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Gettoni d’oro: quanto valgono e come riscuotere i premi televisivi

22 Novembre 2018


Gettoni d’oro: quanto valgono e come riscuotere i premi televisivi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 Novembre 2018



I premi vinti partecipando ai programmi televisivi sono quasi sempre in gettoni d’oro. Come fare per sapere quanto valgono e come entrarne in possesso?

Specialmente negli ultimi anni e nella fascia oraria che precede i telegiornali della sera, vengono trasmessi dalle varie emittenti programmi che hanno la forma di giochi a quiz. Concorrenti di qualsiasi estrazione sociale e livello culturale rispondono a domande su argomenti di ogni genere: dalla storia antica al gossip. I vincitori vengono premiati con cifre che possono essere decisamente importanti e che vengono pagate in gettoni d’oro: quanto valgono e come riscuotere i premi televisivi sono le domande che spesso ci facciamo.

I giochi a quiz

Sebbene negli ultimi tempi abbiano conquistato fasce orarie che prima erano dedicate esclusivamente ad altre programmazioni, fin dalla nascita della televisione i giochi a quiz hanno rappresentato un’importante parte dei palinsesti.

Oggi i personaggi più famosi fanno a gara per presentare questo tipo di programmi che non necessitano, da parte del conduttore, di abilità particolari, tranne la capacità di coinvolgere il pubblico interpretando, di volta in volta, la parte del buono o del cattivo, come nella tradizionale commedia dell’arte.

In tutta la storia della televisione, dagli anni cinquanta dello scorso secolo fino ad oggi, i quiz televisivi hanno sempre ripagato i concorrenti più bravi con premi di importo consistente.

In qualche occasione i concorrenti dovevano dimostrare conoscenze in settori particolari ed essere dotati di ottima memoria, basta ripensare al Rischiatutto di Mike Bongiorno e ai tanti personaggi che rispondevano a sfilze lunghissime di domande, chiusi in cabine di vetro e con delle enormi cuffie sulle orecchie. Alcuni vincitori di quei quiz sono diventati famosi, molti altri sono tornati al loro anonimato, ma con in tasca i ricchi premi vinti.

Per ciò che riguarda i programmi a quiz più moderni, in rari casi, essi prevedono premi legati alle loro caratteristiche, come possono essere libri o prodotti alimentari, ma quasi sempre chi vince porta a casa ancora al giorno d’oggi i famosi gettoni d’oro. Se ti stai chiedendo quale sia il motivo per cui una vincita venga pagata con questo mezzo anziché con la valuta legalmente in corso o magari con un comodo bonifico bancario sul proprio conto corrente, devi considerare la definizione di gioco d’azzardo nella legislatura italiana.

Secondo la legge italiana [1] il gioco d’azzardo è quello in cui è presente il fine di lucro e l’esito è imprevedibile, in quanto la vincita o la perdita sono, per intero o quasi, decise dal caso. Il gioco d’azzardo [2] non è consentito dal nostro codice che prescrive sanzioni dure per chi lo esercita illegalmente  [3]. È legale solo in due casi: se gestito dai Monopoli di Stato, come nel caso di lotterie o Gratta e Vinci, o se lo Stato ha espressamente autorizzato un privato a tale esercizio, come nel caso dei casinò autorizzati.

La Rai, quindi, non può pagare le vincite in denaro perché contravverrebbe alle disposizioni di legge e deve ricorrere a un escamotage: utilizzare i gettoni d’oro. Questi ultimi, infatti, non sono moneta legale e non costituiscono strumenti di pagamento ma sono assimilabili a doni, a regali, come i prosciutti alle fiere o i peluche al luna-park.

Che cosa sono i gettoni d’oro?

Un gettone d’oro è un costituito da un pezzetto d’oro, a forma di gettone, che porta su una faccia il logo dell’azienda che ne ha ordinato il conio all’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato, lo stesso che stampa tutte le monete, le banconote, i francobolli, le targhe delle auto e che stampa anche la Gazzetta Ufficiale.

Ogni gettone ha generalmente un peso compreso tra gli 8 e 10 grammi ed è realizzato in oro 18 carati (ovvero titolo 750/1000).

Per aver ben chiaro il concetto di carati e di titolo, devi sapere che l’oro è un metallo tenero che, per guadagnare in resistenza, deve essere associato a qualche altro metallo. Dire che un pezzo d’oro ha titolo 750/1000 vuol dire che in un campione di 1000 grammi ce ne sono 750 di oro puro e 250 di un altro metallo meno prezioso. Il carato è l’unità di misura classica della purezza e tradizionalmente è diviso in 24 parti. Dire che un pezzo d’oro è a 24 carati significa che si tratta di materiale puro al 100%, cioè è tutto oro. Dire che è a 18 carati indica una purezza al 75%, che è quella comunemente prevista in Italia per l’oreficeria in genere e per i gettoni d’oro.

Come trasformare i gettoni d’oro in denaro?

Quando, dopo aver vinto qualche gettone d’oro, torni a casa, la prima cosa che ti chiedi è dove puoi cambiare la tua vincita, ottenendo moneta in corso legale che potrai finalmente utilizzare per realizzare qualcuno dei tuoi sogni.

Se hai partecipato a un programma televisivo e la dea bendata ti ha aiutato, facendoti vincere una cifra che ti verrà corrisposta in gettoni d’oro, per prima cosa devi aspettare con calma i cosiddetti tempi tecnici: devono trascorrere minimo 6 mesi, se tutto va bene, affinché tu riceva quanto ti è dovuto.

A questo punto le domande che ti girano in testa sono essenzialmente due: quanto valgono i tuoi gettoni d’oro e come puoi fare per cambiarli?

Come ogni vincitore verrai contattato dal banco metalli che ha provveduto al conio e ti verrà comunicato ufficialmente il numero dei gettoni che ti spettano. A questo punto, potrai scegliere se rivenderli direttamente a loro, tenendo presenti le commissioni che essi percepiranno per il proprio lavoro e il valore del prezzo dell’oro che applicheranno al cambio o se farteli spedire a casa.

Per valutare se la quotazione che ti propongono sia in linea con i valori di mercato è sufficiente che tu esegua una rapida ricerca in Rete per trovare la quotazione giornaliera aggiornata. Prima di affrontare il calcolo non dimenticare che il valore dei tuoi gettoni corrisponde alla cifra che hai effettivamente vinto ma decurtata delle tasse. Devi quindi considerare che la cifra da te vinta diminuirà del 20% già alle origini.

Se decidi di affidare tutta l’operazione al banco metalli riceverai il tuo premio, con le decurtazioni dovute alle imposte e alle commissioni, direttamente sul tuo conto corrente. Altrimenti, puoi rivolgerti direttamente alla Banca d’Italia o a una delle gioiellerie autorizzate a queste transazioni che sono esclusivamente quelle che trovi indicate sui documenti di trasporto che accompagnano i tuoi gettoni. Ma anche seguendo quest’ultima procedura dovrai pagare una determinata percentuale come commissione per la transazione, in genere viene richiesto il 5%, e, naturalmente, le imposte di legge.

Facciamo due conti

Per fare un esempio, supponi di aver partecipato a uno dei simpatici giochi a premi fatti in televisione e di aver ricevuto un buon aiuto dalla tua abilità e dalla sorte. Hai vinto 100.000 euro e sono già trascorsi 6 mesi dalla tua vincita.

Ricevi la telefonata fatidica e scopri di aver diritto a ricevere 335 gettoni da 10 grammi l’uno. La quotazione che trovi, relativa all’oro lavorato, è, ad esempio, 24 euro al grammo. Cominci a battere freneticamente sulla tastiera della calcolatrice: 335 gettoni x 10 grammi x 24 euro/grammo= 80.400 euro. I circa 20.000 euro in meno sono le tasse, ti spiegano.

Tu rifletti e pensi che, in fondo, si tratta di una vincita. Stai per accettare quando ti dicono che hai due scelte: puoi farti spedire i tuoi gettoni oppure lasciare che siano loro a occuparsi di tutto e tu troverai la cifra pattuita direttamente sul tuo conto corrente. Tu pensi che questa potrebbe essere la procedura migliore ma ti comunicano che in questo caso devi mettere in conto una certa svalutazione. Alla tua richiesta di quanto ti verrebbe a costare, ti dicono che devi considerare un’ulteriore diminuzione della tua vincita di circa il 5%.

Altri due conti e scopri che il tuo premio che, in origine, era di 100.000 euro è diventato circa 75.000 euro. Provi a chiedere che cosa accadrebbe se decidessi di farteli spedire. La risposta è che riceveresti 318 gettoni e tu, che ormai sei bravissimo a fare i conti, scopri che così otterresti circa 76.500 (in questo caso calcolano una svalutazione del 3,5%) ma poi avresti fisicamente in mano i gettoni d’oro e dovresti spendere ancora quando decidessi di trasformarli in moneta corrente e, soprattutto, dovresti essere in grado di controllare sempre la quotazione dell’oro in modo da scegliere il momento migliore per effettuare il cambio.

Pensi che in tal modo potresti anche guadagnare qualcosa in più: navigando in rete tra le pagine che si occupano di economia scopri che le quotazioni dell’oro sono molte, tutte diverse tra loro.

Per fare chiarezza devi sapere che esiste il prezzo ufficiale dell’oro puro che viene determinato due volte al giorno a Londra da 5 grandi banche ed è una media che viene calcolata tra i prezzi offerti dagli operatori in acquisto e in vendita. Questo però è la quotazione dell’oro puro a 24 carati e tu sai che quello dei tuoi gettoni d’oro è a 18 carati; per ottenere un valore abbastanza attendibile sarà sufficiente calcolarne il 75%.

Se hai deciso di farti spedire il tuo premio, segui attentamente le quotazioni, fai i calcoli e potrai scegliere il momento migliore per rivendere i tuoi gettoni al prezzo più redditizio.

Tieni presente che l’oro è considerato il bene rifugio per eccellenza in quanto tende a mantenere un valore stabile anche in periodi storici molto altalenanti dal punto di vista economico. Tuttavia anche la sua quotazione può subire discrete variazioni in seguito a variazioni di tassi d’interesse, di inflazione e di eventi geo-politici.

Molto in generale possiamo dire che in caso di diminuzione dei tassi di interesse gli investitori si rivolgeranno agli investimenti in oro facendone salire le quotazioni, così come in caso di aumento dell’inflazione. Inoltre, la quotazione dell’oro aumenta quando si deprezza il dollaro statunitense e in periodi di tensioni politiche internazionali.

note

[1] Art. 721 cod. pen.

[2] Art. 718 cod. pen.

[3] Art. 720 cod. pen.


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