Salute e benessere | Articoli

Cortisone: a cosa serve e quali effetti collaterali?

25 novembre 2018 | Autore:


> Salute e benessere Pubblicato il 25 novembre 2018



Quando viene indicata la terapia a base di questo ormone e quali conseguenze ha sul nostro organismo. È vero che gonfia e che non fa dormire?

Forse, per tua fortuna, non hai mai contratto una malattia che richiede una cura con cortisone, ma avrai sentito parlare sicuramente dei farmaci che contengono questo ormone. Ti sarai chiesto se tutte quelle cose che si dicono a proposito delle terapie cortisoniche sono vere: che fanno gonfiare il viso, che fanno venire fame, che possono abbassare le difese immunitarie. Quanta verità c’è in tutto questo? Il cortisone a cosa serve e quali effetti collaterali può avere?

Non è il caso di spaventarsi troppo quando viene prescritta una cura a base di cortisone. Ma è necessario sapere che cosa stiamo prendendo, perché e come si deve seguire la terapia.

Il cortisone è un ormone che appartiene alla classe degli steroidi (non a caso si tratta di un corticosteroide) che riduce le difese dell’organismo e che attenua gonfiore e reazioni allergiche. Viene utilizzato in patologie come artrite, malattie del sangue, disturbi ormonali, allergie, problemi respiratori (come ad esempio l’asma) e per trattare alcuni tipi di tumori. Lo si può prendere per via orale ma anche attraverso iniezioni o infiltrazioni ed anche con creme o con inalazioni, a seconda del problema da trattare.

Come vedremo più avanti, è fondamentale seguire la terapia in maniera scrupolosa così come prescritta dal medico: l’interruzione brusca dell’assunzione di cortisone può provocare gravi problemi.

Ecco, allora, a che cosa serve il cortisone e quali effetti collaterali può comportare una cura a base di questo ormone.

Cortisone: che cos’è?

Il cortisone, dunque, è un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali che ha una particolare attività antinfiammatoria. Non altera il meccanismo che ha provocato la patologia ma attenua il dolore causato dall’infiammazione. Per questo motivo, una volta che si sospende la terapia, i sintomi possono ripresentarsi. Può anche modificare l’attività del sistema immunitario.

Cortisone: a che cosa serve?

Il cortisone non fa altro che riprodurre gli effetti provocati dagli ormoni prodotti normalmente dalle ghiandole surrenali del corpo umano. Quando a questi ormoni che il nostro corpo genera si aggiungono degli altri assunti attraverso i farmaci con cortisone, si riducono i segni ed i sintomi degli stati infiammatori.

Questo ormone è in grado anche di deprimere il sistema immunitario, il che aiuta a controllare quelle situazioni in cui le nostre difese attaccano per errore i tessuti dell’organismo (è il caso delle malattie autoimmuni).

Cortisone: per quali patologie?

Proprio per la loro attività antinfiammatoria ed immunosoppressiva, i farmaci a base di cortisone vengono prescritti per trattare patologie come:

  • artrite reumatoide;
  • psoriasi;
  • asma;
  • lupus eritematoso sistemico (una malattia autoimmune che può diversi organi oltre alla pelle e ai vasi sanguigni);
  • malattie infiammatorie intestinali;
  • leucemia;
  • alcuni tipi di cancro;
  • epatite autoimmune;
  • sindrome nefritica;
  • allergie e reazioni di ipersensibilità;
  • shock cardiogeno e settico.

Cortisone: come si prende?

Le terapie a base di cortisone possono essere di diverso tipo, a seconda della patologia da trattare. Normalmente sono:

  • per via orale (polvere o pastiglie), quando si presentano stati infiammatori in patologie croniche di tipo reumatologico (ad esempio l’artrite reumatoide o la connettivite) o di tipo dermatologico, come nel caso della psoriasi;
  • per via inalatoria (con l’uso di aerosol o di spray) per patologie respiratorie come l’asma o la poliposi. In questo caso, il cortisone agisce a livello locale, cioè nella zona in cui viene spruzzato o inalato, senza andare in giro per il corpo e limitando, quindi, gli effetti collaterali;
  • per via endovenosa in una situazione di emergenza come può essere uno shock anafilattico o una grave reazione allergica;
  • per via topica (creme o pomate per malattie cutanee);
  • in forma di gocce per problemi agli occhi, alle orecchie o al naso.

Cortisone: quali effetti collaterali?

Assumere del cortisone, come abbiamo visto, può essere necessario per tenere sotto controllo una malattia o per risolvere una situazione di emergenza. Ma, come tutti i farmaci, può comportare degli effetti collaterali più o meno importanti. Un uso prolungato del cortisone può provocare:

  • l’iperglicemia;
  • la demineralizzazione delle ossa;
  • l’alterazione nella distribuzione del tessuto adiposo;
  • la perdita di massa muscolare;
  • l’aumento della fame;
  • la ritenzione idrica;
  • l’aumento della suscettibilità alle infezioni.

Molti di questi effetti, però, sono meno frequenti quando la terapia ha una breve durata oppure quando il cortisone viene somministrato in basso dosaggio.

Ad ogni modo, è possibile ridurre il loro impatto con certi comportamenti. Ad esempio, per non aggravare una potenziale ritenzione idrica, è consigliato diminuire la quantità di sale a tavola.

Cortisone: come si interrompe la cura?

Normalmente, e tranne in casi particolari, quando ad un paziente viene indicata una terapia gli si chiede di iniziare a prendere una pastiglia oggi e di assumere la stessa dose per un certo numero di giorni. Con il cortisone, invece, non succede così, soprattutto se è stato preso per un periodo di tempo piuttosto lungo. Bisogna ricordare, come detto in precedenza, che il cortisone inibisce la produzione dello stesso ormone da parte del nostro organismo, quindi l’interruzione repentina della terapia può compromettere il funzionamento delle ghiandole surrenali. Occorre, pertanto, diminuire gradualmente il dosaggio per «far capire» alle nostre ghiandole che devono ripristinare la loro funzione.

Cortisone: è vero che fa ingrassare?

Uno degli effetti del cortisone più temuti è quello di ingrassare. «Il cortisone gonfia», si dice spesso. E chi fa questa affermazione non ha tutti i torti. Può succedere, infatti, che una terapia cortisonica a lungo termine ti faccia ingrassare. Per due motivi. Uno, perché, come abbiamo visto, può aumentare la ritenzione idrica, cioè la tendenza a trattenere i liquidi. E l’altro, perché fa venire più appetito. Una cura a base di cortisone con dosaggio elevato può farti fare qualche visita in più al frigorifero perché ti dà la sensazione di avere lo stomaco sempre vuoto.

Inoltre, quando il cortisone viene somministrato per via orale, è possibile che si accumuli il grasso sull’addome, sul viso e sul collo mentre gambe e braccia tendono ad assottigliarsi per la perdita di massa muscolare dovuta al calo delle proteine.

Cortisone: è vero che si perde il sonno?

Si dice spesso, scherzando, che il cortisone è una forma di doping. In realtà quello che fa è aumentare leggermente l’eccitabilità del paziente che lo assume. Si ha, cioè, la sensazione di essere meno stanchi del solito e può succedere che si dorma di meno perché il nostro corpo non ha bisogno delle abituali ore di sonno.

Viceversa, quando si avvicina la fine della terapia e si riduce il dosaggio di cortisone, si possono avvertire i sintomi contrari come maggiore stanchezza, dolori muscolari ed articolari o qualche difficoltà respiratoria.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI