Diritto e Fisco | Articoli

Separazione: disconoscimento della paternità e addebito

30 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 novembre 2018



Ho scoperto lo scorso gennaio che mia moglie aveva iniziato una relazione extraconiugale nel 2000 da cui è nato un figlio di cui io essendo all’oscuro di tutto ho riconosciuto e cresciuto come se fossi un padre biologico. A gennaio 2018 ho chiesto la separazione e il mio avvocato mi ha consigliato, per evitare problemi, di andare ad abitare in un’altra casa. Posso ottenere un addebito presentando la sentenza di disconoscimento con il relativo test del dna? Il fatto che io abito fuori è considerato abbandono del tetto coniugale?

Non c’è abbandono del tetto coniugale se il lettore si è allontanato dalla casa familiare per via della crisi e della richiesta di separazione. Avrà ben diritto di chiedere e ottenere l’addebito a carico della sua moglie, la quale, quindi, perderà il diritto al mantenimento (non agli alimenti). Non si comprende bene il riferimento da parte del lettore alla sentenza di disconoscimento. La legge (art. 244 cod. civ.) dice che l’uomo può disconoscere il figlio entro massimo un anno, decorrente o dal giorno della nascita (quando egli si trovava al tempo di questa nel luogo in cui è avvenuta) o dal giorno in cui ha avuto conoscenza della propria impotenza di generare o dell’adulterio della moglie al tempo del concepimento (se prova di averli ignorati prima) o dal giorno di ritorno nel luogo in cui è nato il figlio o nella residenza familiare (se il giorno della nascita si trovava lontano da tali luoghi) o, infine, dal giorno in cui ha avuto notizia della nascita del figlio. In ogni caso l’azione non può più essere esercitata una volta che siano decorsi cinque anni dalla nascita. Al contrario, l’azione di disconoscimento della paternità può essere proposta dal figlio che ha raggiunto la maggiore età, in quanto per lui è imprescrittibile. Al di là della sentenza di disconoscimento, che sembra oramai preclusa (a meno che non l’abbia chiesta il figlio del lettore), la prova dell’adulterio della moglie e il fatto stesso di avere taciuto al lettore la verità per tutto questo tempo gli conferiscono ottime probabilità di ottenere l’addebito.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI