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Sottrazione di minori

25 Novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 Novembre 2018



Sottrazione di persone incapaci: cos’è? Il genitore che viola l’affidamento condiviso commette reato? Quando la sottrazione di minorenni è reato?

La legge italiana ha un occhio di riguardo per coloro che, per ragioni fisiologiche (come l’età) o patologiche (come la malattia) si presentano più deboli rispetto agli altri consociati. Per costoro, l’ordinamento giuridico italiano ha previsto diverse forme di tutela: ad esempio, dal punto di vista previdenziale, chi non può inserirsi nel mondo del lavoro alle stesse condizioni degli altri ha diritto ad un sostegno e, talvolta, anche a determinati benefici economici (pensa all’indennità di accompagnamento per coloro che sono invalidi al cento per cento e non sono in grado di deambulare). Sotto altro profilo, la legge tutela le persone svantaggiate punendo coloro che approfittano di esse: ad esempio, il codice penale prevede il reato di circonvenzione di persone incapaci, il quale punisce tutti coloro che, approfittando della debolezza altrui (debolezza dovuta all’età, allo stato di salute o a qualunque altro motivo), cercano di porre in essere raggiri al fine di arricchirsi. Questa è solo una delle tante disposizioni presenti nel codice penale volte a tutelare i più deboli: tra le altre, quella che qui ci interessa è quella che sanziona la sottrazione di minori. Come vedremo, la legge equipara la sottrazione del minore di anni quattordici a quella dell’infermo di mente, ritenendo il fanciullo non in grado di provvedere a sé stesso. Con questo articolo ci soffermeremo in particolare sulla tutela del minorenne nel caso di questo specifico reato: vediamo quindi cos’è la sottrazione di minori.

Sottrazione di persone incapaci: cos’è?

Il codice penale punisce, a querela di parte, con la reclusione da uno a tre anni chiunque sottrae un minore degli anni quattordici o un infermo di mente al genitore esercente la responsabilità genitoriale, al tutore, o al curatore, o a chi ne abbia la vigilanza o la custodia, ovvero lo ritiene contro la volontà dei medesimi.
Alla stessa pena soggiace chi sottrae o ritiene un minore che abbia compiuto gli anni quattordici, senza il suo consenso [1].

Sottrazione di minori: quando è reato?

In pratica, quello che normalmente chiamiamo sottrazione di minori è definito, in gergo giuridico, sottrazione di persone incapaci. La norma sopra menzionata specifica che per minori debbano intendersi coloro che ancora non abbiano compiuto i quattordici anni; superata questa soglia, la sottrazione diventa penalmente rilevante solamente se manca il consenso del fanciullo “sottratto”, mentre nel primo caso ciò che rileva è la volontà dei genitori oppure di coloro che hanno in custodia il minore stesso.

In poche parole, il reato di sottrazione di minori (ovvero, di persone incapaci), contempla due ipotesi diverse:

  • la prima, che il minore di anni quattordici sia portato via senza il consenso di coloro che sono di lui responsabili (genitori, tutore, curatore, ecc.), anche nell’ipotesi in cui il minore, invece, sia d’accordo;
  • la seconda, che il minorenne che abbia compiuto i quattordici anni sia sottratto contro la sua volontà.

Quindi, per la legge il consenso del fanciullo che non abbia compiuto i quattordici anni è irrilevante, nel senso che egli potrebbe anche essere d’accordo affinché qualcuno lo porti via dai genitori o da chi ne ha cura, ma il reato permarrebbe lo stesso in capo a colui che compie la sottrazione se non v’è il benestare di chi ne ha la custodia.

Sottrazione di minori e affidamento della prole

Classico esempio di sottrazione di minori è quella che compie il genitore che non rispetta modalità e tempi stabiliti dal giudice per l’affidamento della prole in caso di separazione dei coniugi. In pratica, il genitore che non fa vedere al coniuge il proprio figlio, oppure che lo trattiene più del dovuto, rischia di incorrere in una bella denuncia per sottrazione di minori. Ovviamente, il reato verrà integrato solamente se la privazione dell’affidamento è seria e prolungata: non è sufficiente che il padre accompagni il figlio dalla madre con un’ora o due di ritardo. Per potersi parlare di sottrazione di minori occorre una condotta ben più “forte”, la quale può consistere, ad esempio, nel divieto assoluto di visita imposto al genitore che gode, per provvedimento del giudice, di tale diritto, oppure nel cambiare residenza portando seco il bambino senza nessun accordo con l’altro genitore. Ecco, in questi casi v’è senz’altro la sottrazione di minori.

Sottrazione di minori e sequestro di persona

Nei casi più gravi, la sottrazione di minori può addirittura convivere con il gravissimo reato di sequestro di persona. Possibile? Per la giurisprudenza, sì. Secondo la Suprema Corte, sottrazione di minori e sequestro di persona possono coesistere in quanto tutelano beni giuridici diversi: la sottrazione di minori, come visto, lede i poteri (di sorveglianza e di controllo) del genitore o di chi ne fa le veci; il sequestro di persona, invece, la libertà personale della vittima [2].

Di conseguenza, al fine di configurare il delitto di sequestro di persona, che può concorrere con il reato di sottrazione di minori, non è sufficiente la ritenzione del minore degli anni quattordici contro la volontà del genitore esercente la responsabilità genitoriale, ma è necessaria anche la limitazione della libertà personale del fanciullo [3]. Praticamente, il reato di sottrazione di minori può concorrere con altri reati, qualora, per le modalità del fatto, si vengano a ledere non solo gli attributi della potestà dei genitori o dei tutori, ma anche un bene giuridico diverso.

Se, quindi, oltre che a portare via con te un minore di anni quattordici lo rinchiudi in una stanza oppure in una casa, senza permettergli di uscire, integrerai non solo il reato di sottrazione di minori, ma anche quello di sequestro di persona (se chiederai anche il riscatto, poi, si tratterà di sequestro di persona a scopo estorsivo).

Sottrazione di minore all’estero: cos’è?

La legge prevede un’ipotesi aggravata di sottrazione di minori: si tratta della condotta di chi sottrae un minore al genitore esercente la responsabilità genitoriale o al tutore, conducendolo o trattenendolo all’estero contro la volontà del medesimo genitore o tutore, impedendo in tutto o in parte allo stesso l’esercizio della responsabilità genitoriale. La sanzione consiste nella reclusione da uno a quattro anni. Se il fatto è commesso nei confronti di un minore che abbia compiuto gli anni quattordici e con il suo consenso, si applica la pena più contenuta della reclusione da sei mesi a tre anni [4].

note

[1] Art. 574 cod. pen.

[2] Cass., sent. del 20.09.2001.

[3] Cass., sent. del 19.07.1991.

[4] Art. 574-bis cod. pen.

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