Diritto e Fisco | Editoriale

Violenza domestica del marito sulla moglie

28 Novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 Novembre 2018



Cos’è la violenza domestica del marito sulla moglie, quando si realizza e quando è perseguibile penalmente.

Tuo marito ti umilia continuamente, ti minaccia e ti fa sentire in uno stato di sudditanza? Sappi che, anche se spesso è difficile ammetterlo a sé stessi ed agli altri, sei vittima di violenza domestica ovvero di un illecito penale. La violenza domestica del marito sulla moglie è (purtroppo) un fenomeno sempre più diffuso nel nostro paese e riguarda tutte le forme di abuso psicologico, fisico o sessuale; si tratta di un comportamento coercitivo che il marito esercita sulla donna per farla sentire controllata emotivamente. Il caso di cui ci occuperemo in questo articolo riguarda la violenza domestica in senso ampio e, in particolare, la violenza domestica del marito sulla moglie: reato considerato molto grave perché si consuma nel corso della vita familiare, nel luogo (la casa) che più di ogni altro dovrebbe garantire sicurezza e serenità. Questo tipo di violenza può portare conseguenze serie nella vita delle donne: da problemi psicologici (quali sindromi depressive) a problemi somatici (tra i quali ansia, tachicardia, tensioni, sensi di colpa, vergogna e così via) e, purtroppo, si realizza a tutti i livelli sociali; secondo i dati Istat, infatti, queste condotte violente (degli uomini nei confronti delle donne) si realizzano, in egual misura, in tutte le fasce sociali e, purtroppo, le donne che denunciano sono ancora troppo poche. Alcune volte questa violenza, unita al silenzio ed alla solitudine, conduce addirittura al suicidio. Ma andiamo con ordine.

Cos’è la violenza domestica?

La cronaca, purtroppo, ci insegna che sono tanti (diremmo troppi) i casi in cui le donne sono vittime degli ex, dei fidanzati o dei mariti; il fenomeno della violenza domestica è, infatti, diffuso in tutti i paesi ed in tutte le fasce sociali e concerne ogni tipo di violenza: dalle donne picchiate ed umiliate a quelle che, addirittura, per gelosia, sono rinchiuse in casa senza poter uscire neanche per lavorare o fare la spesa. Spesso per paura di reagire o perchè abituate a sopportare, le donne non denunciano i maltrattamenti che subiscono; sapere ciò che costituisce reato è importante per poter reagire e chiedere aiuto. Cerchiamo allora di capire quando la violenza domestica del marito sulla moglie è reato e quali sono, invece, soltanto estrinsecazioni caratteriali che (benchè non condivise e forse immorali) non sono penalmente perseguibili. Se tuo marito controlla tutto quello che fai (spostamenti, telefonate, e mail), distrugge gli oggetti a cui tieni solo per farti capire che non vali nulla, ti umilia pubblicamente o arriva a minacciarti e/o a picchiarti, certamente puoi denunciarlo perché sta commettendo reato. Ma, per essere più precisi, analizziamo quali sono i vari reati che possono configurarsi quando c’è violenza domestica del marito sulla moglie.

Cosa sono i maltrattamenti in famiglia?

Uno dei classici esempi di reati rientranti nella violenza domestica è quello dei maltrattamenti in famiglia. Il delitto di maltrattamenti contro familiari e conviventi [1] è disciplinato dal nostro codice penale e prevede che chiunque (nel nostro caso immaginiamo il marito) maltratti una persona della famiglia o un convivente (nel caso di specie la moglie) debba essere punito con la reclusione da due a sei anni. Ma che significa tecnicamente e giuridicamente maltrattare? Signifia che, a seguito di determinati atteggiamenti del marito, la moglie-vittima vive uno stato di soggezione e di inferiorità rispetto al marito. Si deve trattare di una condotta abituale, realizzata con più atti successivi, numerosi e reiterati nel tempo che determinano nella vittima una sofferenza fisica e morale; un singolo episodio di lesione o minaccia, per esempio, non configura il reato di maltrattamenti (benché rappresenti un reato autonomo). In pratica, se tuo marito ti impone un regime di vita vessatorio, mortificante ed insostenibile sei vittima di violenza domestica.

Cos’è la violenza privata?

Se tuo marito, per esempio, ti costringe, con violenza o minaccia, a tollerare o a non fare qualcosa, sta commettendo violenza domestica nei tuoi confronti ed in particolare è responsabile di un reato perseguibile penalmente ovvero quello di violenza privata [2]. Anche in questo caso (come nella ipotesi di maltrattamenti in famiglia) vi è una soggezione psicologica che non ti consente di essere (e di sentirti) libera. Si tratta di una aggressione che non è rivolta alla sfera fisica della moglie (altrimenti ci troveremmo dinanzi al reato di sequestro di persona), ma alla libertà psichica e ciò comporta una vera e propria violenza domestica del marito sulla moglie.

Cos’è la minaccia?

Se hai voglia di uscire e tuo marito ti intimidisce, dicendoti di non farlo altrimenti (addirittura) ti farà del male (giuridicamente si dice che ti minaccia di procurarti un danno ingiusto, personale o patrimoniale) e ti condiziona e spaventa a tal punto da limitare la tua libertà psichica, puoi denunciarlo per minaccia [3]. Sappi che la minaccia viene valutata in funzione delle circostanze, delle condizioni di chi la realizza e dell’effetto che ha sulla vittima; non sono minaccia le semplici imprecazioni o gli insulti. Si deve trattare di qualcosa che ti turbi e ti limiti e deve essere qualcosa di possibile e realizzabile; per esempio dire se esci ti ammazzo con le armi atomiche, non è una minaccia perché è impossibile che tu possa essere in possesso di un’arma atomica. Anche in questo caso, se le minacce sono continue, sei vittima di violenza domestica del marito sulla moglie.

Altri esempi di reati che possono rappresentare la violenza domestica del marito sulla moglie, sono:

  • violazione degli obblighi di assistenza familiare [4];
  • istigazione o aiuto al suicidio [5];
  • percosse [6];
  • lesione personale [7];
  • diffamazione [8];
  • violenza sessuale [9];
  • atti persecutori (stalking) [10];
  • molestia o disturbo alle persone [11];

e tutti quelli che (il più delle volte ripetuti nel tempo) inducono la moglie a vivere in uno stato di soggezione, depressione ed inferiortà e non la lasciano libera di decidere cosa fare e vivere la propria vita (cioè autodeterminarsi).

note

[1] Art. 572 cod. pen.

[2] Art. 610 cod. pen.

[3] Art. 612 cod. pen.

[4] Art. 570 cod. pen.

[5] Art. 580 cod. pen.

[6] Art. 581 cod. pen.

[7] Art. 582 cod. pen.

[8] Art. 595 cod. pen.

[9] Art. 609 bis cod. pen.

[10] Art. 612 bis cod. pen.

[11] Art. 660 cod. pen.


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2 Commenti

  1. Un chiarimento. Nel caso in cui è la moglie ad esercitare violenza psico-fisica sul marito, si applicano le stesse normative?
    Grazie.

    1. La legge non fa distinzioni di sesso. La violenza non è un delitto necessariamente maschile, nel senso che l’autore non deve essere per forza un uomo. In Italia, molti uomini sono vittime di violenza. La giurisprudenza è piena di casi in cui la vittima è una donna: questo perché, statisticamente, è molto più frequente la violenza su una donna che su un uomo. Si tenga però in considerazione la ritrosia degli uomini a volere denunciare l’abuso subito. L’uomo deve superare il pregiudizio secondo cui solo la donna può essere vittima.

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