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Sanatoria multe stradali: come funziona

25 ottobre 2018


Sanatoria multe stradali: come funziona

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 ottobre 2018



Pace fiscale: come funziona la rottamazione ter delle cartelle per multe e la cancellazione totale di quelle fino a mille euro.

Se hai accumulato debiti col Comune per multe non pagate è arrivato il giorno della liberazione: il Governo infatti ha deciso di perdonare tutti quelli che, negli anni passati, hanno violato il codice della strada. Chi ha preso un autovelox, una multa per guida in stato di ebbrezza, chi ha lasciato l’auto al posto degli invalidi, chi ha quotidianamente parcheggiato in divieto di sosta o è passato col rosso sarà premiato due volte: la prima con l’adesione alla rottamazione ter per debiti maggiori di mille euro, la seconda con la cancellazione totale delle cartelle esattoriali non superiori a mille euro. Insomma due sanatorie in una. Si deve trattare di debiti vecchi, quelli accumulati fino al 2010. È vero: i termini di prescrizione per le contravvenzioni stradali sono più brevi (cinque anni), in realtà quasi sempre vengono interrotti dall’esattore con una intimazione di pagamento per cui si tratta di un vero e proprio condono. Di tanto parleremo in questo articolo: ti spiegheremo cioè come funziona la sanatoria delle multe stradali, chi vi può aderire e come fare per ottenere il beneficio.

Sanatoria micro cartelle

L’articolo 4 del decreto legge “fiscale” collegato alle manovra di fine anno (cosiddetta Legge di Bilancio 2019) contiene una norma che prevede il condono delle micro-cartelle. L’operazione collegata alla pace fiscale è stata battezzata «pulitura magazzino». È con queste parole che il nuovo Governo spiega l’operazione, dando così un colpo di spugna lungo undici anni e annullando i debiti a ruolo di importo residuo fino a mille euro, che risultano dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2010. Saranno, perciò, premiati i contribuenti che negli anni dal 2000 al 2010 hanno ricevuto cartelle per importi non superiori a mille euro e non le hanno pagate: oltre alle multe stradali ci sono anche la tassa rifiuti, la vecchia Ici, l’Irpef e le addizionali, il tanto odiato bollo auto.

In particolare, la norma prevede l’annullamento automatico – alla data del 31 dicembre 2018 – dei debiti di importo residuo non superiore a 1.000 euro(cifra calcolata alla data di entrata in vigore del decreto-legge e comprensiva di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni). Per cui, se la multa è di 900 euro e gli interessi di 120 non si rientra nel condono.

“Annullamento automatico” significa che il contribuente non sarà tenuto neanche a presentare una istanza: sarà l’ufficio stesso a strappare la cartella (in teoria, l’esattore, prima del 31 dicembre, potrebbe anche accorpare, in un’unica cartella di importo superiore a mille euro, tutte le cartelle per multe stradali ricevute dal medesimo soggetto e, in questo modo, sottrarsi alla sanatoria!).

Per ottenere la cancellazione delle micro cartelle per multe stradali si deve inoltre trattare dei debiti iscritti a ruolo dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, ossia per i quali il Comune abbia delegato, in tale arco di tempo, l’agente della riscossione. Sono quindi escluse le multe prese dal 2010 in poi o comunque quelle che, pur ricevute tra il 2000 e il 2010 abbiano dato luogo a una cartella di pagamento negli anni successivi.

Per verificare la data di iscrizione a ruolo della contravvenzione stradale basta aprire la pagina con il dettaglio della cartella esattoriale ove, oltre ai singoli importi da riscuotere, è indicata anche la data in cui è stato trasmesso il ruolo.

Quando saranno cancellate le multe fino a mille euro?

Il decreto stabilisce che l’annullamento sarà effettuato entro il 31 dicembre 2018, per consentire il regolare svolgimento degli adempimenti. Ai fini del conseguente discarico, senza oneri a carico dell’ente creditore, e dell’eliminazione dalle relative scritture patrimoniali, l’agente della riscossione trasmette agli enti interessati l’elenco delle quote annullate.

Chi ha pagato prima della data di entrata in vigore del decreto non può chiedere la restituzione dei propri soldi.

Ma le multe non si prescrivono in cinque anni?

Qualcuno dirà che le cartelle per multe stradali si prescrivono in cinque anni e che quindi il colpo di spugna serve a ben poco (le cartelle notificate nel 2010 si sono prescritte nel 2015). Ma non è così automatico. Difatti, se nell’arco di questi cinque anni l’esattore – come di solito succede – invia una diffida di pagamento, i termini della prescrizione vengono interrotti e ricominciano a decorrere, per altri cinque anni, dal giorno successivo alla diffida stessa. Ad esempio, se Mario, che ha ricevuto una cartella nel 2011, riceve una intimazione di pagamento o un preavviso di fermo auto nel 2014, la prescrizione scatta solo nel 2019.

Che succede per le multe superiori a 1000 euro?

Se è vero che le cartelle fino a mille euro verranno automaticamente cancellate quelle invece superiori godranno di un differente beneficio: la rottamazione ter. Rispetto agli altri debiti sanabili, per le multe stradali sono abbuonati solo gli interessi (compresi quelli semestrali previsti dall’articolo 27 della legge 689/1981) e non anche le sanzioni, perché la somma da cui nasce la cartella è essa stessa una sanzione e non un tributo. Inoltre, resta l’aggravio maggiore: il raddoppio della sanzione che scatta se non si paga entro 60 giorni. Questo raddoppio è previsto dall’articolo 202 del codice della strada, norma che non viene toccata dalla sanatoria.


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