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Tari seconda casa affittata

9 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 novembre 2018



Seconda casa in affitto: chi deve pagare la tassa sui rifiuti?

Proprietario e inquilino, nel disciplinare le varie spese relative all’immobile, devono chiarire chi è tenuto a pagare la tassa sui rifiuti. Come si divide tale onere? Da quale parte il Comune pretenderà il pagamento della tassa?

A prescindere dall’accordo contrattuale delle parti, l’obbligazione tributaria, quale è quella relativa alla Tari, deve seguire le norme di legge.

Tari: come funziona

La Tari, sostitutiva della Tasi, è il tributo applicato per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Il tributo è gestito dai singoli Comuni che, con appositi regolamenti, disciplinano le tariffe applicabili, le scadenze, i casi di riduzione ed esenzione e le modalità di riscossione.

Il presupposto della Tari è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Sono escluse dalla Tari:

  • le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili;
  • le aree comuni condominiali che non siano detenute o occupate in via esclusiva.

I regolamenti comunali possono prevedere altre specifiche ipotesi di esenzione.

Tari: chi deve pagarla

La Tari deve essere pagata da chiunque possiede o detiene a qualsiasi titolo (usufrutto, uso, abitazione ecc.) locali o aree scoperte, suscettibili di produrre rifiuti urbani.

In caso di pluralità di possessori o di detentori, essi sono tenuti in solido all’adempimento dell’unica obbligazione tributaria.

Tari casa affittata

In caso di locazione dell’immobile, il possessore diviene, non più il proprietario, ma l’inquilino il quale è pertanto tenuto in via esclusiva al pagamento della tassa sui rifiuti.

Tuttavia, se l’inqulino occupa l’immobile per un periodo inferiore a sei mesi nello stesso anno solare (detenzione temporanea) la Tari resta a carico del proprietario (o possessore ad altro titolo – per esempio usufruttuario che la locato l’immobile).

Se nello stesso immobile vivono sia il proprietario che l’inquilino, entrambi sono obbligati in solido al pagamento della Tari. Ciò vuol dire che il Comune potrà chiedere il versamento per l’intero ad entrambi i possessori, fatto salvo il diritto di chi paga di rivalersi sull’altro per riavere indietro la propria quota.

Tari multiproprietà

Nel caso di locali in multiproprietà e di centri commerciali integrati, il soggetto che gestisce i servizi comuni è responsabile del versamento della Tari dovuta per i locali e le aree scoperte di uso comune e per i locali e le aree scoperte in uso esclusivo ai singoli possessori o detentori.  Restando fermi, nei confronti di questi ultimi, gli altri obblighi o diritti derivanti dal rapporto tributario riguardante i locali e le aree in uso esclusivo.

Se l’inquilino non paga la Tari

Abbiamo visto che nel caso di locazione superiore a sei mesi, la tassa sui rifiuti deve essere pagata dal conduttore. Ma cosa succede se questi non paga? Il Comune potrà rivalersi sul proprietario?

Se il proprietario non utilizza l’immobile perché interamente locato all’inquilino, non potrà in alcun modo essere responsabile del pagamento della tassa. Non vi è infatti un’obbligazione solidale; l’unico soggetto tenuto al pagamento è l’inquilino, anche se di fatto non usa l’immobile (che formalmente risulta da lui occupato). Il Comune non può quindi pretendere il pagamento della Tari dal proprietario.

L’eventuale avviso di accertamento Tari notificato al proprietario per il periodo in cui l’immobile era affittato  è illegittimo e deve essere contestato offrendo la prova della detenzione dell’immobile da parte dell’inquilino.


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