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Legge 104: congedo straordinario e cambi di residenza

24 Novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 Novembre 2018



Sono un insegnante, usufruisco dei tre giorni mensili previsti dalla L.104 per assistere mia madre invalida totale, che ha la mia stessa residenza ed è nel mio stato di famiglia. Negli ultimi periodi però mia madre vuole sempre più spesso tornare a casa sua dove resta per un periodo e poi ritorna a casa mia. Viste le sue condizioni precarie avrei bisogno di chiedere un periodo di congedo biennale per poterle meglio assicurare assistenza. Posso richiederlo anche se mia madre sta solo periodicamente a casa mia? Se no, come posso risolvere tenendo presente che non posso fare continui cambi di residenza e comunque non posso cambiare la mia?

Il requisito della convivenza è stato precisato da una Circolare del Ministero del Lavoro del 18 febbraio 2010, la quale ha stabilito che la convivenza deve essere ricondotta a tutte quelle situazioni in cui sia il disabile che il soggetto che lo assistite abbiano la residenza nello stesso Comune, riferita allo stesso indirizzo: stesso numero civico anche se in interni diversi.

In linea di massima, non è a parere dello scrivente da ritenere che la situazione della lettrice sia ostativa alla concessione del congedo straordinario biennale: per quanto l’interpretazione di questo speciale permesso sia sempre soggetta a cambiamenti per via delle circolari dei diversi ministeri, effettivamente, oltre che formalmente, la lettrice risiede con sua madre. I requisiti sussistono, in altre parole. È altresì evidente che la stessa non potrebbe modificare continuamente la sua residenza in base agli spostamenti della signora.

È altrettanto vero, però, che un eventuale controllo potrebbe mettere la lettrice in difficoltà: in questo caso, non esiste una risposta specifica al suo quesito, nel senso che bisognerebbe anche tenere conto della patologia da cui è affetta la signora e del periodo di tempo che la stessa preferisce trascorrere nell’altra casa. Spostamenti di qualche giorno non possono inficiare la concessione del permesso straordinario.

Quello che si consiglia di fare alla lettrice è di seguire il più possibile sua madre quando decide di spostarsi, senza modificare ogni volta la residenza: così facendo, la stessa potrà comunque dimostrare di assistere la genitrice, anche se in dimora diversa da quella ove formalmente entrambe risiedono.

Eventualmente, la lettrice può far comprendere alla signora che, ottenuto il congedo straordinario, la sua situazione diventa un pò più particolare e che, pertanto, sarebbe meglio dimorare quanto più è possibile nel luogo ove entrambe hanno la residenza.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva


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