui l’intervento estetico non sia tutelato, il dipendente può assentarsi chiedendo le ferie: è quanto chiarito dalle linee guida del Coordinamento generale medico-legale dell’Inps.

Le linee guida, lo ricordiamo, sono finalizzate a rendere uniformi le valutazioni medico-legali sullo stato di temporanea incapacità lavorativa derivante da un intervento estetico,  per stabilire quando il lavoratore che si opera ha il diritto di essere indennizzato dall’Inps.

Tornando alle ferie, bisogna osservare che il lavoratore non può assentarsi quando lo desidera, ma deve accordarsi col datore di lavoro, che ha sempre l’ultima parola a tal proposito.


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