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Riforma processo tributario: udienze in videoconferenza

25 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 ottobre 2018



Processo tributario telematico 2019: tutte le novità.

Il tanto discusso decreto fiscale appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale [1] introduce importanti novità per i giudizi di primo e secondo grado dinanzi alle Commissioni tributarie, completando il percorso di digitalizzazione del processo. Il processo tributario telematico diventerà infatti obbligatorio per tutti i ricorsi notificati a partire dal 1 luglio 2019. Vediamo tutte le novità previste e, in particolare, come funzionano le udienze in videconferenza nella riforma del processo tributario.

Mancata indicazione dell’indirizzo pec del difensore o della parte

Nelle ipotesi di mancata indicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata del difensore o della parte ed ove lo stesso non sia reperibile da pubblici elenchi, o nelle ipotesi di mancata consegna del messaggio di posta elettronica certificata per cause imputabili al destinatario, le comunicazioni sono eseguite esclusivamente mediante deposito in segreteria della Commissione tributaria.

Deposito esclusivamente telematico

Le parti, i consulenti e gli organi tecnici, notificano e depositano gli atti processuali i documenti e i provvedimenti giurisdizionali esclusivamente con modalità telematiche, secondo le disposizioni contenute nel decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 23 dicembre 2013, n. 163, e nei successivi decreti di attuazione.

In casi eccezionali, il Presidente della Commissione tributaria o il Presidente di sezione, se il ricorso è già iscritto a ruolo, ovvero il collegio se la questione sorge in udienza, con provvedimento motivato possono autorizzare il deposito con modalità diverse da quelle telematiche.

Se le parti sono costituite senza difensore

I soggetti che stanno in giudizio senza assistenza tecnica hanno facoltà di utilizzare, per le notifiche e i depositi, le modalità telematiche, previa indicazione nel ricorso o nel primo atto difensivo dell’indirizzo di posta elettronica certificata al quale ricevere le comunicazioni e le notificazioni.

Attestazione di conformità

Al fine del deposito e della notifica con modalità telematiche della copia informatica, anche per immagine, di un atto processuale di parte, di un provvedimento del giudice o di un documento formato su supporto analogico e detenuto in originale o in copia conforme, il difensore e il dipendente di cui si avvalgono l’ente impositore e l’agente della riscossione devono attestare la conformità della copia al predetto atto.

Il potere di attestazione di conformità è esteso, anche per l’estrazione di copia analogica, agli atti e ai provvedimenti presenti nel fascicolo informatico, formato dalla segreteria della Commissione tributaria o trasmessi in allegato alle comunicazioni telematiche dell’ufficio di segreteria.

Gli atti e provvedimenti, presenti nel fascicolo informatico o trasmessi in allegato alle comunicazioni telematiche dell’ufficio di segreteria, equivalgono all’originale anche se privi dell’attestazione di conformità all’originale da parte dell’ufficio di segreteria.

La copia informatica o cartacea munita dell’attestazione di conformità equivale all’originale o alla copia conforme dell’atto o del provvedimento detenuto ovvero presente nel fascicolo informatico.

L’estrazione di copie autentiche esonera dal pagamento dei diritti di copia.

Nel compimento dell’attestazione di conformità i soggetti sopra indicati assumono ad ogni effetto la veste di pubblici ufficiali.

Deposito telematico

Le parti possono utilizzare in ogni grado di giudizio la modalità telematica, indipendentemente dalla modalità prescelta da controparte nonché dall’avvenuto svolgimento del giudizio di primo grado con modalità analogiche.

Prova della notifica a mezzo pec

Qualora non si possa procedere al deposito con modalità telematiche dell’atto notificato, l’avvocato o il dipendente di cui si avvalgono l’ente impositore e l’agente della riscossione, estrae copia su supporto analogico del messaggio di posta elettronica certificata, dei suoi allegati e della ricevuta di accettazione e di avvenuta consegna e ne attesta la conformità ai documenti informatici da cui sono tratte.

Udienza a distanza

La partecipazione delle parti all’udienza pubblica può avvenire a distanza, su apposita richiesta formulata da almeno una delle parti nel ricorso o nel primo atto difensivo, mediante un collegamento audiovisivo tra l’aula di udienza e il luogo del domicilio indicato dal contribuente, dal difensore, dall’ufficio impositore o dai soggetti della riscossione con modalità tali da assicurare la contestuale, effettiva e reciproca visibilità delle persone presenti in entrambi i luoghi e la possibilità di udire quanto viene detto.

Il luogo dove la parte processuale si collega in audiovisione è equiparato all’aula di udienza.

Con uno o più provvedimenti del direttore generale delle finanze, sentito il Consiglio di Presidenza della Giustizia tributaria e l’Agenzia per l’Italia Digitale, sono individuate le regole tecnico-operative per consentire la partecipazione all’udienza a distanza, la conservazione della visione delle relative immagini, e le Commissioni tributarie presso le quali attivare l’udienza pubblica a distanza.

Almeno un’udienza per ogni mese e per ogni sezione è riservata alla trattazione di controversie per le quali è stato richiesto il collegamento audiovisivo a distanza.

note

[1] Art. 16 D.L. 23 ottobre 2018, n. 119.


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