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Posto auto per handicap: quale normativa citare nella richiesta di assegnazione?

24 Nov 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 Nov 2018



Il palazzo dove abito ha un vialetto privato, non chiuso da cancelli ed i posti auto sono stabiliti a turnazione e a pagamento. Dal momento che sono invalida al 100% ed ho il contrassegno, ho diritto ad un posto per handicappata nel cortile o sul vialetto di accesso al fabbricato? L’amministratrice del condominio mi ha detto di citare la normativa nella richiesta.

Alla luce del quesito posto, è opportuno esporre sinteticamente quanto segue:

-Posti auto disabili per gli edifici costruiti successivamente al 1989: a proposito dei posti auto riservati alle persone disabili, la legge di riferimento in materia [1] e, in particolar modo, il regolamento di attuazione della medesima [2], ha stabilito che …nelle aree di parcheggio devono comunque essere previsti, nella misura minima di 1 ogni 50 o frazione di 50, posti auto di larghezza non inferiore a m 3,20, e riservati gratuitamente ai veicoli al servizio di persone disabili. Detti posti auto, opportunamente segnalati, sono ubicati in aderenza ai percorsi pedonali e nelle vicinanze dell’accesso dell’edificio o attrezzatura. Al fine di agevolare la manovra di trasferimento della persona su sedia a ruote in comuni condizioni atmosferiche, detti posti auto riservati sono, preferibilmente, dotati di copertura…

La stessa normativa appena richiamata, specifica che le predette disposizioni possano essere applicate anche agli edifici già esistenti all’entrata in vigore della legge e del regolamento di attuazione, se oggetto di ristrutturazione.

-Posti auto disabili per edifici costruiti antecedentemente al 1989: in questo caso, evidentemente, il condomino disabile può incontrare maggiori difficoltà nel vedersi riconoscere e destinarsi un posto auto ad esso esclusivamente assegnato, per le seguenti ragioni:

1- la legge in esame, come già anticipato, prevede l’applicabilità delle disposizioni solo alle ristrutturazioni degli edifici preesistenti al 1989;

2- non è invocabile il superamento delle barriere architettoniche, visto che nella definizione tassativa delle medesime [3], non rientra la circoscrizione di una parte del cortile condominiale a vantaggio e sosta esclusiva per il disabile.

Se a tutto ciò si aggiunge che si sta parlando di un bene comune (il cortile condominiale) e che sullo stesso deve essere garantito l’uso paritario a tutti i condomini [4], l’assegnazione in via esclusiva del posto auto al disabile, senza la necessaria approvazione/autorizzazione del condominio, potrebbe risultare difficile da ottenere in sede giudiziale.

CASO CONCRETO

Se il condominio in cui abita la lettrice è stato costruito in data successiva al 1989, la normativa da citare nella sua richiesta per ottenere l’assegnazione in via esclusiva di un posto auto, in quanto disabile, è quella richiamata nelle note [1] e [2], indicate in premessa.

Viceversa, se si tratta di un edificio sorto antecedentemente alla predetta data, potrebbe invocare questo diritto soltanto in presenza di una ristrutturazione del condominio, ma non in una fase in cui i lavori di rifacimento non sono stati deliberati.

Ad ogni buon conto, se quest’ultimo dovesse essere il caso confacente a quello specifico, il consiglio alla lettrice è quello di inoltrare ugualmente la sua richiesta all’amministratore, magari avvalendosi dell’assistenza di un legale, per attribuire maggior peso alla sua domanda, invitando il condominio ad autorizzare/deliberare la descritta assegnazione, senza costringerla ad un’azione legale.

In caso contrario, cioè se il condominio non dovesse volontariamente accogliere la richiesta della lettrice, confermando, invece, l’uso a turnazione del cortile condominiale, le alternative a disposizione di quest’ultima sarebbero:

– l’azione legale verso il condominio fondata sulla normativa citata e sui diritti costituzionalmente garantiti, ad una normale vita di relazione, al superamento di situazioni che favoriscono la diseguaglianza ed alla salute [5] (ma si tratterebbe di un procedimento dall’esito non necessariamente scontato);

– la richiesta di assegnazione di un posto disabili sulla strada comunale o sul vialetto privato (se di uso collettivo) da rivolgere al suo comune di residenza (sempreché la lettrice non l’abbia già fatto).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Marco Borriello

note

[1] Legge 13/1989

[2] Art. 8, co. 2, punto 3 DM 236/1989

[3] Art. 2 DM 236/1989

[4] Art. 1102 cod. civ.

[5] Artt. 2 – 3 – 32 Cost.


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