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Incendio in magazzino: l’indennizzo assicurativo va dichiarato?

24 Novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 Novembre 2018



Ho una carrozzeria che ha subìto un incendio con danni al fabbricato ed al contenuto. Ho una polizza incendio ed ora l’assicurazione mi ha risarcito con il dettaglio del rimborso. Detto rimborso farà parte dei miei ricavi? Va dichiarato? Se si, in parte o totale?

Le somme percepite a titolo di indennità risarcitorie sono assoggettate a tassazione ai fini delle imposte sui redditi a seconda della loro natura. Nello specifico, valgono le regole stabilite agli artt. 85 e ss. del Tuir, che qui si riporteranno, per maggiore chiarezza, solamente nella parte che riguardano il caso in esame.

Secondo l’art. 85, c. 1, lett. f), sono considerati ricavi «le indennità conseguite a titolo di risarcimento, anche in forma assicurativa, per la perdita o il danneggiamento di beni di cui alle precedenti lettere», e cioè dei beni alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa ed inoltre le materie prime, sussidiarie, semilavorati ed altri beni mobili, esclusi quelli strumentali, acquistati o prodotti per essere impiegati nella produzione. Non è questo il caso specifico, in quanto l’attività del lettore non prevede, di regola, beni merce.

Ai sensi dell’art. 86, comma 1, lett. b), sono considerate plusvalenze i risarcimenti «anche in forma assicurativa, per la perdita o il danneggiamento dei beni» relativi all’impresa, diversi da quelli indicati prima (beni merce). L’ammontare della plusvalenza è costituito «dalla differenza fra il corrispettivo o l’indennizzo conseguito, al netto degli oneri accessori di diretta imputazione, e il costo non ammortizzato».

Ai sensi dell’art. 88, comma 3, lett. a), sono considerate sopravvenienze attive «le indennità conseguite a titolo di risarcimento, anche in forma assicurativa, di danni diversi» da quelli sopra considerati.

Le indennità in esame concorrono a determinare il reddito dell’esercizio in cui diventano certe e obiettivamente determinabili, e ciò a prescindere dall’avvenuta liquidazione concreta delle somme all’assicurato. L’esistenza di un documento interno alla compagnia assicurativa e prodotto all’assicurato in cui si liquida il risarcimento per un determinato importo conferisce definitività al provento (Risoluzione 251/E del 14 settembre 2007, Agenzia delle Entrate).

Fatte queste precisazioni, è da ritenere a parere dello scrivente che nel caso di specie le voci liquidate dall’assicurazione vadano dichiarate, sebbene ognuna di esse vada ricondotta nell’apposita categoria e concorra a formare l’imponibile in maniera diversa: ad esempio, il “danno indiretto” è una voce eterogenea che andrebbe ricondotta nelle sopravvenienze attive.

Per quanto riguarda i danni subiti dall’immobile (fabbricato), è necessario verificare lo stato dello stesso. Bisogna distinguere:

– se il danno può essere riparato, l’immobile manterrà i valori dichiarati in bilancio prima dell’insorgenza dell’incendio e il relativo indennizzo assicurativo costituirà componente positivo di reddito da contrapporre alle spese di riparazione già sostenute o da sostenere. Queste ultime saranno deducibili nei limiti ed alle condizioni di cui all’art. 102, comma 6 del TUIR (e cioè nel limite del 5% del costo complessivo di tutti i beni ammortizzabili risultanti all’inizio dell’esercizio);

– se invece 1’immobile rimane parzialmente danneggiato, è necessario procedere allo storno della quota di costo e di ammortamento relativi alla parte andata perduta, calcolando inoltre la plusvalenza relativa al rimborso assicurativo e confrontando l’entità stessa dell’indennizzo con il valore contabile del bene.

In estrema sintesi, l’indennizzo assicurativo va dichiarato; tuttavia, ogni capitolo merita un approfondimento a parte, un’analisi che, a parere dello scrivente, solamente un commercialista potrà offrire al lettore.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva


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