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Inquilino assente, cosa fare per il pagamento delle bollette

26 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 ottobre 2018



In questo articolo esamineremo cosa prevede la legge in merito al pagamento delle utenze in immobili dati in affitto.

Hai dato in locazione un appartamento di tua proprietà a una persona, ma hai mantenuto l’intestazione delle bollette a tuo nome. Ora sono arrivare alcune fatture relative all’acqua e alla luce, che devono essere ovviamente pagate. Hai cercato di contattare il tuo inquilino, che non risponde. Hai chiesto informazioni ai vicini, e ti hanno detto che è partito da tempo, e che non ne hanno notizie. Vorresti capire come comportarti, visto che le utenze sono intestate a te e quindi non solo potrebbe intervenire una cessazione delle stesse, ma potresti avere problemi con le società che forniscono l’acqua e la luce. In questo articolo ti dirò, in caso di inquilino assente, cosa fare per il pagamento delle bollette. Leggilo e saprai come comportarti per tutelare i tuoi interessi. Quando si stipula un contratto di locazione, si concorda a carico di chi siano i cosiddetti “oneri accessori”: si tratta dei pagamento delle quote condominiali ordinarie (non quelle per far fronte a spese straordinarie), nonché delle utenze relative ai vari servizi di fornitura, come energia elettrica, gas, luce, acqua. Se locatore e inquilino non concordano una ripartizione diversa, queste spese, secondo quanto previsto dalla legge [1] sono a carico del secondo, anche se le utenze non sono intestate a suo nome. Ma cosa succede se l’inquilino non paga, e se risulta addirittura irreperibile? Occorre distinguere, a tal proposito, tra l’ipotesi in cui l’utenza sia a lui intestata, e quella in cui sia intestata al padrone di casa.

Utenze intestate all’inquilino

Se le utenze di luce, gas, acqua sono intestate all’inquilino (soluzione decisamente preferibile) il locatario dell’immobile non ha alcun problema. Le società che forniscono il servizio non possono certo rivolgersi a lui. Se l’inquilino è assente e non risulta nemmeno reperibile, non curandosi di provvedere ai pagamenti dovuti, le utenze verranno interrotte, e le ditte fornitrici intraprenderanno delle procedure finalizzate al recupero delle somme.

Semmai, il problema del proprietario può consistere nel fatto che il locatario, essendo assente, non provveda al pagamento dei canoni di locazione, a meno che non ne abbia effettuato il versamento in anticipo. In questo caso, il locatore potrà, come vedremo meglio in seguito, attivare la procedura di sfratto per morosità.

Può anche succedere che, alla cessazione del contratto di locazione, l’inquilino lasci l’appartamento senza aver pagato alcune bollette, e risultando poi irreperibile. Anche in questa ipotesi, non si tratta di un problema del proprietario. Non è, infatti, possibile che quest’ultimo paghi le conseguenze del comportamento del locatario.

La giurisprudenza ha chiarito [2] che, in caso di mancato pagamento delle fatture relative a forniture da parte di un inquilino, che le ditte fornitrici (o il Comune, qualora si faccia carico del servizio idrico) non riescono a reperire, il proprietario non può essere chiamato a rispondere del debito, che resta in capo all’intestatario delle utenze.

Il principio non può venir meno, nemmeno se le condizioni generali del contratto di fornitura o un regolamento comunale stabiliscono la solidarietà tra il locatario e il proprietario. Una siffatta previsione, infatti, sarebbe illegittima e disapplicabile da parte del giudice, al quale il proprietario dovesse rivolgersi.

Allo stesso modo, illegittime sono le condizioni generali di contratto che subordinano l’apertura di una nuova utenza, intestata a persona diversa, al pagamento integrale di quanto dovuto dal precedente intestatario. Facciamo un esempio: Tizio affitta un appartamento a Caio. Caio, dopo un certo periodo di tempo, lascia l’immobile. Tizio, a questo punto, affitta lo stesso appartamento a Sempronio. Quest’ultimo si reca presso la ditta che si occupa della fornitura del gas, e gli viene detto che non possono intestare l’utenza a suo nome, perché Caio non ha ancora pagato alcune fatture. Questo comportamento è illegittimo: la ditta deve consentire a Sempronio di stipulare il contratto, e semmai esercitare nei confronti di Caio le azioni che la legge prevede per costringerlo al pagamento.

Utenze intestate al locatore

Può accadere che, anche se il contratto di locazione prevede che il pagamento delle utenze siano a carico dell’inquilino, queste restino intestate al locatore.

Si tratta di una situazione decisamente poco conveniente per il proprietario di un immobile, che in questo modo è costretto, man mano che gli pervengono le bollette da pagare, a “girarle” all’inquilino.

Ma cosa fare se, essendo ancora in corso il contratto, l’inquilino è assente, e non si riesce a trovarlo? Le fatture devono essere pagate dal locatore?

La conseguenza del mancato pagamento delle bollette sarebbe, trascorso un certo periodo di tempo, il distacco. Questo, a prima vista, non dovrebbe rappresentare un problema per il proprietario, ma per chi abita la casa, che, al suo ritorno, si ritroverebbe senza luce, acqua e gas.

Purtroppo, però, le cose non stanno esattamente così. Infatti, una volta effettuato il distacco, le società fornitrici dei suddetti servizi si attiverebbero per il recupero delle somme loro spettanti. Ciò si tradurrebbe, in definitiva, in una serie di diffide scritte, in telefonate da parte di società di recupero crediti, e successivamente in atti giudiziari veri e propri, che sarebbero rivolti al proprietario dell’immobile, intestatario delle utenze.

Un’ulteriore conseguenza sarebbe l’impossibilità, una volta cessato il contratto di locazione, di stipulare nuovi contratti se prima non provvederà a ripianare la sua situazione debitoria. Inoltre, un eventuale riallaccio delle forniture avrebbe un costo.

Pertanto, il locatore, in questi casi, è costretto a pagare le fatture. Anziché farlo immediatamente, aspetterà qualche giorno dopo la scadenza, per verificare  se nel frattempo l’inquilino si fa vivo. Se ciò non dovesse avvenire, dovrà provvedere al pagamento.

Ovviamente, dopo aver pagato, dovrà scrivere all’inquilino, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, chiedendo il rimborso. Se l’inquilino nel frattempo è rientrato e ritira la raccomandata, avrà due mesi di tempo dal ritiro per effettuare il pagamento [3]. Se non provvede, il locatore potrà intraprendere nei suoi confronti una procedura di sfratto per morosità, e chiedere al giudice di emettere un decreto ingiuntivo nei suoi confronti per il pagamento delle spese dovute.

Se l’assenza dell’inquilino permane, decorso il periodo di giacenza della raccomandata il locatore potrà intraprendere le stesse procedure.

Ma come si sfratta un inquilino assente?

Lo sfratto per morosità quando l’inquilino è assente

Quando un inquilino non paga regolarmente i canoni di locazione e/o le utenze che continuano a essere intestate al locatore, è possibile sfrattarlo. Qualora egli sia assente e non reperibile, è buona norma procurarsi, presso il Comune, un certificato di residenza.

Infatti, vi sono inquilini che fanno i “furbetti” e che trasferiscono la residenza in luogo diverso dalla casa presa in lovcazione, spesso addirittura in un altro Comune. Ciò si può sospettare, a maggior ragione, quando non è possibile reperirli. Il risultato è che, se il locatore gli notifica degli atti giudiziari presso la casa datagli in locazione, rischia di invalidare le notifiche e quindi la procedura.

Quindi, se si intende procedere giudizialmente nei confronti dell’inquilino, occorre accertarsi della sua residenza anagrafica. E’ a questo indirizzo che occorrerà inviare, innanzi tutto, eventuali solleciti di pagamento.

Se i solleciti non sortiscono alcun effetto, si procederà allo sfratto per morosità. Questo consiste in un atto giudiziario che viene notificato alla residenza anagrafica dell’inquilino, nel quale gli si intima lo sfratto e lo si invita a comparire avanti al Tribunale, perché quest’ultimo venga convalidato.

Se all’udienza fissata l’inquilino, nel frattempo tornato reperibile, si presenta, il Giudice potrebbe assegnargli, su sua richiesta, un termine per provvedere al pagamento. se l’inquilino provvede, lo sfratto non ha seguito; in caso contrario, esso diventerà esecutivo.

Se invece l’inquilino non si presenta, il giudice convaliderà lo sfratto. Il provvedimento di convalida dovrà essere notificato alla residenza anagrafica dell’inquilino, insieme a un atto di precetto, consistente nell’intimazione di lasciare l’immobile libero da persona e da cose.

Se l’inquilino continua a essere irreperibile, si concorderà con l’ufficiale giudiziario l’esecuzione dello sfratto. Anche se la casa è occupata da mobili e suppellettili non ha importanza: l’ufficiale giudiziario ha il potere di farli rimuovere e trasportare in un luogo di deposito, riconsegnando l’immobile al proprietario. l’importante è che tutte le notifiche vengano effettuate correttamente e la procedura venga seguita in maniera ineccepibile.

Bollette non pagate e inquilino assente: riepilogo

Riepiloghiamo quindi i passi da compiere quando un inquilino risulta assente e non paga le bollette.

Se le utenze sono intestate all’inquilino:

  • non vi sono problemi per il proprietario, che non è responsabile del mancato pagamento;
  • a seguito delle bollette non pagate avverrà il distacco della fornitura;
  • se l’inquilino non ha nemmeno pagato i canoni, sarà possibile recuperare la disponibilità dell’immobile attivando una procedura di sfratto per morosità.

Se le utenze sono intestate al locatore:

  • occorre pagare le bollette per evitare di subire procedure di recupero crediti da parte delle società fornitrici;
  • bisogna chiedere, a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, all’inquilino il rimborso delle somme pagate;
  • se l’inquilino non provvede al pagamento entro due mesi dalla richiesta, che sia o meno tornato reperibile, è possibile procedere con lo sfratto per morosità.

Ora sai, in caso di inquilino assente, cosa fare per il pagamento delle bollette e per minimizzare il danno che potrebbe derivare da una siffatta situazione.

note

[1] Art. 9  L. 392/1978.

[2] G.d.P. di Pistoia, sent. 18.03.2015.

[3] Art. 9, comma 3, L. 392/1978.


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