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Terreno agricolo, lavori e passaggio su fondo altrui

30 Nov 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 Nov 2018



Io e mio fratello, co-proprietari di un fabbricato (seconda casa) situato a 800 mt di altezza, abbiamo ottenuto il permesso di ristrutturazione da parte del comune per il rifacimento del tetto e l’abbattimento di tutti i muri interni per rifare completamente l’interno. La proprietà non è raggiungibile con i mezzi e con l’auto, per cui necessitiamo di una “pista di accesso” al cantiere. Prima di raggiungere il nostro terreno agricolo (posto di fronte all’abitazione) ove dovremmo posizionare la gru, dobbiamo transitare su un altro terreno agricolo che si trova tra la nostra proprietà e la strada comunale. Si tratta di pochi metri di transito, ma la proprietaria ci nega il permesso, pur avendo offerto un indennizzo e il ripristino a termine lavori. Aggiungo che il progetto di tale pista è per noi il più rapido, economico (rispetto al trasporto con elicottero) e il meno invasivo per tutti i vicini. Come posso procedere?

Dalla descrizione dello stato dei luoghi, sembrerebbe che l’accesso al terreno agricolo della vicina sia indispensabile per poter raggiungere la proprietà del lettore ed effettuare i lavori. Sussistono dunque i presupposti di cui all’art. 843 del codice civile che disciplina la fattispecie dell’accesso al fondo. In base a tale norma, il proprietario deve permettere l’accesso e il passaggio nel suo fondo, sempre che ne venga riconosciuta la necessità, al fine di costruire o riparare un muro o altra opera propria del vicino oppure comune.

La disposizione si riferisce evidentemente ad un’esigenza temporanea di passaggio e/o occupazione del fondo altrui, funzionale alla realizzazione dei lavori. Al fine di contemperare l’interesse di colui che deve realizzare i lavori sul proprio fondo e l’interesse di colui che si vede occupare la proprietà, è previsto che se l’accesso cagiona danno, è dovuta a quest’ultimo un’adeguata indennità.

Secondo la giurisprudenza, per la concessione dell’accesso al fondo occorre valutare la situazione dei luoghi, al fine di accertare se la soluzione prescelta (accesso e passaggio per un determinato fondo altrui) sia l’unica possibile o, tra più soluzioni, sia quella che consente il raggiungimento dello scopo (riparazione o costruzione) con minor sacrificio sia di chi chiede il passaggio, sia del proprietario del fondo che deve subirlo.

Diversa dall’ipotesi di semplice temporaneo accesso al fondo altrui per esigenze di lavori di riparazione o costruzione, è quella della servitù di passaggio. Quest’ultima è prevista qualora il proprietario non abbia altre vie per poter accedere al proprio fondo dalla pubblica strada. Più precisamente, ai sensi dell’art. 1051 del codice civile, il proprietario, il cui fondo è circondato da fondi altrui, e che non ha uscita sulla via pubblica né può procurarsela senza eccessivo dispendio o disagio, ha diritto di ottenere il passaggio sul fondo vicino per la coltivazione e il conveniente uso del proprio fondo.

Nel caso specifico, occorre verificare se il passaggio/occupazione dell’altro fondo è “limitata” allo svolgimento dei lavori oppure deve essere “permanente” per raggiungere il proprio terreno.

Nel primo caso, se la proprietaria si rifiuta di consentire l’accesso, occorre rivolgersi al Giudice, anche con un procedimento di urgenza, per ottenere una pronuncia che obblighi il passaggio temporaneo per i lavori.

Nel secondo caso, se la proprietaria non intende trovare un accordo per disciplinare la servitù, è possibile rivolgersi al Giudice per ottenere una sentenza di costituzione di una servitù coattiva di passaggio.

In entrambi i casi, l’azione legale deve essere preceduta da un tentativo obbligatorio di mediazione.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone


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