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Come preparare il castagnaccio

30 novembre 2018


Come preparare il castagnaccio

> Food Pubblicato il 30 novembre 2018



Come preparare il castagnaccio secondo la ricetta tradizionale toscana: gli ingredienti necessari e tutti i consigli per realizzare il dolce autunnale a base di castagne per eccellenza.

Durante l’autunno le vere protagoniste della nostra tavola sono loro, le castagne, un frutto la cui dolcezza riesce a conquistare grandi e piccoli. Deliziose se arrostite nelle braci ardenti del focolare e gustate durante le fredde giornate novembrine, le castagne sono altrettanto buone se utilizzate per realizzare innumerevoli ricette, dalle più semplici alle più elaborate e sostanziose. Con la farina di castagne viene preparato da secoli il tipico castagnaccio toscano, ampiamente apprezzato e diffuso in tutto il territorio appenninico, la cui ricetta si perde nella notte dei tempi. La versione che ti propongo è verosimilmente la più antica, realizzata con pochi ingredienti e priva di zucchero, anche se risalire alla ricetta originaria è pressoché impossibile. Altre varianti del castagnaccio propongono l’aggiunta di ingredienti e aromi che esaltano la bontà delle castagne, come le noci e i semi di finocchio, alterando tuttavia il sapore autentico di questo dolce. Il castagnaccio con pinoli e uva sultanina, molto semplice da realizzare e incredibilmente saziante, è ottimo da servire in innumerevoli occasioni: perfetto da gustare a colazione insieme a una tazza di tè caldo, o proporre ai propri ospiti come dolce di fine pasto. È un’eccellente alternativa anche ai dolcetti confezionati, per una merenda salutare e naturalmente dolce da offrire ai bambini nel pomeriggio. Leggendo questa ricetta, spiegata passo dopo passo, scoprirai come preparare il castagnaccio in casa, tutti i consigli e l’occorrente di cui necessiti per sfornare un dolce dalla bontà indescrivibile.

Le origini del castagnaccio

Prima di addentrarci nel vivo della preparazione, ecco qualche breve cenno storico. Il castagnaccio è un dolce dalle origini antichissime, la cui nascita risale con tutta probabilità al XVI secolo. Tipico della cucina popolare toscana, diversi secoli dopo si diffuse in tutto il territorio settentrionale, grazie all’abbondanza di castagne e alla necessità di sfruttare al massimo questo alimento nutriente.

Il castagnaccio è ad oggi conosciuto come un dolce prelibato e di pregio, da proporre come dessert di fine pasto nelle occasioni speciali e gustare in accompagnamento a vini dolci e liquorosi.

Non sempre è stato così: alla sua nascita, fino a poche decine di anni fa, questa ricetta costituiva per le popolazioni rurali una preziosa fonte di sostentamento a basso costo, di cui cibarsi durante tutto l’inverno e nei periodi di carestia. Aleggia una leggenda intorno alla preparazione del castagnaccio, secondo cui aggiungere gli aghi del rosmarino sulla superficie del dolce e offrirne una fetta al proprio amato garantisca l’amore eterno e un matrimonio felice.

Gli ingredienti che occorrono per preparare il castagnaccio

Le dosi indicate sono adatte per preparare un castagnaccio di medie dimensioni, sufficiente per circa 6 persone. Ti consiglio di utilizzare uno stampo rotondo in alluminio dal diametro di 28 centimetri, preferibilmente basso e adatto alla preparazione di crostate.

Ecco gli ingredienti che ti occorrono:

  • 300 g di farina di castagne;
  • 450 g di acqua a temperatura ambiente;
  • 80 g di uva sultanina;
  • 50 g di pinoli;
  • 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva;
  • 2 rametti di rosmarino fresco;
  • un pizzico di sale.

Utensili necessari per preparare il castagnaccio

Utilizzare i giusti utensili da cucina è fondamentale per facilitare la preparazione del castagnaccio e ottenere un ottimo risultato.

Ecco gli strumenti di cui hai bisogno per realizzare questa ricetta:

  • frusta in acciaio: indispensabile per mescolare accuratamente la farina di castagne all’acqua e ottenere un impasto liscio e cremoso. Se ne hai la possibilità e desideri velocizzare il procedimento, puoi utilizzare le fruste elettriche a bassa intensità;
  • setaccio: la farina di castagne è caratterizzata da una consistenza fine e impalpabile che genera facilmente grumi all’interno dell’impasto. Per questo motivo, è fondamentale setacciarla prima di unirla all’acqua;
  • stampo rotondo dal diametro di 28 centimetri: il castagnaccio tradizionale viene cotto all’interno di uno stampo basso, simile a una classica teglia per crostate. Ti consiglio di scegliere uno stampo in alluminio o utilizzarne uno antiaderente, da ungere con un filo d’olio extravergine d’oliva;
  • spatola in silicone: ottima alternativa ai mestoli in legno, per aiutarti a versare l’impasto all’interno dello stampo e livellarne la superficie. Puoi utilizzarlo anche per mescolare i pinoli durante la tostatura;
  • boule capiente e ciotole di piccole dimensioni: strumenti indispensabili in ogni cucina, ideali per riporre e lavorare al meglio ogni ingrediente;
  • padella antiaderente: come potrai leggere nel procedimento, consiglio di tostare leggermente i pinoli prima di unirli all’impasto. Una padella antiaderente è ideale per svolgere questa semplice operazione.

Come preparare il castagnaccio?

Per preparare il castagnaccio in casa, inizia passando la farina di castagne al setaccio, in modo tale da evitare la formazione di grumi ed eliminare eventuali impurità presenti al suo interno. A tal proposito, ti raccomando di prediligere sempre una farina di ottima qualità, priva di addensanti o aromi aggiunti.

Una volta setacciata la farina di castagne all’interno di una ciotola capiente, aggiungi un pizzico di sale e mescola accuratamente la miscela con una frusta in acciaio. Fatto questo, comincia a incorporare l’acqua a temperatura ambiente, continuando a lavorare l’impasto con la frusta. Procedi gradualmente e lentamente nel versare l’acqua, affinché la farina di castagne abbia modo di assorbire il liquido e formare una pastella liscia e omogenea. A questo punto, puoi unire tre cucchiai di olio extravergine d’oliva e mescolare nuovamente l’impasto.

Copri la ciotola con un foglio di pellicola per alimenti e lascia riposare il composto per circa 30 minuti. Questo passaggio è opzionale ma altamente consigliabile, specialmente se all’interno dell’impasto sono presenti piccoli grumi di farina.

Mentre l’impasto riposa, procedi all’ammollo dell’uva sultanina in poca acqua tiepida. Raccomando almeno 10 minuti di ammollo, così che gli acini risultino morbidi e ben idratati. Al termine, strizziamoli accuratamente con le mani affinché non rimangano troppo umidi.

Per rendere i pinoli più sfiziosi e saporiti, puoi tostarli leggermente in padella. Il procedimento è semplice, ma occorre prestare attenzione affinché i semi non si brucino. Scalda una padella larga antiaderente a fuoco medio, aggiungi i pinoli e abbassa la fiamma. Lasciali tostare per 2-3 minuti, mescolandoli spesso con un cucchiaio in legno, dopodiché riponili a raffreddare sopra un piatto.

Trascorso il tempo di riposo, mescola nuovamente l’impasto con una frusta in acciaio e incorpora al suo interno parte dell’uva sultanina ammollata, lasciandone da parte qualche acino per decorare la superficie del castagnaccio. A questo punto, ungi con olio extravergine d’oliva uno stampo in alluminio dal diametro di 28 centimetri e versa al suo interno l’impasto appena realizzato, aiutandoti con una spatola in silicone. Se lo stampo non è antiaderente, consiglio di foderarlo con la carta da forno, avendo sempre cura di ungerne la superficie.

Prima di procedere alla cottura e mentre il forno riscalda a 180°, decora il castagnaccio con l’uva sultanina rimasta e con i pinoli tostati, distribuendoli su tutta la superficie in modo uniforme. A ultimo, aggiungi anche qualche ago di rosmarino fresco, per donare al dolce il tipico sapore rustico e aromatico.

Non appena il forno statico raggiunge la temperatura stabilita, inforna il castagnaccio e lascialo cuocere per circa 40 minuti. Al termine, la superficie deve risultare dorata, croccante e leggermente crepata. A questo punto, puoi sfornarlo e lasciarlo intiepidire per una decina di minuti.

Il castagnaccio è finalmente pronto per essere gustato, ma prima ricordati di rimuoverlo con delicatezza dallo stampo per evitare che si rompa. Una volta adagiato sopra un piatto piano, puoi tagliarlo a fette e offrirlo ai tuoi ospiti. Il successo è garantito!

Gustare il castagnaccio: consigli e abbinamenti

Per quanto il suo profumo appena sfornato sia invitante e irresistibile, meglio lasciare raffreddare il castagnaccio per almeno 1-2 ore prima di servirlo. Infatti, il sapore e la consistenza di questo dolce migliorano col trascorrere delle ore e rendono al meglio il giorno seguente. Nelle occasioni speciali, il castagnaccio è ideale da gustare insieme a un calice di Vin Santo o un ottimo vino novello. Se preferisci evitare gli alcolici, puoi accompagnarlo con un semplice caffè ed esaltare la sua naturale dolcezza con un cucchiaino di miele di castagno o della deliziosa crema di marroni.

Come conservare il castagnaccio?

Il castagnaccio è un dolce ideale da consumare entro 1-2 giorni, ma la cui conservazione può essere prolungata fino a 4 giorni a temperatura ambiente. È sufficiente coprirlo con un canovaccio pulito o riporlo sotto una campana in vetro.

Le varianti del castagnaccio tradizionale

La ricetta che ti ho proposto proviene da una tradizione antichissima, tramandata da generazioni e ancora oggi apprezzata in tutto il mondo per la sua semplicità e bontà. Nel tempo questa versione è stata modificata e arricchita in base al gusto e alla fantasia di molti, dando origine a ricette altrettanto golose e degne di assaggio. In particolare, consiglio di provare il castagnaccio con noci tritate, ottime se aggiunte all’interno dell’impasto o distribuite in superficie insieme ai pinoli e all’uva sultanina.

Altre varianti del castagnaccio prevedono l’utilizzo del latte al posto dell’acqua e l’aggiunta di un bicchierino di brandy per aromatizzare il dolce e renderlo più accattivante. Se preferisci gustare il castagnaccio tipico toscano, suggerisco di seguire la ricetta che ti ho indicato, limitandoti ad aggiungere eventualmente 2-3 cucchiai di zucchero secondo il tuo gusto personale.

Di ANGELICA MOCCO


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