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Perché il bambino chiede l’acqua prima di andare a letto?

1 dicembre 2018


Perché il bambino chiede l’acqua prima di andare a letto?

> Donna e famiglia Pubblicato il 1 dicembre 2018



Una richiesta solo in apparenza banale e che può nascondere un mondo al suo interno. Psicologia e medicina si confrontano sul punto a caccia d’indizi.

“Raccontami una storia!” era la sollecitazione che il sultano rivolgeva alla principessa Sherazade di sera in sera. Ma la richiesta di una storia da narrare, senza scomodare il lontano Oriente, può venire anche dalla cameretta accanto alla tua da dove magari fa capolino pure una culla e un carillon a te ben noti. Solo che qui l’autore della richiesta non ha nulla a che vedere con i sultani, ma con i bambini. Che siano maschi, femmine, grandi o piccini, sfido chiunque non si sia, prima o poi, trovato alle prese con una richiesta del genere! Richiesta che, senza essere esperti di psicologia neonatale, ha implicazioni ben più remote di quanto potrebbe sembrare. Il momento della nanna è infatti una zona di transizione importante per i più piccini che, per lo più, malvolentieri sono chiamati a prendere congedo da mamma, papà, nonni, fratelli e sorelle più grandi e abbandonarsi al sonno delle notte. Sta quindi ai grandi cercare di rendere meno “traumatico” possibile questo passaggio tra le braccia di Morfeo. Ma come fare? Alle volte sono proprio loro, i bambini, a fornirci lo spunto giusto. E oltre alla narrazione di una favola, fanno richiesta magari anche di un po’ d’acqua. In merito al perché il bambino chieda l’acqua prima di andare a letto, può ipotizzarsi più di un motivo. Se anche tu sei alle prese con una richiesta del genere, prova a seguirci! Diverse sono infatti le scuole di pensiero sul punto. Si va dalla lettura psicologica a quella d’impronta più medica ad altre di tipo fisiologico; il tutto spesso “condito” da una buona manciata di buon senso che spesso può difettare in chi si trova a vivere la genitorialità per la prima volta. E’ infatti notorio che un genitore alle prime armi può essere preda di forti dubbi su quale sia l’educazione più giusta da impartire al piccolo di casa. “Sarò troppo permissivo?” “Forse è il caso che sia più autorevole?” “Mi so far ascoltare?”. Chi non si riconosce in almeno uno di questi dubbi, alzi la mano. E dopo aver alzato la mano, provi ad interrogarsi su questa solo in apparenza banale domanda del bambino. Se infatti la richiesta tende a ripetersi di norma quasi tutte le sere, un motivo dovrà pur esserci o forse anche ben più di uno. A te individuare quello che può fare più al caso tuo e del tuo piccolo di casa!

Ora giusta della nanna: c’è una regola che vale per tutti i bambini?

Si fa presto a parlare di acqua prima di andare a letto. Ma qual’è l’ora ottimale per mettere a letto i bambini? Stando ad alcune linee pediatriche, la cosa più giusta da fare potrebbe essere quella di individuare il “cronotipo” di appartenenza del bambino.

Sembra infatti che ciascuno di noi, bimbi inclusi, sia munito di una specie di orologio biologico interno che determina i ritmi di sonno e veglia. A tale riguardo qualcuno si è pure “divertito” a coniare delle tipizzazioni in tal senso. Per cui, una volta individuata la tipologia di appartenenza, un consiglio utile potrebbe essere quello di stabilire orari della nanna compatibili con le singole caratteristiche di ogni bambino. Per cui se il tuo è un bambino tiratardi, forse è tempo perso intestardirsi nel metterlo a letto “con le galline”, come dice il detto.

Al contrario, se in tarda sera lo vedi crollare sul divano, evita di portartelo dietro nelle tue movide notturne. Sarebbe una violenza al suo modo di essere.

Chi sono i bimbi “allodola” e i bimbi “gufi”?

Niente a che vedere con le maschere carnevalesche, bensì con la naturale propensione dei bambini ad addormentarsi e risvegliarsi. Per cui, se il bambino tende a crollare presto addormentato alla sera, ma sul far dell’alba è già sveglio come un grillo, è molto probabile che sia un bimbo “allodola”.

Se invece il bambino tende a tirare fino a tardi alla sera e al mattino fatica ad aprire gli occhi, è molto probabile che rientri nella classe dei bambini “gufi”, che niente hanno a che vedere con coloro che portano sfortuna ovviamente.

Acqua notturna: bisogno reale o richiesta implicita di coccole?

E qui siamo al nodo centrale. Dopo la favola, il pigiamino, e qualche coccola, sopraggiunge quasi immancabile la richiesta di acqua. Cos’altro ti vuol dire tuo figlio? Quasi mai questa richiesta andrebbe sottovalutata, né tanto meno bypassata velocemente trincerandosi dietro la ragione che il bimbo ha già bevuto abbastanza o che un eccesso di liquidi potrebbe spingerlo a svegliarsi durante la notte per andare in bagno.

Spesso infatti dietro a questa richiesta materiale, si cela una necessità di rassicurazione. Il bambino vuole cioè essere sicuro di trovare qualcuno di affettivamente importante per lui nel caso in cui ne avesse bisogno. Una rassicurazione che costa poco ma che in cambio dà al piccolo tanto.

E se la richiesta sopraggiunge nel mezzo della notte, che fare?

Anche questo è un aspetto che merita di essere affrontato anche perché ne va della qualità del sonno tuo e forse di tutta la famiglia. Qui magari può, seppure in parte, sopperire il senso pratico.

Se il bambino non è più piccolissimo e puoi già contare su una sua qualche autonomia, una buona idea potrebbe essere quella di lasciare la luce soffusa in camera (come ad esempio quella rilasciata dalle lampade da comodino a bassa tensione) e il biberon o un bicchiere d’acqua direttamente a portata di mano, così il piccolo saprà già come regolarsi con la sua fonte di approvvigionamento.

Questo vi consentirà, se vi chiama comunque da una camera all’altra, di risparmiarvi una levataccia nel cuore della notte. Magari gli basterà sentire la tua voce, con cui magari lo inviti a riprendere sonno dopo aver bevuto, e la paura è passata.

A partire da quando i bambini devono bere acqua?

Nei primi mesi di vita il lattante non avrebbe bisogno di introdurre altri liquidi oltre al latte composto quasi per il 90% circa di acqua. In genere cioè non c’è bisogno di alcun supplemento fino all’età dello svezzamento circa, quando cioè il bambino è pronto ad introdurre qualche altro alimento nella sua dieta al di fuori del latte.

Quale acqua è preferibile far bere ai bambini?

Senza addentrarsi in discorsi specifici e spesso dibattuti sui brand delle acque minerali, la risposta alla domanda può essere questa: ok per una qualsiasi acqua oligominerale che garantisca al bambino i giusti contenuti minerali.

Ovviamente vanno escluse le acque effervescenti come pure quelle effervescenti naturali, mentre sarebbero preferibili le acque contenute in bottiglie di vetro. Quindi l’identikit dell’acqua da scegliere per i bambini è: acqua naturale provvista di un giusto apporto di minerali.

Acqua notturna: un rituale che aiuta. Perché?

La fase della nanna può essere facilitata da un insieme di abitudini che, se ripetute a cadenza regolare, possono dare al bambino la sensazione di un rituale rassicurante con buona pace tua e dell’intera famiglia. Perché un bambino sano, ma anche sereno è la gioia di tutti. Tra questi step anche quello dell’acqua prima di prendere sonno. Quindi prima ancora che sia il piccolo a farne richiesta, una buona cosa sarebbe che sia proprio tu a somministrargliela, magari in quantità moderata.

Se si dovesse eccedere infatti, va messa pure in conto l’eventualità che il sonno possa essere interrotto da risvegli frequenti dovuti proprio dalla necessità di andare in bagno. Ma scongiurato questo rischio, nessun’altra controindicazione a fare del bicchiere o biberon di acqua una regola rassicurante prima del sonno.

Biberon d’acqua o ciuccio?

Anche qui non esiste una regola netta. Dipende piuttosto dal piccolo. Non è però infrequente che il bambino associ il biberon al ciuccio. Se questo è pure il tuo caso, sarà probabile che il piccolo indugi nel bere, ma si trastulli tenendo la tettarella del biberon in bocca. Ciò potrebbe significare che la sua non è una necessità reale di bere, quanto un desiderio di sentirsi coccolato e se puoi, lascia che continui ad auto coccolarsi. Anche questo può far parte del suo processo naturale di crescita.

Quando è il caso di chiedere un consulto al pediatra?

E’ un po’ di tempo che tieni d’occhio quanta acqua beve tuo figlio. La tua cucina non è particolarmente salata, non fa un caldo torrido, né il piccolo ti sembra mai particolarmente sudato tanto da dover essere spesso reidratato. Comincia a balenarti l’idea che ci possa essere qualcosa da tenere sotto controllo del suo stato di salute. E’ un’idea peregrina o potrebbe essere il caso di consultare un pediatra? In talune circostanze il tuo fiuto può essere giusto.

Se noti che il tuo bambino comincia a bere molto di più di prima, non riesce a trattenere la pipì a letto, nonostante non sia più piccolissimo, e magari dimagrisce pure pur continuando ad alimentarsi come suo solito, questi potrebbero essere tutti sintomi dell’insorgere del diabete mellito. Ma bando alle diagnosi fai da te, o alle risposte facili reperite in qua e in là sul web; consulta piuttosto uno specialista di tua fiducia.

Acqua e sonno: alleati per la vita?

L’essere umano è costituito per la gran parte di acqua. L’acqua è indispensabile per la giusta idratazione. L’acqua di buona qualità è un alimento salutare.

L’acqua, bevuta prima di prendere sonno, sembra che faciliti pure il rilassamento e quindi l’assopimento. Se questo è vero per gli adulti, perché non dovrebbe valere per i “cuccioli” di uomo? Se quindi tuo figlio richiama la tua attenzione chiedendoti dell’acqua da bere, non fargli mancare la tua attenzione e non lasciare che la sua richiesta rimanga inascoltata! Potrebbe leggere la tua condotta come un segno di mancanza di affetto e si sa, la giusta attenzione ricevuta nell’infanzia farà di tuo figlio un adulto di domani equilibrato e sicuro di sé.

Un sonno buono e rigenerante predispone all’inizio di un nuovo giorno e, perché no, magari anche all’alba di una bella vita da adulti positivi e fiduciosi. E se l’acqua è uno tra i primi passi utili per facilitare il processo di crescita, coraggio! La vita è fatta di piccoli passi.


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