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Infortunio in palestra: c’è assicurazione?

27 Novembre 2018


Infortunio in palestra: c’è assicurazione?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 Novembre 2018



Un infortunio anche lieve o una caduta accidentale possono essere risarciti dalla polizza assicurativa che gli iscritti pagano con la quota di iscrizione.

È prassi ormai comune nelle palestre pagare una quota di iscrizione annuale comprensiva anche della quota assicurativa. Solitamente le polizze più utilizzate nei centri sportivi comprendono tutti o quasi gli infortuni che si possono verificare al suo interno, quindi anche una caduta nello spogliatoio ad esempio. Prima di chiedere il risarcimento, però, bisogna capire se la responsabilità è addebitabile al gestore della palestra e se c’è una copertura assicurativa. Se il centro sportivo non prevede una polizza infortuni, il cliente potrà anche farne una autonomamente scegliendo le condizioni a lui più vantaggiose. La sottoscrizione autonoma di un’assicurazione in questi casi, seppur molto importante, non è sicuramente prassi comune. E probabilmente nel momento in cui il cliente si iscrive in palestra nemmeno si preoccupa della copertura assicurativa. Invece, andrebbe sempre chiesto, prima di trovarsi coinvolti in un infortunio in palestra: c’è assicurazione?

La quota di iscrizione annuale comprende sempre l’assicurazione?

Quando si fa l’iscrizione in palestra al cliente viene solitamente chiesto il certificato medico e la sottoscrizione delle condizioni generali di abbonamento. Queste sono costituite da tutti i termini e le condizioni che regolano il rapporto tra il gestore e gli abbonati. Tra le condizioni ci sono anche quelle riguardanti le limitazioni di responsabilità in caso di infortunio e la copertura assicurativa.

Quasi tutti i centri sportivi oggi prevedono una quota assicurativa compresa nella iscrizione, ma è bene evidenziare che solo per alcune categorie di persone è prevista l’assicurazione obbligatoria [1]. Questa è sempre obbligatoria nelle strutture sportive riconosciute dal CONI ma, non è mai obbligatoria per coloro i quali praticano una attività sportiva a livello dilettantistico e/o amatoriale.

Quindi, all’atto dell’iscrizione, è sempre bene informarsi ed eventualmente farsi rilasciare una ricevuta o una copia delle condizioni di polizza per sapere come comportarsi in caso di infortunio.

Se non sono coperto da assicurazione, vengo sempre risarcito?

Presupposto imprescindibile per il risarcimento è che l’incidente sia avvenuto all’interno dei locali del centro sportivo. Oltre a ciò, l’infortunio deve essere dipeso da un fatto inevitabile e per la sua risarcibilità è necessario dimostrare che siano state adottate tutte le precauzioni e le misure di sicurezza richieste dal regolamento della palestra, ad esempio. Altrimenti, il fatto è addebitabile soltanto al cliente infortunato. In caso contrario, se sono state rispettate tutte le precauzioni e l’infortunio è stato accidentale, la responsabilità cade interamente sul proprietario o gestore della palestra e bisognerà intraprendere un’azione per il risarcimento dei danni nei suoi confronti.

È bene evidenziare comunque che il diritto al risarcimento non è mai scontato, anche in presenza di copertura assicurativa.

Ed invero, bisogna sempre valutare le modalità in cui si è verificato l’infortunio, se è avvenuto durante l’attività fisica o in un altro momento negli altri locali. Rilevante è anche capire se il danno è dipeso dall’attrezzatura utilizzata che ad esempio era fatiscente oppure a causa della negligenza dell’istruttore.

In ultimo, ma non per importanza, la valutazione coprirà anche il comportamento tenuto dal cliente per capire se questo sia dipeso da un evento totalmente eccezionale ed imprevedibile oppure dalla negligenza della persona.

Ci sono dei casi in cui generalmente le polizze sportive escludono il risarcimento. Questo avviene quando c’è un certificato medico che imponeva un periodo di riposo all’infortunato, quando l’incidente è avvenuto sotto l’effetto di sostanze con effetto dopante, farmaci, alcool o sostanze stupefacenti. È sempre escluso se non sono state adottate le precauzioni richieste per la propria incolumità e per quella altrui.

In alcuni casi la polizza sottoscritta può escludere il risarcimento anche se l’infortunio è avvenuto mentre lo sportivo stava eseguendo gli esercizi da solo senza la presenza dell’istruttore. È bene, quindi, leggere sempre attentamente le condizioni di polizza ed eventualmente stipulare una propria assicurazione che copra ogni eventualità.

Chi è responsabile per le lesioni riportate a seguito di infortunio?

In linea di massima va detto che nelle palestre deve essere garantita la sicurezza dei clienti, nel rispetto di tutte le norme sulla sicurezza sia riguardo ai locali sia riguardo alla idoneità delle attrezzature utilizzate. Il gestore della palestra ha l’obbligo di verificare e garantire gli standard di sicurezza nel tempo, attraverso la costante manutenzione.

Il gestore è responsabile anche rispetto al personale impiegato nel centro sportivo, in quanto coloro i quali ricoprono il ruolo di istruttori devono avere una adeguata formazione e, oltre ad insegnare talune attività, hanno anche il compito di vigilare affinché non si verifichino infortuni così come previsto dalla legge [2]. In questo ultimo caso la responsabilità ricade sia sull’istruttore in quanto soggetto preposto al controllo, sia sul gestore della palestra in quanto supervisore. Pertanto, nell’ipotesi in cui fosse chiesto il risarcimento danni a seguito di infortunio dipeso dall’omessa vigilanza dell’istruttore, saranno chiamati a risarcire entrambi.

Per comprendere meglio il tema della responsabilità, possiamo fare qualche esempio pratico.

Se durante un’attività di gruppo svolta in una sala con l’istruttore uno dei corsisti cade e si frattura il gomito poiché il parquet è sconnesso, la responsabilità è del gestore della palestra e il cliente ha diritto ad essere risarcito. Stessa cosa accade se mentre il cliente utilizza un attrezzo, la leg machine ad esempio, si faccia male una gamba in quanto il gancio dei pesi era usurato e durante la trazione si è spezzato. La responsabilità anche in questo caso è del gestore.

La copertura assicurativa dovuta al tipo di polizza stipulata dalla palestra, poco conta in questo caso. Infatti, nei casi oggetto di esempio resta sempre e comunque la responsabilità del gestore della struttura sportiva e l’obbligo di risarcire i danni. Sarà, invece, ravvisabile la responsabilità dell’istruttore nel caso in cui abbia fatto caricare un peso eccessivo da sollevare sul bilanciere e, a seguito dell’esercizio, il cliente riporti una lesione muscolare.

Cosa copre l’assicurazione in palestra?

Le polizze infortuni che solitamente troviamo nelle palestre, oltre a coprire i danni da lesioni, prevedono una copertura assicurativa anche per l’invalidità permanente, per le spese mediche sostenute, per i giorni in cui la persona è stata ricoverata in ospedale o ingessata e come ultimo evento viene previsto anche il risarcimento in caso di morte dello sportivo. A seconda della polizza sottoscritta dalla palestra, possiamo avere una copertura maggiore anche su eventi riconducibili all’attività fisica come l’infarto ad esempio.

Appare evidente che la copertura opera solo nel caso in cui la persona aveva uno stato di salute idoneo all’attività fisica e non presentava già dei disturbi o disfunzioni, così come attestato dal certificato medico presentato in palestra all’atto della iscrizione.

La giurisprudenza, oltre ai danni elencati e a quelli di natura patrimoniale, riconosce la risarcibilità anche dei danni non patrimoniali. Ma vediamo cosa sono.

Questi non riguardano direttamente una perdita economica come il pagamento di una visita medica, ma attengono alla sofferenza fisica ed al dolore che la persona ha patito a causa dell’infortunio, allo stato d’animo dell’infortunato, alla diminuzione della capacità di relazione con gli altri e della capacità sessuale ed alla riduzione dell’attitudine a lavorare o a compiere altri atti della vita quotidiana.

Oltre alle lesioni personali e ai danni anche di natura economica subìti dall’infortunato personalmente, la polizza sportiva copre anche altri danni. In particolare, è prevista una copertura assicurativa anche nei casi in cui uno sportivo faccia male o danneggi un compagno (questo in particolare per gli sport di squadra). A questo si aggiungono anche i danni che il cliente possa provocare alla struttura, come il danneggiamento delle attrezzature utilizzate.

E se mi sono fatto male cadendo accidentalmente?

Al contrario, se le lesioni sono dipese dal comportamento imprudente del cliente oppure a causa di un evento totalmente imprevedibile e non addebitabile al proprietario o gestore della palestra, né ai suoi dipendenti, all’infortunato non verrà risarcito alcun danno. Non tutti gli eventi lesivi avvenuti all’interno della palestra giustificano il risarcimento dei danni da parte del gestore. Si pensi al caso di chi cada dalle scale della palestra per distrazione perché assorto, d esempio, a guardare il cellulare. In questo caso, è evidente, che non c’è alcuna responsabilità addebitabile alla palestra.

Ad ogni modo, la valutazione dovrà ricadere ogni volta su come sono andati i fatti e sulla visibilità del pericolo. Tali elementi dovranno, poi, essere comparati con il comportamento dell’infortunato per capire se questo abbia favorito l’infortunio.

Ad esempio, se negli spogliatoi, nonostante un cartello che avvisa di camminare con attenzione perché il pavimento è stato lavato, una persona entra correndo e cade, la responsabilità non può essere addebitata ad altri se non all’infortunato stesso e quindi probabilmente nessun risarcimento è dovuto in questo caso.

Ciò che, infatti, viene richiesto affinché si possa ottenere un risarcimento in questi casi è la cosiddetta insidia o trabocchetto, così definita dalla legge per identificare una situazione di pericolo non visibile.

In ogni caso, la responsabilità di chi doveva provvedere alla incolumità delle persone iscritte in palestra e doveva segnalare eventuali situazioni di pericolo, viene individuata a seguito di rilievi tecnici da parte di professionisti a seguito dell’infortunio.

Di TERESA RULLO

note

[1] Decreto del 3.11.2010.

[2] Art. 2049 cod. civ.


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1 Commento

  1. Salve, se la legge dice che non è obbligatorio presentare il certificato medico in palestra, perché voi non lo specificate che l’assicurazione vale ugualmente? Infatti non capisco perché la mia palestra (scuola di ballo) insista per averlo minacciando di mandarmi via dal corso se non lo porto, anche se io ho firmato loro una liberatoria da ogni responsabilità, che per loro vale solo un mese. Grazie.

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