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Il ricorso al prefetto: come si presenta e quali sono i tempi

27 novembre 2018


Il ricorso al prefetto: come si presenta e quali sono i tempi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 novembre 2018



Contro la multa per violazione al codice della strada è possibile difendersi da soli e gratuitamente con il ricorso al Prefetto. Come scrivere un ricorso? Quali sono i tempi per una risposta?

Ricevere una multa è un evento spiacevole che può capitare a chiunque, anche all’automobilista più ligio al dovere. Infatti, può veramente bastare una piccola distrazione come ad esempio superare il limite di velocità di pochi km/h oltre la tolleranza di 5 km/h già prevista dalla legge o un divieto di sosta non visto. La decisione di non pagare una multa senza nemmeno contestarla non è mai una scelta saggia: difatti, prima o poi ti vedrai notificare una cartella esattoriale per un importo maggiorato rispetto a quello della sanzione. L’obiettivo di quest’articolo è spiegare a te automobilista come tutelarti nel caso in cui dovessi ricevere una multa che ritieni assolutamente illegittima e tutto ciò che riguarda il ricorso al prefetto: come si presenta e quali sono i tempi per la decisione. In questi casi, infatti, il cittadino si difende da solo. Difatti, non tutte le multe vanno pagate, vuoi perché l’infrazione addebitata non si è mai verificata, vuoi perché la multa presenta dei vizi di forma che la rendono illegittima. Così come l’automobilista deve rispettare il codice della strada quando è alla guida, il pubblico ufficiale che eleva una sanzione è tenuto a rispettare la legge e, pertanto, il verbale deve essere completo di tutti gli elementi previsti e notificato al trasgressore entro termini perentori.

Come presentare un ricorso al prefetto?

Ricevuta una multa, quattro sono le strade:

  • pagarla entro 5 giorni per usufruire della riduzione del 30% sulla sanzione;
  • chiedere una rateizzazione se la sanzione supera i 200 euro;
  • ricorrere al giudice di pace;
  • presentare un ricorso al prefetto.

Il ricorso al prefetto potrà essere presentato dall’effettivo trasgressore, se l’infrazione gli è immediatamente contestata, oppure dal proprietario del veicolo, qualora il verbale gli sia notificato a casa perché non è stato possibile procedere alla contestazione immediata (come nel caso del superamento dei limiti di velocità accertato con autovelox o il passaggio in una zona a traffico limitato ripreso da un’apposita telecamera).

Per poter presentare un ricorso al prefetto è, innanzitutto, necessario che la multa non venga pagata.

Il ricorso deve essere spedito al prefetto territorialmente competente (ad esempio, se il fatto si verifica a Napoli, il ricorso sarà presentato al Prefetto di Napoli) oppure all’autorità competente che ha elevato il verbale entro 60 giorni.

I 60 giorni iniziano a decorrere:

  • dal fermo di polizia per il quale ti è stata contestata la violazione;
  • dal ricevimento della multa a casa se non è stato possibile contestarti immediatamente l’infrazione.

Per scrivere un ricorso al prefetto ci sono delle formalità da rispettare:

  • va scritto su carta semplice, senza bollo. Si potrà scrivere su entrambe le facciate del foglio, ma qualora si scriva su una sola facciata, l’altra andrà sbarrata con una linea obliqua. Se il ricorso è scritto su più fogli, questi andranno spillati;
  • apposizione della data;
  • firma in originale di colui che ha ricevuto la multa;
  • eventuale richiesta di essere ascoltato dal prefetto, in questo caso riceverai un avviso di convocazione con la data di udienza per l’audizione. La legge prevede che il Prefetto decida dopo aver sentito gli interessati che ne abbiano fatto richiesta (come a far intendere l’obbligatorietà di ascoltare chi lo chieda) ma la mancata convocazione non è considerata dalla Suprema Corte un motivo di nullità della decisione del prefetto. Il vantaggio di tale richiesta è evidente: ti permette di far valere le tue ragioni e chiarire la tua posizione.

D’altro canto c’è da considerare che, in alcuni casi, non conviene chiedere l’audizione personale perché il prefetto territorialmente competente è molto distante dalla propria residenza e i costi da sostenere sarebbero esorbitanti.

I motivi del ricorso

I motivi per cui presentare un ricorso al prefetto sono molteplici, ma vediamone alcuni:

  • la notifica tardiva: il verbale deve essere notificato entro 90 giorni dal compimento dell’infrazione;
  • nel verbale mancano degli elementi essenziali come luogo, data e ora della violazione, oppure le generalità e la residenza del trasgressore;
  • nel verbale mancano gli estremi della patente di guida, il tipo di veicolo e la targa;
  • nel verbale manca la descrizione del fatto, l’indicazione della norma violata o le dichiarazioni di cui il trasgressore ha richiesto di inserirvi;
  • nel verbale mancano le informazioni per il pagamento della sanzione in misura ridotta;
  • nel verbale manca ogni indicazione sulle modalità e i termini per effettuare il pagamento;
  • il verbale non contiene gli elemento sufficienti per capire dove si è verificata la violazione;
  • l’agente che ha redatto il verbale o l’agente accertatore non ha sottoscritto il verbale;
  • l’infrazione non è stata contestata immediatamente e il verbale non specifica i motivi della mancata contestazione immediata;
  • la violazione è stata accertata da un agente sprovvisto di poteri in tal senso;
  • il veicolo, nel momento in cui l’infrazione è stata commessa, si trovava in tutt’altro luogo: in questo caso sarà necessario allegare una documentazione che lo dimostri;
  • il conducente ha commesso l’infrazione per una comprovata emergenza.

Come spedire il ricorso?

Il ricorso va presentato alla prefettura della provincia in cui l’infrazione è stata accertata oppure all’organo accertatore tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o PEC.

Oltre al ricorso, il ricorrente deve allegare:

  • copia del verbale di contravvenzione (l’originale va conservato per l’eventuale rigetto della domanda e conseguente ricorso al giudice di pace);
  • copia della busta in cui il verbale era contenuto: serve a dimostrare il giorno di ricezione del verbale e il rispetto dei 60 giorni per la presentazione del ricorso;
  • copia del bollettino di pagamento;
  • altra documentazione necessaria per far valere i motivi del ricorso.

Il ricorso andrà spedito con raccomandata senza busta: dovrai piegare i fogli su cui è scritto il ricorso “alla francese”. Ma come si fa? Dividi il foglio in tre sezioni ideali e ripiega la prima sezione (è indifferente partire dal basso o dall’alto) sulla seconda e le due sezioni sovrapposte, a loro volta, le ripieghi sulla terza.

E’ necessario che, nella ripiegatura, la parte scritta non sia più leggibile e, quindi, all’esterno dovrà vedersi solo la parte in bianco (è molto più difficile a dirsi che a farsi, sul web troverai molti video che verranno in tuo soccorso). Effettuata quest’operazione, dovrai spillare tutto in maniera tale che, senza despillare, sia impossibile leggerne il contenuto. Sul lato bianco andrà indicato l’indirizzo a cui spedire e il francobollo.

Il ricorso va inviato solo con Poste Italiane S.p.A.. La Cassazione, difatti, ha chiarito che le notificazioni fatte a mezzo posta privata siano da considerarsi nulle, in quanto l’attestazione di spedizione non fa fede, non trattandosi di pubblici ufficiali [1].

Per il rispetto dei termini fa fede il timbro postale di invio della raccomandata.

Posta elettronica certificata: è possibile ricorrere anche a questa modalità utilizzando la propria PEC personale e non quella di un amico o un conoscente. E’ necessario che il ricorso sia notificato direttamente dal ricorrente o dell’avvocato che si occupa della sua difesa, in questo caso sarà l’avvocato a firmare il ricorso munito di apposita procura.

Quando si invia un ricorso tramite PEC è necessario:

  • che il documento sia firmato digitalmente dal ricorrente o dall’avvocato notificante;
  • inviare un file .pdf con il contenuto del ricorso firmato in originale. C’è da considerare, però, che la PEC fa piena prova solo in relazione al contenuto del messaggio e non anche agli allegati. Il consiglio è di inviare l’allegato in .pdf e, in più, scrivere il testo del ricorso nel corpo della mail. Questo stratagemma consente di evitare il rigetto del ricorso contenuto nel file .pdf per mancanza di certezza dello stesso.

In questo caso, per il rispetto dei termini fa fede la data di invio del ricorso: infatti, sia la ricevuta di accettazione che la ricevuta di avvenuta consegna hanno pieno valore di prove legali (il giudice non può valutarle, ma deve solo prendere atto di quanto indicato nelle ricevute).

Infine, il ricorso può essere consegnato direttamente agli uffici della prefettura che dovranno rilasciarti un certificato di avvenuta consegna.

Entro quanto tempo decide il prefetto?

Il ricorso potrà essere spedito indifferentemente alla prefettura della provincia ove l’infrazione è stata rilevata o direttamente all’autorità multante, entro 60 giorni.

Se hai spedito il ricorso direttamente al prefetto, allora quest’ultimo dovrà decidere entro 210 giorni dalla ricezione del ricorso. Se invece hai spedito il ricorso all’autorità che ti ha fatto la multa, allora il prefetto dovrà decidere entro 180 giorni.  Se il prefetto non rispetta questi termini e non invia la risposta al ricorso o la spedisce dopo tali giorni il ricorso si considera accolto. Il che è un vantaggio perché l’automobilista, nel fare ricorso al prefetto, potrà valersi della proverbiale lentezza e inefficienza della pubblica amministrazione.

Se l’automobilista chiede di essere sentito direttamente dal prefetto, i termini sono sospesi da quando il ricorrente riceve la convocazione, fino al giorno fissato per lo svolgimento dell’audizione. Qualora il ricorso sia rigettato, è ingiunto al ricorrente anche il pagamento delle spese sostenute per la convocazione dell’audizione.

La decisione del prefetto

Il prefetto potrà accogliere o meno il ricorso:

  • qualora lo rigetti, emetterà un’ordinanza ingiunzione con il quale ingiunge all’automobilista il pagamento di una somma pari almeno al doppio di quanto dovuto in partenza (più le spese di notifica); contro tale ordinanza è possibile opporsi dinanzi al giudice di pace, entro 30 giorni dalla notifica della stessa [2];
  • qualora lo accolga, emetterà un’ordinanza motivata di archiviazione degli atti che comunica immediatamente all’ufficio che ha accertato la violazione.

Il prefetto è obbligato a rispondere nei termini su indicati e, in caso di risposta mancata o fuori termine, il ricorso si considera accolto. Vale cioè la regola del silenzio assenso.

A questo punto non si dovrà pagare l’importo previsto nella multa e ogni misura restrittiva (come, ad esempio, il fermo amministrativo) applicata al veicolo decade. Ma l’automobilista potrebbe comunque ricevere, per errore, una cartella di pagamento. In questo caso, sarà necessario ricorrere al giudice di pace.

Di GIANLUCA SERAO

note

[1] Cass. ord. n. 13870 del 01.06.2017.

[2] Artt. 22-23 L. 689/81.


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