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Pensione a 67 anni: quanti anni di contributi?

9 novembre 2018 | Autore:


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Quanti anni di versamenti all’Inps sono necessari per poter ottenere il pensionamento di vecchiaia?

A meno che non si riesca ad ottenere un blocco dell’età pensionabile, ipotesi che appare ormai non molto probabile, dal 2019 i requisiti per l’uscita dal lavoro aumenteranno, e si potrà andare in pensione di vecchiaia a 67 anni.

Ma chi potrà andare in pensione a 67 anni? Potranno pensionarsi tutti i lavoratori che compiono 67 anni nel 2019, oppure è necessario possedere ulteriori requisiti?

Per ottenere la pensione di vecchiaia a 67 anni, nella generalità dei casi, è necessario possedere almeno 20 anni di contributi. Ci sono delle eccezioni, però, in cui è consentito ottenere la pensione con soli 15 anni di contributi. Inoltre, i 20 anni di versamenti possono anche essere ottenuti col cumulo, cioè sommando la contribuzione accreditata in casse diverse.

Chi ha diritto al calcolo contributivo della prestazione, oltre ai 67 anni di età ed ai 20 anni di contributi ha anche necessità di soddisfare un ulteriore requisito, relativo all’ammontare della pensione: in pratica, se non si possiedono contributi versati prima del 1996, o se c’è stata l’adesione all’opzione contributiva o al computo nella gestione separata, è necessario che l’assegno di pensione sia almeno pari a 1,5 volte l’assegno sociale, cioè a 679,50 euro mensili.

Chi è assoggettato al calcolo contributivo, però, può ottenere la pensione di vecchiaia con soli 5 anni di contributi, ma a 71 anni. C’è anche chi ottiene la pensione di vecchiaia a meno di 67 anni, perché addetto ai lavori gravosi (ma deve possedere almeno 30 anni di contributi), o perché ha diritto alla pensione di vecchiaia anticipata per invalidità.

Ma non divaghiamo, e facciamo il punto sulla pensione a 67 anni: quanti anni di contributi, quali altri requisiti sono necessari, a che cosa ha diritto chi ha 67 anni e non ha contributi.

Quanti contributi sono necessari per pensionarsi a 67 anni di età?

La pensione di vecchiaia a 67 anni, anche se il requisito di età è avanzato, non sarà per tutti: per ottenere la pensione di vecchiaia ordinaria (per gli iscritti alle gestioni Inps), difatti, oltre all’età minima è necessario possedere un certo numero di anni di contributi.

Gli anni di contributi necessari per la pensione di vecchiaia ordinaria sono 20, nello specifico.

I 20 anni di contributi possono essere ottenuti anche sommando i versamenti di più gestioni previdenziali, anche presso le casse dei liberi professionisti, attraverso il cumulo.

Grazie al cumulo, in pratica, si sommano gratuitamente i contributi presenti in casse diverse: ad esempio, se Mario possiede 10 anni di contributi presso la cassa degli ingegneri e 10 anni presso Inps dipendenti, grazie al cumulo può comunque vantare 20 anni di contributi ai fini della pensione di vecchiaia.

Come chiarito da una recente circolare Inps [1], al compimento dei 67 anni (dal 2019; ricordiamo che l’attuale requisito di età è 66 anni e 7 mesi) viene liquidata l’intera pensione in cumulo soltanto se i requisiti di età per la pensione di vecchiaia previsti dalla cassa professionale sono inferiori o uguali a quelli previsti per le gestioni Inps (ossia, appunto, 66 anni e 7 mesi sino al 2018 e 67 anni dal 2019).

In caso contrario, la quota di pensione maturata presso la gestione dei liberi professionisti è liquidata alla maturazione del più severo requisito di età previsto dalla cassa, mentre al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia ordinaria è liquidata la sola quota Inps di pensione.

Quali altri requisiti sono necessari per pensionarsi a 67 anni di età?

Se non si possiedono contributi accreditati prima del 1996, quindi si è assoggettati al calcolo interamente contributivo della prestazione, assieme al requisito di età ed a quello contributivo bisogna anche possedere un assegno di pensione almeno pari a 1,5 volte l’assegno sociale, cioè a 679,50 euro mensili .

Chi non possiede questo requisito economico deve attendere i 71 anni di età per potersi pensionare: a 71 anni, difatti, è possibile pensionarsi, per chi è assoggettato al calcolo integralmente contributivo della pensione, con soli 5 anni di contributi e senza rispettare una soglia minima in relazione all’ammontare dell’assegno mensile.

Risulta assoggettato alla regola dell’importo minimo dell’assegno anche chi opta per il calcolo contributivo della pensione, o per il computo presso la gestione separata.

Chi va in pensione a 67 anni con 15 anni di contributi?

La pensione a 67 anni sarà accessibile anche con soli 15 anni di contributi per chi fa parte dei destinatari della cosiddetta deroga Amato [2].

Nel dettaglio, può beneficiare della deroga Amato  e pensionarsi con 15 anni di contribuzione chi:

  • possiede 15 anni di contributi accreditati prima del 31 dicembre 1992;
  • possiede un’autorizzazione al versamento dei contributi volontari anteriore al 31 dicembre 1992;
  • possiede 25 anni di anzianità assicurativa, 15 anni di contributi da lavoro dipendente e 10 anni lavorati in modo discontinuo.

Non tutti gli iscritti alle gestioni Inps, però, possono fruire di questa deroga; per approfondire: In pensione con 15 anni di versamenti, quando?

Chi va in pensione a 66 anni?

Con 20 anni di contributi, ma con 66 anni di età (l’attuale requisito è pari a 65 anni e 7 mesi di età), sarà invece possibile perfezionare, dal 2019, i requisiti per la pensione di vecchiaia in totalizzazione. La totalizzazione, lo ricordiamo, è una misura che consente di sommare i contributi presenti in casse diverse gratuitamente, ma ricalcolando la pensione col sistema integralmente contributivo (salvo rare eccezioni in cui il ricalcolo non opera).

L’età in cui si perfezionano i requisiti per la pensione di vecchiaia in totalizzazione, però, non inganni: una volta perfezionato il requisito di età e quello di contribuzione, infatti, è necessario attendere 18 mesi per la liquidazione della pensione: si tratta del cosiddetto periodo di finestra mobile.

Quindi, di fatto, chi matura nel 2019 i requisiti per la pensione di vecchiaia in totalizzazione a 66 anni, percepirà la pensione a 67 anni e 6 mesi di età.

Nel 2019, l’età per la pensione di vecchiaia ordinaria resterà invece ferma a 66 anni e 7 mesi per gli addetti ai lavori usuranti e gravosi che possiedono almeno 30 anni di contributi. Per approfondire: Chi ha diritto al blocco dell’età pensionabile.

Quali sono gli attuali requisiti di età per la pensione di vecchiaia?

In base a quanto osservato, 67 anni per la pensione di vecchiaia ordinaria, 71 anni per la pensione di vecchiaia contributiva e 66 anni per la pensione di vecchiaia in totalizzazione sono comunque i nuovi requisiti di età per la pensione, che scatteranno, salvo l’ormai improbabile blocco dell’età pensionabile, dal 1° gennaio 2019, a causa dell’incremento di 5 mesi della speranza di vita media.

Gli attuali requisiti di età per la pensione di vecchiaia, invece, sono:

  • 66 anni e 7 mesi per la pensione di vecchiaia (questo requisito sarà uguale per tutti, uomini e donne, dal 2018);
  • 65 anni e 7 mesi per la pensione di vecchiaia in totalizzazione;
  • 70 anni e 7 mesi per la pensione di vecchiaia contributiva;
  • 60 anni e 7 mesi per gli uomini, 55 anni e 7 mesi per le donne, se si ha diritto alla pensione di vecchiaia anticipata per invalidità (l’età è ulteriormente anticipata per i non vedenti).

note

[1] Inps Circ. n. 140/2017.

[2] D.lgs. 503/1992.


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