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Privacy per il curriculum

23 Novembre 2018


Privacy per il curriculum

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 Novembre 2018



Uno dei tanti modi per venire assunti da una azienda come dipendente o, comunque, per presentarti per una collaborazione è quello di consegnare nelle mani giuste il tuo curriculum. Tuttavia, il curriculum custodisce molti dati personali e occorre che tu sia a conoscenza del fatto che esistono delle regole ben precise in tema di privacy che debbono essere rispettate.

Stai cercando un lavoro per la prima volta ed hai inviato il tuo curriculum vitae ad un datore di lavoro nella speranza che ti richiami per fissare un colloquio? Oppure sei in procinto di lasciare il tuo vecchio lavoro per uno nuovo e il datore di lavoro ti ha chiesto di consegnarli il tuo curriculum? Hai mai riflettuto sul fatto che il curriculum contiene una miriade di tuoi dati personali? E ti sei mai chiesto quali sono le regole privacy per il curriculum? Andando avanti con la lettura di questo articolo, avrai risposta a tutte le tue domande.

Cos’è il curriculum?

Il curriculum, abbreviazione di curriculum vitae o curriculum vitae et studiorum, è un documento scritto in cui tu puoi presentare agli altri la tua situazione personale, scolastica e lavorativa.

Il curriculum è la prima ed essenziale fonte di informazioni che dai a un datore di lavoro o a un selezionatore, i quali decideranno poi se sono interessati a valutarti ulteriormente scegliere se assumerti o dare l’ok alla collaborazione.

Il curriculum oggigiorno può essere sia cartaceo che digitale e puoi inviarlo direttamente all’azienda che ricerca personale o ad agenzie interinali che offrono il servizio di ricerca per conto terzi.

Come saprai già, il tuo curriculum è un documento molto importante, che devi scrivere con molta cura per evitare errori e per renderlo di facile e veloce consultazione.

E’ molto importante che tu lo compili guardando alle particolari esigenza dell’azienda a cui lo invierai e, se ne sei a conoscenza, della persona che lo leggerà: potresti addirittura realizzare tanti curricula diversi per ogni offerta di lavoro cui ci si vuole candidare.

Come deve essere strutturato il curriculum?

Quasi sicuramente avrai già inviato decine di curricula in ogni parte d’Italia e, forse, del mondo.

A prima vista scrivere un curriculum potrebbe sembrare una cosa semplice ma, senza le giuste precauzioni, c’è il rischio che puoi trasformare la tua opportunità di lavoro in un fallimento.

Probabilmente non ci hai mai riflettuto su, ma il curriculum ha un obiettivo ben preciso: convertire la curiosità del destinatario in un interesse reale per te che ti candidi. Per fare ciò però bisogna costruire il curriculum secondo una logica ben precisa, rispettando allo stesso tempo alcune regole e linee guida.

Quando articoli il tuo curriculum, devi considerare prima di tutto che esistono parti essenziali e parti facoltative da inserire. Iniziamo con le parti strutturali fondamentali.

Innanzitutto, devi scrivere necessariamente: dati personali e recapiti, istruzione (licenza o diplomi), esperienze lavorative (se ne hai già avute), conoscenza di lingue straniere oltre alla propria lingua madre e il grado di conoscenza della lingua straniera e le tue conoscenze informatiche (se hai attestati che provano quello che dichiari, scrivi anche quelli).

I dati facoltativi che puoi dare al tuo (si spera!) futuro datore di lavoro sono: obiettivi professionali e di carriera (parte molto importante nel caso in cui ti candidi per una posizione che pensi cambierà in modo significativo il corso della tua carriera), fotografia (fondamentale se ti candidi come promoter, hostess e/o modella/o), esperienze formative (attestati, titoli e certificati inerenti alla professione), informazioni su attività non lavorative, come sport e hobby per esempio.

Personalizza la tua candidatura

Quasi certamente sarai tentato di scrivere nel tuo curriculum di tutto e di più: non c’è nulla di più sbagliato!

Devi solo mettere in risalto le tue qualità professionali, puntando sempre la tua attenzione al ruolo che desideri andare a ricoprire.  Evita, inoltre, di strabordare. Ad esempio: se ti candidi come manager per una società, è inutile (e forse anche controproducente) riportare che tanti anni fa hai lavorato come barman i fine settimana.

Considera, infatti, che l’azienda sta cercando solo persone altamente specializzate nel settore manageriale: dovrai quindi fare attenzione a mettere in risalto esclusivamente le tue qualità professionali attinenti alla posizione che vorresti ricoprire.

Se, per esempio, hai lavorato per un’azienda dalla fama non tanto eccellente, evitate di scriverlo nel curriculum. Ricorda: il tuo curriculum va costruito su misura, come un abito sartoriale. Meglio, allora, descrivere le competenze acquisite in generale nell’arco della tua vita professionale piuttosto che specificare ogni singola mansione che avete svolto in una determinata azienda.

Devi anche considerare che l’azienda che effettua la selezione delle candidature sarà sommersa da domande di lavoro e da relativi curriculum e/o lettere di presentazione: non si farà certamente scrupoli a gettare nel cestino il tuo curriculum se questo non è in linea con il profilo ricercato e promosso nell’annuncio che hai letto.

Cosa non mettere nel curriculum

Dammi retta… evita nella maniera più assoluta di mentire sulle tue esperienze lavorative e/o sulle tue capacità professionali, inviare il curriculum senza foto o, peggio ancora, con una foto non professionale; non inviare un curriculum con errori di italiano o di battitura.

Controlla riga per riga se la struttura concepita ha un senso logico; non utilizzare caratteri diversi, sofisticati o di difficile lettura; evita font e sfondi colorati.

E la tua privacy?

Come sai molto bene, nel curriculum tu andrai ad inserire molti dati personali: dal nome al cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza, domicilio professionale (se già ne hai uno), sesso, fotografia, capacità professionali e, in alcuni casi, hobby.

Spesso e volentieri potrai inserire anche attività di carattere filantropico o appartenenza ad associazioni di qualsiasi tipo, anche sindacali. Sembrerà una sciocchezza, ma tutti questi dati, messi insieme, possono rivelare molto di te, anche alcuni aspetti sensibili della tua vita personale, come il credo religioso (dal nome e dalla provenienza chi legge può supporre la tua fede), come l’appartenenza politica, l’appartenenza sindacale, le tue abitudini di vita e le tue condizioni di salute.

Tutti questi aspetti della tua vita, che potresti inserire nel tuo curriculum, vanno assolutamente protetti. Anzi, sarebbe bene che evitassi, se è possibile, di scrivere nel curriculum aspetti della tua vita che non sono necessari ai fini di una eventuale assunzione!

Ad ogni modo, la legge sulla privacy protegge tutti i tuoi dati personali, sia quelli comuni (come nome, cognome, codice fiscale, residenza, ecc…) sia quelli particolari o sensibili (condizioni di salute, appartenenza politica, credo religioso o filosofico, vita sessuale e orientamento sessuale).

Come tutelare la privacy del curriculum

In passato, il Codice della privacy [1] prevedeva che all’interno del curriculum, più in particolare, alla fine dello stesso, fosse inserita una dicitura generica come la seguente: “Autorizzo al trattamento dei miei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/2003”.

Ma, come è facile intuire, si trattava solo di una formula inutile, spesso vista come un adempimento superfluo, dato che il datore di lavoro poteva utilizzare i dati presenti nel tuo curriculum nel modo che riteneva più opportuno (creando banche dati perenni da cui, forse un giorno, pescare il tuo nome per un colloquio, ad esempio).

In verità, il datore di lavoro, al momento della pubblicazione dell’annuncio o, in caso di ricezione di un curriculum inviato in maniera spontanea, doveva necessariamente fornire all’interessato-candidato una idonea informativa [2] in cui venisse indicato il riferimento al titolare del trattamento, le modalità del trattamento e le finalità.

Solo in questo modo, poi, il candidato-interessato poteva esprimere un consenso. Se ci rifletti bene, dare il consenso a qualche attività di trattamento dati che non conosci a priori è non ha assolutamente senso, anzi è molto pericoloso!

Oggi però le cose sono cambiate, vediamo come.

Cosa prevede la nuova legge privacy?

La nuova normativa privacy, applicabile da maggio 2018 [3] ed implementata a settembre 2018 [4] prevede rilevanti novità in tema di informazioni da dare al candidato in caso di ricezione del curriculum [5].

Infatti, la nuova normativa prevede sempre che, in caso di pubblicazione di un annuncio in cui il datore di lavoro comunica che è alla ricerca di una nuova risorsa, lo stesso debba fornire agli interessati-candidati tutte le informazioni necessarie affinché gli stessi sappiano bene le modalità e le finalità del trattamento dei loro dati personali.

Lo stesso deve avvenire quando, ad esempio, sul sito web di una società vi sia uno spazio riservato alla ricerca continua di personale (sezione “lavora con noi”).

Il discorso cambia in caso di invio spontaneo di curriculum.

Infatti, la nuova normativa privacy prevede che se tu invii un curriculum in modo spontaneo, cioè senza nessun annuncio o richiesta preventiva da parte del datore di lavoro, non vedrai recapitarti più l’informativa privacy. Solo quando il datore di lavoro intenderà richiamarti per un eventuale colloquio, a quel punto avrà l’obbligo di inviarti l’informativa completa privacy in cui dovrà indicare: chi è il Titolare del trattamento, le finalità del trattamento, i modi e i tempi del trattamento (ossia come e per quanto tempo i tuoi dati personali saranno conservati dall’azienda), l’intenzione di trasferire fuori dalla UE i tuoi dati (in caso, ad esempio, di holding composte da imprese con sedi in diversi territori), quali sono i tuoi diritti previsti dalla legge e come puoi esercitarli.

E non solo: non è nemmeno più obbligatorio che tu inserisca nel curriculum la famosa dicitura in cui autorizzi al trattamento dei tuoi dati: infatti, per motivi di probabile assunzione, non è richiesto più il consenso dell’interessato-candidato.

Di VINCENZO DI CIO’


note

[1] D. Lgs. 196/2003.

[2] Art. 13 del Codice della Privacy.

[3] Reg. (UE) 2016/679 (GDPR).

[4] D. Lgs. 101/2018 che ha modificato il D. Lgs. 196/2003.

[5] Art. 111-bis del D. Lgs. 196/2003.


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