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Multe autovelox: guida su come fare ricorso

26 Ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 Ottobre 2018



In questo articolo vedremo in quali casi è possibile impugnare le multe per eccesso di velocità rilevata con l’autovelox e le modalità per presentare ricorso.

Viaggi spesso con la tua auto per motivi di lavoro. Trascorri molto tempo sulla strada, e durante i tuoi spostamenti cerchi di rispettare i limiti di velocità, stando bene attento alla relativa segnaletica. Tuttavia, temi che ti possa capitare di superarli, anche senza volerlo. Non è difficile che ciò accada: i percorsi sono lunghi e noiosi, e di tanto in tanto ti ritrovi a vagare con la mente. In particolare, quando il limite è troppo basso, sai che una distrazione potrebbe fartelo superare. Ed è accaduto: ti hanno appena notificato una multa per eccesso di velocità. A questo punto, a proposito di multe autovelox: guida su come fare ricorso. E’ esattamente l’argomento dell’articolo che stai leggendo.

Caratteristiche degli autovelox e taratura

L’autovelox rappresenta un vero e proprio spauracchio per gli automobilisti. Specialmente coloro che viaggiano spesso, aprono con timore al postino che vuol recapitare loro una multa, sapendo che, anche inavvertitamente, potrebbero aver superato un limite di velocità ed essere stati “incastrati” da uno di questi apparecchi.

Se, da un canto, è bene rispettare i suddetti limiti, che sono posti a tutela della sicurezza degli utenti della strada, dall’altro non è detto che la multa vada pagata sempre e comunque. Vi sono, infatti, casi in cui essa è illegittima, e pertanto è opportuno proporre ricorso.

Vediamo, di seguito, quali aspetti occorre controllare, per stabilire se è possibile ricorrere avverso la multa per eccesso di velocità rilevato con l’autovelox.

Occorre, innanzi tutto, considerare le caratteristiche che l’autovelox deve avere. La legge, infatti, richiede che questi apparecchi, per poter essere utilizzati per il rilevamento della velocità, debbano rispondere ai seguenti requisiti:

  • devono essere omologati dal Ministero dei Trasporti [1]. La ditta costruttrice deve depositare presso il Ministero un esemplare dell’apparecchiatura. Questo viene sottoposto a verifiche e quindi approvato. Una volta avvenuta l’omologazione, gli apparecchi prodotti dalla ditta costruttrice in maniera conforme a quello depositato possono essere utilizzati;
  • devono essere sottoposti periodicamente a verifiche e tarature. Infatti, la Corte Costituzionale, con una sua sentenza [2], ha stabilito che la multa effettuata a seguito di rilevamento con l’autovelox è nulla, se non si prova la taratura dello strumento. A seguito di ciò, il Ministero dei Trasporti ha disposto [3] che la verifica di taratura e di funzionalità dei sistemi e dei dispositivi, utilizzati per l’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità, debba avvenire con cadenza annuale, ed ha anche dato prescrizioni specifiche sulle modalità di questi accertamenti. La Corte di Cassazione [4], a proposito dell’omologazione e delle tarature periodiche, ha stabilito che l’amministrazione non può dimostrare il corretto funzionamento dell’apparecchio con mezzi diversi dalle relative certificazioni;
  • devono essere opportunamente segnalati. La segnalazione deve avvenire con cartelli ben visibili dalla strada, che non siano deteriorati o coperti da vegetazione, e che possono contenere sia scritte che immagini. La segnalazione è necessaria anche quando l’autovelox non è fisso, ma utilizzato da una pattuglia. Non vi sono prescrizioni precise in ordine alla distanza che deve esserci tra il segnale e l’apparecchiatura: essa deve comunque essere sufficiente per consentire all’automobilista di adeguare la velocità del proprio mezzo, senza brusche frenate o rallentamenti, che possono costituire anch’essi un pericolo per la sicurezza degli utenti della strada. In particolare, la Corte di Cassazione [5] ha stabilito che la distanza tra i segnali  e la postazione di rilevamento della velocità deve essere valutata tenendo conto dello stato dei luoghi. In particolare, non deve esservi tra il segnale e il luogo di effettivo rilevamento una distanza superiore a quattro chilometri. Non è invece prevista, come abbiamo detto, una distanza minima;
  • devono essere visibili anche di notte.

Contenuto e notifica del verbale

Il verbale di contravvenzione che viene notificato al proprietario del veicolo deve contenere alcuni elementi. In mancanza di uno soltanto di essi, è possibile proporre ricorso. Alcuni di questi elementi devono essere indicati in tutte le multe, altri sono specifici per il caso di rilevamento della velocità tramite autovelox.

Ecco quali sono:

  • il modello di autovelox utilizzato. L’automobilista, se lo ritiene, deve poter accertare se si tratta di un modello considerato attuale e valido;
  • il tipo di postazione utilizzata, se si tratta di un autovelox fisso o gestito da una pattuglia della polizia, dei carabinieri, dei vigili urbani o della guardia di finanza;
  • il provvedimento del prefetto con il quale sono individuate le strade nelle quali non è possibile la contestazione immediata. Infatti, la regola generale è che, quando viene commessa una violazione al codice della strada, l’agente accertatore deve fermare il veicolo e contestarla immediatamente al trasgressore, consegnandogli il relativo verbale, nel quale egli potrà, se lo ritiene, far inserire le proprie osservazioni. Tuttavia, su certe strade ciò non è possibile: fermare il veicolo, per la velocità consentire o per le caratteristiche della strada, non è praticamente realizzabile, o metterebbe in pericolo la circolazione. Occorre che queste strade siano individuate con un provvedimento prefettizio, che deve essere citato nel verbale notificato a casa del proprietario del mezzo;
  • la verifica di funzionalità dell’apparecchio. Come abbiamo detto, quest’ultimo deve essere omologato e sottoposto a periodiche verifiche e tarature. Questi controlli devono essere specificati nel verbale;
  • le modalità di utilizzo dell’apparecchio, qualora si tratti di un telelaser. Quest’ultimo è un autovelox che viene impugnato dagli agenti accertatori, e che deve essere utilizzato secondo precise modalità, che nel verbale devono essere precisate;
  • la targa del mezzo che ha commesso la violazione;
  • il giorno e luogo in cui l’infrazione è stata posta in essere;
  • la norma che è stata violata.

Se non vi è stata contestazione immediata, il verbale deve essere notificato al proprietario del veicolo entro 90 giorni dall’accertamento dell’infrazione. Attenzione però: per verificare se la notifica è avvenuta nei termini, occorre aver riguardo alla data di spedizione della raccomandata contenente il verbale, e non a quella della sua effettiva ricezione.

Multe autovelox: come fare ricorso?

Se vi è un’irregolarità riguardante l’apparecchiatura, i contenuti del verbale o la sua notifica, è possibile proporre ricorso e chiedere l’annullamento della multa.

I possibili ricorsi, a tal proposito, sono tre:

  • ricorso in autotutela. Esso è indirizzato allo stesso organo accertatore, ricavabile dall’intestazione del verbale. Si può trattare della polizia, dei carabinieri, della guardia di finanza, dei vigili urbani. Esso può essere presentato quando la multa è palesemente illegittima, in maniera così chiara che qualunque giudice, se la questione gli venisse sottoposta, se ne accorgerebbe subito, senza bisogno di particolari accertamenti, e la annullerebbe. Pertanto, l’organo accertatore, per tutelare l’amministrazione ed evitare che possa soccombere in un giudizio, rendendosi conto dell’errore, annulla il verbale. Un esempio può essere quello di una irregolarità palese del verbale. Il ricorso in autotutela si presenta in carta semplice, a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento. Pertanto è economico, e può essere conveniente in casi di illegittimità molto evidenti. Si tenga però presente che l’organo accertatore può annullare il verbale, ma non è obbligato a farlo; e inoltre che non è previsto un termine preciso entro il quale si debba pronunziare. Quindi, anche se si presenta questo ricorso, è bene stare bene attenti alla decorrenza dei termini per avvalersi di altri mezzi di impugnazione del verbale, che in ogni caso non sono preclusi;
  • ricorso al prefetto. Anche questa impugnazione è abbastanza economica: infatti si propone in carta semplice. Il ricorso deve essere trasmesso a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, indirizzata al prefetto o all’organo accertatore. Il termine per presentarlo è di 60 giorni dalla contestazione o dalla notifica del verbale. In ogni caso, l’intestazione del ricorso deve contenere la dicitura “Ricorso al prefetto per violazione del Codice della Strada”. Al ricorso vanno allegati una copia del verbale ed eventuali documenti utili ai fini della valutazione. Il ricorrente, inoltre, può chiedere di essere sentito personalmente. Se esso viene inviato al prefetto, quest’ultimo lo trasmetterà all’autorità di polizia che ha accertato la violazione per compiere la relativa istruttoria. L’organo accertatore, terminata l’istruttoria, la trasmette al prefetto insieme al ricorso. Il prefetto, se accoglie il ricorso, annulla il verbale; se lo respinge emette un provvedimento, detto ordinanza-ingiunzione, con il quale ordina al ricorrente il pagamento di una somma che può essere anche il doppio della multa originaria. Contro l’ordinanza-ingiunzione è possibile ricorrere al giudice di pace;
  • ricorso al giudice di pace. esso si può proporre  avverso la multa (e in tal caso non sarà più possibile rivolgersi al prefetto), oppure avverso l’ordinanza-ingiunzione con la quale il prefetto ha rigettato il ricorso. il termine per la proposizione è di 30 giorni dalla contestazione o dalla notifica del verbale, ovvero dalla notifica dell’ordinanza-ingiunzione. Competente è il giudice di pace del luogo in cui è avvenuta la violazione, ricavabile dal sito del Ministero della Giustizia. Il ricorso ha un costo, anche minimo, detto “contributo unificato”: si tratta di una tassa che lo Stato richiede a chi intraprende un giudizio, il cui importo varia secondo il valore della causa. A questo costo bisogna aggiungere quello relativo alla parcella dell’avvocato; tuttavia, se la causa ha un valore non superiore a 1.100 euro, è possibile stare in giudizio personalmente, senza l’assistenza di un legale. In questo caso, però, occorre tener presente che è necessario essere presenti alle udienze, affinché il ricorso non venga cancellato. Il ricorso, insieme ai documenti allegati, deve essere depositato o spedito alla cancelleria del giudice di pace. In esso occorre indicare i mezzi di prova dei quali il ricorrente intende avvalersi a sostegno delle proprie ragioni. Se il giudice accoglie il ricorso, annulla il verbale; se lo rigetta, condanna il ricorrente al pagamento di una somma superiore rispetto alla multa originaria, oltre al rimborso delle spese legali in favore della controparte.

Ora che, riguardo alle multe autovelox, hai una guida su come fare ricorso, saprai come regolarti qualora ti dovesse essere notificato un verbale per questo tipo di infrazione.

note

[1] Art. 142 C.d.S.

[2] Corte cost. sent. n.113/2015.

[3] D.M. n.282/2017.

[4] Cass. n. 9645/2016.

[5] Cass. n. 7949/2017.


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