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Forma fisica: cosa significa fare sport

30 novembre 2018


Forma fisica: cosa significa fare sport

> Cultura e società Pubblicato il 30 novembre 2018



Mens sana in corpore sano: l’importanza dello sport nella vita quotidiana. Quali sono gli errori da non commettere.

Come certo saprai, la pratica dell’attività sportiva, sia essa svolta a livello agonistico sia essa svolta per semplice interesse ludico-amatoriale, viene oramai considerata dagli esperti imprescindibile per il raggiungimento di livelli ottimali di benessere non solo fisico-estetico ma anche psicologico-mentale, generando nei soggetti interessati un notevole miglioramento del proprio stato d’animo. Non a caso il significato letterale della parola inglese “sport” è divertimento. Quello che però forse non sai, è che l’idea di fare sport è da sempre molto vaga e spesso iniziare a praticare una specifica disciplina, dal calcio al ballo, dallo yoga al nuoto fino anche alla semplice palestra, può essere più difficile di quello che si pensa. C’è uno sport migliore dell’altro? Quale sport mi conviene fare? Qual è la giusta dose di attività sportiva da fare? Queste solo le domande più frequenti che in genere si pone chi vuole affacciarsi alla pratica di una qualunque attività sportiva. Forma fisica: cosa significa fare sport? In questo articolo cercherò di spiegarti in linea di massima quali possono essere delle semplici linee guida da seguire per raggiungere la forma fisica desiderata senza sottoporre il tuo corpo ad inutili sforzi, certamente più nocivi che utili, fornendoti anche maggiori informazioni su quello che significa per il tuo organismo la pratica di attività sportiva.

Il corretto approccio all’attività sportiva

La prima cosa da tenere a mente, è che non esiste un’unica attività sportiva che possa andare bene per tutti! Se il tuo principale obiettivo è quello di aumentare la muscolatura, sicuramente non sarà opportuno iscriverti a un corso di pilates o yoga. Se l’obiettivo è quello di socializzare, sarà più indicato senza dubbio l’inserimento in un contesto di sport di squadra o di palestra.

Quello che bisogna focalizzare è l’obiettivo che intendi perseguire. In questo modo, sarà senza dubbio più facile mantenere una certa regolarità nella pratica dell’attività scelta. Allo stesso modo, è di fondamentale importanza optare per una disciplina che possa piacere e che possa essere svolta compatibilmente con le altre attività quotidiane (lavoro, studio, impegni familiari, ecc.) così da non diventare un sacrificio o uno sforzo.

In ultimo, individuata l’attività più adatta alle tue esigenze ed aspettative, ricorda che per avere maggiori benefici, è opportuno iniziare gradualmente con esercizi che non comportino eccessivi carichi di lavoro così da superare la fase di “rodaggio” e permettere al tuo corpo di abituarsi!Potrai poi sempre in seguito procedere con l’aumento dell’intensità!

Sport e forma fisica

La stragrande maggioranza dei giovani che ad oggi si dedica allo svolgimento di attività sportive, è mossa dal fattore estetico. Che sia la voglia di mettere su un po’ di muscoli o il tentativo di snellire il girovita poco importa. Inutile negare che l’idea di trarre benefici in termini di salute per molti è solo un aspetto secondario o addirittura superfluo. In fondo diciamolo:ben venga un po’ di sano narcisismo finché questo non comporta abitudini dannose per noi stessi! Tra gli errori certamente da non commettere i più comuni sono i seguenti:

  • pensare di poter concentrare l’allenamento di un anno in 2 mesi: “ad aprile mi iscrivo in palestra così in 2 mesi sono pronto/a per la prova costume!”. Quasi tutti almeno una volta nella vita lo hanno pensato, o ancora peggio detto! Niente di più sbagliato o in alcuni casi pericoloso.Come già detto, soprattutto se non sei abituato a svolgere attività sportiva, concentrare in un ristretto lasso di tempo quanto non si è fatto gradualmente in un intero anno può portare più contro che pro. In primo luogo, un sovraccarico improvvisato mette a rischio l’incolumità dei muscoli del corpo, con la possibilità di provocare lesioni di varia natura e/o genere (stiramenti, contratture, strappi muscolari, ecc.).- Ulteriore conseguenza, certamente meno rilevante ma da tenere comunque in considerazione per gli obiettivi prefissati, è che un allenamento “a fasi alterne” non ti porterà a nessun risultato duraturo, ma solo apparente e temporaneo. Simile circostanza comporta solo controindicazioni poiché ti farà sembrare gli sforzi fatti inutili e comporterà inevitabilmente un disinnamoramento per la pratica sportiva;
  • volere somigliare necessariamente a qualcun altro (ancor di più se famoso). I divi del cinema o gli sportivi professionisti, lasciamoli in TV! Chi appare sullo schermo quasi sicuramente o ancor di più chi svolge attività sportiva per professione passerà 25 ore su 24 in palestra, seguito notte e giorno da uno o più personal trainer profumatamente pagati! Bisogna fare i conti con la realtà. Sei uno studente, un avvocato, un dottore, un meccanico, poco conta. E’ giusto porsi come obiettivo il raggiungimento di una forma fisica quanto più vicina possibile al nostro ideale, ma questa non deve diventare un’ossessione. E’ bene ed è normale “ispirarsi” ad alcuni prototipi e modelli estetici specifici, ma non devi mai incorrere nell’errore di pensare che esista solo una forma di bellezza. Aspirare ad avere i bicipiti di Arnold Schwarzenegger, gli addominali di Cristiano Ronaldo o le gambe di Charlize Theron può essere un ottimo stimolo motivazionale per praticare con tenacia, costanza e regolarità l’attività sportiva, ma allo stesso tempo non può e non deve diventare l’unico risultato accettabile. L’importante è raggiungere il miglior risultato possibile ed essere fieri nel guardarsi allo specchio ed essere soddisfatti per il lavoro svolto. Ricorda sempre che non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace;
  • no al “fai da te” pericoloso. L’errore più comune ed in alcuni casi più grave che tu possa commettere è quello di improvvisarti personal trainer di te stesso. Certamente al termine di una lunga giornata di lavoro o di studio, la voglia di praticare un po’ di sport non sarà molta. O al massimo, sentendo l’esigenza di muoverti almeno un pò, opterai per un po’ di esercizi a casa. Tutto sommato nulla di male, salvo il rischio di incorrere in qualche banale e spiacevole errore. Il primo certamente è quello di sottoporti a delle mega sessioni di allenamento, sporadiche e saltuarie. L’esercizio, come detto in precedenza, deve essere graduale ed eseguito senza mai esagerare. Inoltre completamente inutile sottoporti a 2 ore di allenamento intenso 1-2 volte a settimana: in questo modo metabolismo, cuore e muscoli non riusciranno sicuramente ad abituarsi allo sforzo. Così facendo, ti sottoporrai ad un affanno inutile trovandoti sempre punto e accapo e senza ottenere alcun risultato tangibile. Sempre meglio dunque, per quanto possibile, farsi consigliare da chi è pratico del mestiere!

La forma fisica e il benessere mentale

Un ulteriore aspetto strettamente connesso allo svolgimento di qualsivoglia attività sportiva e che può servirti da maggiore stimolo per un approccio regolare all’esercizio fisico è il benessere mentale che da esso deriva.

Studi specifici hanno da tempo dimostrato che un corretto e costante allenamento contribuisce di gran lunga in maniera positiva sul piano emotivo, apportando nei soggetti interessati miglioramenti sensibili in termini di:

  • riduzione dei livelli di stress e di ansia;
  • aumento della propria autostima;
  • aumento delle prestazioni mentali;
  • miglioramento dello stato d’animo.

Tali aspetti benefici, spesso molto sottovalutati, sono invece di fondamentale importanza per l’organismo. Fare sport significa aiutare l’organismo a rilasciare endorfine e serotonina, rispettivamente gli ormoni della felicità e l’ormone del buonumore e ridurre i livelli di cortisolo, ormone invece coinvolto nello stress e nella depressione; significa aumentare il flusso di sangue in tutto il corpo e aumentarne dunque l’afflusso anche al cervello consentendogli così di lavorare meglio e raggiungere livelli massimi di concentrazione; significa favorire la rigenerazione delle cellule cerebrali grazie al continuo e migliore ricircolo di sangue. Non a caso infatti la pratica dell’attività sportiva viene consigliata in particolare nei periodo in cui le persone sono sottoposte a periodi di forte stress o in cui attraversano fasi emotive particolarmente instabili. Lo sport ti aiuta a distogliere la mente dai pensieri negativi della quotidianità, dal collega di ufficio che ti assilla o dal capo particolarmente esigente sul posto di lavoro; fare sport ti migliora il tono dell’umore, ti aiuta a scaricare stress e tossine e ti rende più rilassato e felice, apportando benefici anche sulla qualità del sonno. In conclusione puoi considerare lo sport come una sorta di piacevole terapia!

L’importanza del riposo

Indipendentemente dallo sport che scegli di praticare non scordare mai l’importanza di concedere al tuo corpo il meritato riposo. Se è vero che la forma fisica si raggiunge con la pratica dell’attività sportiva e la corretta alimentazione, occorre anche evidenziare che l’esagerazione e lo spingersi anche ben oltre i propri limiti porta solo ad un accumulo di stress sia fisico che mentale tutt’altro che salutare.

Qualsiasi sia il piano di allenamento programmato in base alla disciplina svolta, è importante che ti conceda un giorno di svago e di completo riposo per dar modo al tuo organismo di recuperare dalle fatiche alle quali è stato sottoposto nella settimana. Sembra incredibile, ma proprio la fase di riposo assieme ad allenamento ed alimentazione, costituisce un momento essenziale per la rigenerazione e lo sviluppo quindi dei tessuti muscolari.

Considera dunque il cosiddetto giorno di recupero non tanto come un semplice giorno di riposo, ma addirittura come parte integrante dell’allenamento utile per riparare danni muscolari connessi allo sforzo fisico, abbassare il livello di stress e ridurre il rischio di infortuni da sovra allenamento. In buona sostanza, un riposo ponderato fa tornare l’organismo a livelli di benessere ottimali.

Di FRANCESCO BILOTTA


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