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Assicurazione: mancato pagamento del premio

2 novembre 2018


Assicurazione: mancato pagamento del premio

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 novembre 2018



Se l’assicurato non paga una rata della polizza vita o di un altro contratto di assicurazione, la legge prevede sempre un periodo di tolleranza.

Per distrazione o mancanza di liquidità, l’assicurato potrebbe non pagare il premio della polizza. Rispetto ai contratti assicurativi in genere, la legge, tutelando sia i cittadini che le imprese assicurative, dispone la copertura assicurativa anche dopo la scadenza per un periodo di tempo pari a 15 giorni e comunque solo se l’assicurato abbia pagato le rate precedenti. Lo stesso principio, pur applicandosi a tutti i contratti di assicurazione e non solo a quelli sulla responsabilità civile, non si applica, però, alle polizze vita per espressa disposizione normativa [1]. Riguardo a queste ultime, in caso di mancato pagamento del premio, abbiamo due diverse conseguenze. Nel caso in cui l’assicurato non paghi il premio relativo al primo anno, l’impresa potrà agire, entro sei mesi, nei confronti di quella persona per ottenere il pagamento. Se, al contrario, non vengono pagate le rate successive al primo anno, il contratto si risolve e l’assicuratore trattiene quanto è stato versato. Vediamo quali sono le conseguenze dei due obblighi che i contraenti assumono con il contratto di assicurazione: mancato pagamento del premio e assunzione del rischio da parte delle imprese.

Che cos’è il premio assicurativo?

Il premio è la somma di denaro che l’assicurato è tenuto a pagare all’impresa assicurativa come corrispettivo della polizza. Con il contratto assicurativo o polizza sia la compagnia che l’assicurato assumono degli obblighi. Da un lato l’assicuratore si assume il rischio che l’evento si verifichi (ad esempio il risarcimento dei danni a seguito di incidente), dall’altro lato l’assicurato deve pagare un corrispettivo. Tale somma di denaro viene chiamata premio e può essere pagato in un’unica soluzione oppure in più rate, a seconda di quanto previsto dal contratto di assicurazione. A fronte del pagamento, l’assicuratore rilascia la quietanza, una ricevuta che indica l’importo pagato, la data e la firma dell’assicuratore.

Se non pago il premio, resta la copertura assicurativa?

La risposta a questa domanda è sì, ma solo per un certo periodo di tempo. Vediamo, quindi, cosa ci dice la legge. Il mancato pagamento del premio assicurativo nei contratti riguardanti la responsabilità civile è disciplinato dal codice [2] il quale consente la copertura assicurativa anche sui fatti avvenuti dopo la scadenza della polizza, ma comunque nei 15 giorni successivi.

La norma si occupa di due diverse ipotesi. La prima riguarda il mancato pagamento dell’intero premio o della prima rata. In tal caso l’assicurazione resta sospesa fino alle ore ventiquattro del giorno in cui la persona provvede al pagamento. Di conseguenza, se entro la mezzanotte del giorno del pagamento viene commesso un fatto coperto da quella polizza, la compagnia di assicurazione non è responsabile né è tenuta a risarcire i danni.

Nel caso in cui, nei sei mesi successivi alla scadenza del premio, l’assicuratore non agisca nei confronti dell’assicurato per ottenere il pagamento, il contratto è risolto di diritto. Ciò significa che non ha più efficacia e l’assicurato dovrà pagare il premio per il periodo in cui è stato coperto da assicurazione e rimborsare le eventuali spese sostenute dalla compagnia.

Con la risoluzione del contratto viene, infatti, sciolto il vincolo che lega le parti (assicurato ed assicuratore). Il rapporto obbligatorio -che nasce con la sottoscrizione della polizza per cui l’assicurato è obbligato a pagare il premio e la compagnia è obbligata ad assumersi il rischio ed eventualmente a risarcire i danni- viene meno.

La Corte di Cassazione è intervenuta più volte su questo argomento [3] e ha stabilito che nel caso in cui l’assicurato non paghi le rate di premio successive alla prima e nei quindici giorni successivi alla scadenza si verifichi il rischio assicurato, la compagnia deve risarcire i danni e deve farlo anche se il premio non venga poi versato successivamente dall’assicurato.

Rispetto alle polizze vita, invece, è previsto che se l’assicurato non paga il premio relativo al primo anno, l’assicuratore può agire entro sei mesi per l’esecuzione del contratto. Se la polizza prevede il pagamento dilazionato in più rate, il termine di sei mesi a disposizione dell’assicuratore, decorre dalla scadenza delle singole rate.

Cosa succede se pago solo la prima rata del premio?

Per quanto riguarda le polizze vita, il codice civile stabilisce chiaramente che se l’assicurato non paga i premi successivi al primo entro il termine di tolleranza previsto dal contratto oppure entro venti giorni dalla scadenza, il contratto si risolve di diritto. Oltre alla risoluzione (che abbiamo brevemente spiegato sopra), la norma prevede anche che i premi pagati fino a quel momento vengono trattenuti dall’assicuratore, salvo che nella polizza siano stati previsti la riduzione oppure il riscatto della polizza.

Generalmente i contratti di assicurazione prevedono che dopo il pagamento di un minimo numero di rate l’assicurato può chiedere la riduzione del premio. A fronte del mancato pagamento, dopo sei mesi è prevista la sospensione della polizza. Rispetto a questa, l’assicuratore può anche inserire nel contratto una clausola che prevede la riattivazione automatica della polizza nel caso in cui l’assicurato paghi i premi arretrati entro sei mesi.

Diversa, invece, la disciplina degli altri contratti assicurativi.

Il pagamento della prima rata è l’altra ipotesi prevista dalla norma sopra richiamata. Questa prevede che se l’assicurato, alla scadenza, non paghi i premi successivi, l’assicurazione viene sospesa dalle ore ventiquattro del quindicesimo giorno successivo alla scadenza. Facciamo un esempio pratico. L’assicurato stipula una polizza rc auto con pagamento diviso in due soluzioni. Questi paga la prima rata il primo gennaio. Dopo sei mesi deve pagare la seconda rata ma non lo fa e tre giorni dopo viene coinvolto in un incidente stradale. Cosa succede? Secondo il codice civile, in tal caso, l’assicurazione copre i danni in quanto il fatto è avvenuto nei quindici giorni successivi alla scadenza, nel cosiddetto periodo di tolleranza. Pertanto, l’estensione di garanzia trova il proprio fondamento nel premio precedente pagato dall’assicurato e non in quello successivo.

La Cassazione negli anni è stata più volta chiamata ad intervenire su questo tema e, in modo granitico, continua a sostenere che la sospensione della garanzia assicurativa non è immediata alla scadenza ed al mancato pagamento del premio, ma si verifica sempre dopo il periodo di tolleranza. Inoltre, anche se l’assicurato continua ad essere insolvente ed il contratto viene risolto di diritto, la copertura assicurativa opera sempre in quei quindici giorni. Pertanto, l’effetto risolutivo e cioè lo scioglimento del vincolo contrattuale si verifica sempre dopo il periodo di tolleranza. Ne consegue che, se dovesse verificarsi un incidente dopo la scadenza, ma sempre nei quindici giorni, la compagnia sarà tenuta a risarcire i danni [4].

La Cassazione [5] ha addirittura precisato che in questi casi l’assicurazione deve pagare i danni anche se il premio non venga poi versato dall’assicurato.

Cos’è il periodo di tolleranza?

I quindici giorni successivi alla scadenza del premio in cui opera ancora la copertura assicurativa -di cui abbiamo appena parlato- vengono definiti periodo di tolleranza. La sospensione della copertura avviene, quindi, a partire dal sedicesimo giorno dalla scadenza. Questo principio, ribadito più volte anche dalla Cassazione, si applica anche alle polizze assicurative annuali con pagamento dilazionato in due soluzioni semestrali.

Anche di recente i giudici della Suprema Corte [6] hanno chiarito che quando il premio successivo al primo viene pagato dopo il periodo di tolleranza la copertura assicurativa non c’è perché questa sarà efficace solo dopo la mezzanotte.

Il caso portato all’attenzione della Cassazione è il seguente. Un automobilista aveva un contratto RC auto con scadenza annuale con versamento del premio in due soluzioni semestrali (20 maggio e 20 novembre). Il 10 giugno 2008, a causa di un incidente stradale, l’automobilista subisce gravi lesioni e cita in giudizio la compagnia di assicurazione per ottenere il risarcimento dei danni. La compagnia rifiutava l’indennizzo in quanto sosteneva che il secondo premio era stato pagato il 14 luglio e quindi a quasi due mesi dalla scadenza. Il tribunale in primo grado aveva accolto la domanda ma la corte d’appello lo aveva respinto. Dello stesso avviso anche la Cassazione secondo la quale l’incidente si era verificato nel periodo di sospensione in cui la copertura assicurativa non era operante e per tale ragione l’automobilista non aveva diritto al risarcimento.

Se pago dopo il periodo di tolleranza, sono coperto dalla polizza?

Nel caso in cui il pagamento del premio venga effettuato dopo i quindici giorni successivi alla scadenza, l’assicurazione resta sospesa fino alle ore ventiquattro del giorno del pagamento. Ciò significa che, se ieri mi è scaduta la rata da pagare e oggi, dopo aver pagato il premio, commetto un incidente, comunque non sarò coperto da assicurazione fino alla mezzanotte.

Al di là della possibilità di essere tutelati dai quindici giorni di tolleranza, è bene ricordare che sono previste delle sanzioni molto severe per chi circola con un automobile senza copertura assicurativa. Oltre alla sanzione pecuniaria, è previsto anche il sequestro della macchina e quindi il pagamento delle relative spese di trasporto e custodia.

Appare opportuno precisare che il periodo di tolleranza non prolunga di quindici giorni la validità della polizza assicurativa. Infatti, nel momento in cui viene firmato il nuovo contratto con l’assicuratore, dopo il periodo di tolleranza, la polizza sarà valida a partire dal giorno successivo alla scadenza e non da quello successivo ai quindici giorni.

Il contrassegno della rc auto, rilasciato dall’assicuratore, è valido anche se non ho pagato?

Può accadere che dopo aver pagato la polizza e ritirato il contrassegno si resti coinvolti in un incidente e subito dopo scoprire che la compagnia di assicurazione non abbia effettivamente riscosso quel pagamento. In questi casi, va detto subito, il contrassegno è sempre valido. Di conseguenza, la compagnia di assicurazione, quando lo rilascia, è obbligata a risarcire i danni causati dalla circolazione anche se il premio non è stato pagato. A stabilirlo è stata la Corte di cassazione [7]. Secondo la Suprema Corte, la persona che abbia avuto dei danni a causa della circolazione di un veicolo può opporre il contrassegno e chiedere il risarcimento.

Se il premio non è stato ancora pagato l’assicurazione è sospesa, ma la compagnia resta comunque obbligata al risarcimento. La mancata riscossione del premio non è equiparabile al mancato pagamento che, come abbiamo visto sopra, comporta la sospensione della copertura assicurativa.

Di TERESA RULLO

note

[1] Artt. 1901 co. 3 e 1924 cod. civ.

[2] Art. 1901 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 17207/2017 e n. 15801/2009.

[4] Cass. sent. n. 26140/2016.

[5] Cass. sent. n. 17207/2017.

[6] Cass. ordinanza n. 18535/2018.

[7] Cass. sent. n. 4112/2017.


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