Diritto e Fisco | Articoli

Chi manda la cartella esattoriale?

9 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 novembre 2018



Ente creditore e Agenzia delle Entrate Riscossione: come viene notificata la cartella esattoriale.

La cartella esattoriale può essere consegnata a mani oppure inviata con raccomandata a/r o con posta elettronica certificata. I termini e le modalità di notifica sono regolati dalla legge. Ma chi invia materialmente la cartella esattoriale emessa dall’Agenzia delle Entrate Riscossione?

Cartella esattoriale: cos’è?

La cartella esattoriale è un atto che viene inviato al contribuente per richiedere il pagamento di imposte, tasse, multe, contributi previdenziali ecc.

La cartella costituisce una sorta di diffida ad adempiere, concedendo il termine di 60 giorni per pagare, e al tempo stesso un precetto, consentendo all’Agente della Riscossione di agire esecutivamente contro il contribuente inadempiente.

L’Agenzia della riscossione si occupa dunque di riscuotere, tramite il sistema delle cartelle di pagamento, i crediti affidati dai vari enti (Agenzia delle Entrate, enti locali, regioni, comuni ecc.), applicando all’importo originario di capitale, sanzione e interessi, il compenso di riscossione e le spese di notifica.

Dall’ente creditore all’agente di riscossione: come funziona?

L’ente creditore che vuole recuperare i propri crediti mediante riscossione esattoriale consegna all’Agenzia delle Entrate Riscossione il cosiddetto ruolo, cioè l’elenco dei debitori e delle somme da essi dovute. In particolare, nei ruoli sono iscritte le imposte, le sanzioni e gli interessi [1].

Il ruolo è quindi un atto amministrativo proprio e esclusivo dell’ufficio competente (cioè dell’ente creditore). Il ruolo è sottoscritto dal capo dell’ufficio o da un suo delegato, viene consegnato al concessionario dell’ambito territoriale cui esso si riferisce.

L’ufficio competente forma ruoli distinti per ciascuno degli ambiti territoriali in cui i concessionari operano [2]. In ciascun ruolo sono iscritte tutte le somme dovute dai contribuenti che hanno il domicilio fiscale in comuni compresi nell’ambito territoriale cui il ruolo si riferisce.

Non tutti gli uffici dell’Agenzia delle Entrate Riscossione possono essere incaricati di riscuotere un determinato credito. Esiste infatti il criterio di competenza territoriale basato sul luogo di domicilio fiscale del contribuente.

La cartella esattoriale emessa e notificata da un ufficio provinciale dell’Agenzia delle Entrate territorialmente non competente è illegittima e deve essere annullata [3].

Per esempio, se il contribuente risiede a Roma, sarà illegittima la notifica della cartella esattoriale da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione di Milano, anche qualora l’ente creditore sia nella provincia di Milano.

Non conta quindi il luogo in cui ha sede l’ente creditore bensì quello in cui il contribuente ha fissato il proprio domicilio fiscale.

Estratto di ruolo: chi lo rilascia?

Differente dal ruolo è il cosiddetto “estratto di ruolo“, un atto di competenza non dell’ente creditore ma del concessionario della riscossione. In particolare l’estratto di ruolo è un elaborato informatico formato dall’esattore e sostanzialmente contenente gli elementi della cartella.

L’estratto di ruolo può essere rilasciato solo dall’ufficio dell’Agenzia delle Entrate Riscossione territorialmente competente che ha in gestione il recupero dei crediti affidati (cioè la sede dell’Agenzia delle Entrate Riscossione della città in cui risiede o è fiscalmente domiciliato il contribuente).

Chi manda le cartelle esattoriali?

Una volta ricevuto il ruolo da parte dell’ente creditore, l’Agenzia delle Entrate Riscossione procede con l’emissione della cartella e la notifica al contribuente.

Le modalità e i termini di notifica della cartella sono espressamente previsti dalla legge [4].

In particolare la cartella può essere notificata:

  • dagli ufficiali della riscossione o da altri soggetti abilitati dal concessionario;
  • in caso di convenzione tra comune e concessionario, dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale
  • mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento; in tal caso, la cartella è notificata in plico chiuso e la notifica si considera avvenuta nella data indicata nell’avviso di ricevimento sottoscritto dal destinatario o da persone di famiglia o addette alla casa, all’ufficio o all’azienda oppure dal portiere dello stabile dove è l’abitazione, l’ufficio o l’azienda.

È stato definitivamente superato il dubbio sulle legittimità della notifica della cartella a mezzo raccomandata. Secondo la Cassazione [5], la cartella esattoriale può essere notificata, anche direttamente da parte del Concessionario mediante raccomandata con avviso di ricevimento: in questo caso è sufficiente, per il relativo perfezionamento, che la spedizione postale sia avvenuta con consegna del plico al domicilio del destinatario, senz’altro adempimento ad opera dell’ufficiale postale se non quello di curare che la persona legittimata alla ricezione apponga la sua firma sul registro di consegna della corrispondenza, oltre che sull’avviso di ricevimento da restituire al mittente.

  • mediante posta elettronica certificata (pec), all’indirizzo del destinatario risultante dall’indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (INI-PEC). Per i soggetti diversi da quelli obbligati ad avere un indirizzo di posta elettronica certificata da inserire nell’INI-PEC (aziende e professionisti), la notifica può avvenire a mezzo pec su espressa richiesta.

Quando nel Comune in cui deve essere effettuata la notifica non vi è l’abitazione, l’ufficio o l’azienda del contribuente, la cartella viene depositata presso la casa comunale e l’avviso di deposito, in busta chiusa e sigillata, viene affisso nell’albo del comune (oggi nell’albo pretorio on line). In tal caso, la notificazione, ai fini della decorrenza del termine per ricorrere, si ha per eseguita nell’ottavo giorno successivo a quello di affissione.

note

[1] Art. 12 DPR 602/1973.

[2] Art. 24 DPR 602/1973.

[3] Cass. ord. n. 5977 del 04.08.2017.

[4] Art. 26 DPR 602/1973 e art. 60 DPR 600/1973.

[5] Cass. ord. n. 4528 del 22.2.2017.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI