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Come nasce il nuovo Governo: ecco l’agenda del dopo elezioni

27 febbraio 2013


Come nasce il nuovo Governo: ecco l’agenda del dopo elezioni

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 febbraio 2013



Dopo lo spoglio delle schede, inizieranno i preparativi per la nascita del Governo e la nomina del nuovo Presidente della Repubblica: ecco cosa prevedono la Costituzione e le prassi, con il calendario delle date.

 

Nelle prossime settimane partiranno gli adempimenti per la nomina del nuovo Governo e, contemporaneamente, in questo caso, anche del Presidente della Repubblica. Saranno giorni delicati per il nostro Paese. Vediamo quindi il timing delle imminenti scadenze.

11 marzo: primi adempimenti per i nuovi parlamentari

I nuovi parlamentari eletti e i vecchi riconfermati si presenteranno nelle rispettive Camere di competenza (Montecitorio e Palazzo Madama) per i primi adempimenti (foto, emissione tesserino, ecc.). Sarà quindi il “primo giorno di scuola” per gli adempimenti burocratici di routine.

15 marzo: prima riunione delle due Camere

Camera e Senato devono essere convocate entro 20 giorni dalle elezioni. In questa seduta, verrà risolto il nodo “opzioni”, ossia la scelta della circoscrizione per i deputati eletti in più luoghi.

Nomina presidenti delle due Camere

Il primo atto che compiranno le due Camere del Parlamento sarà la nomina dei propri Presidenti.

Alla Camera dei Deputati (Montecitorio) è necessario raggiunge la maggioranza dei 2/3. Se dopo tre scrutini non si ottiene tale maggioranza, a partire dal quarto è sufficiente la maggioranza assoluta (50% degli aventi diritto +1), di cui il Pd dispone i numeri. Pertanto, se nelle prime tre votazioni non si raggiunge l’accordo, la quarta votazione potrebbe tenersi il 16 marzo.

Alla Camera del Senato (Palazzo Madama), invece, è necessario raggiungere la maggioranza assoluta (50% degli aventi diritto + 1). Se dopo due scrutini non si ottiene tale maggioranza, a partire dal terzo è sufficiente la maggioranza semplice (50% dei presenti + 1; tra i voti si computano anche le schede bianche). Se nella terza votazione non si è ottenuto l’accordo, si passa al ballottaggio tra i due candidati con più voti. A parità di voti, prevale il più anziano di età.

20 marzo: nomina dei capigruppo

Entro il 18 marzo, si formeranno i cosiddetti “gruppi parlamentari”. Pertanto, sia i componenti della Camera che del Senato dovranno indicare il gruppo a cui aderiscono.

Il 20 marzo saranno poi eletti i capigruppo parlamentari.

21 marzo: consultazioni del Presidente della Repubblica per la nomina del Capo del Governo

Eletti i presidenti delle due Camere e i capigruppo parlamentari, il Presidente della Repubblica avvierà le “consultazioni” per la scelta della persona a cui affidare l’incarico per la formazione del nuovo Governo. A tal fine, Napolitano dovrà verificare se sussiste una maggioranza parlamentare che supporti il nuovo esecutivo.

L’incarico al nuovo capo del Governo dovrà essere quindi conferito dallo stesso Napolitano, all’esito delle consultazioni. Probabilmente, questa data coinciderà con il 31 marzo.

Tuttavia, attesa l’attuale incertezza parlamentare, potrebbe verificarsi che non vi sia la possibilità di nominare un Presidente del Consiglio con una maggioranza a sostenerlo. In questo caso, il Presidente della Repubblica dovrebbe, in teoria, sciogliere le Camere e indire nuove elezioni. Ma non potrebbe farlo perché Napolitano si trova negli ultimi sei mesi del proprio mandato (cosiddetto “semestre bianco”, durante il quale gli sono interdetti una serie di atti importanti come, appunto, lo scioglimento delle Camere). Pertanto, le nuove Camere, sebbene incapaci di appoggiare un nuovo Esecutivo, dovranno comunque procedere alla nomina di un nuovo Presidente della Repubblica.

15 aprile: convocazione del Parlamento in seduta comune per la nomina del Presidente della Repubblica

Le votazioni per la nomina del nuovo Presidente della Repubblica, da parte delle due Camere in seduta comune, dovranno avvenire verosimilmente il 15 aprile prossimo. Infatti in tale data scade il mandato di Giorgio Napolitano.

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