Diritto e Fisco | Editoriale

Come denunciare una violenza sessuale?

7 Gennaio 2019 | Autore:
Come denunciare una violenza sessuale?

Quando un particolare comportamento può essere considerato violenza sessuale ed in che modo è possibile denunciarlo.

Nel corso di una relazione sentimentale il tuo partner è andato oltre i tuoi desideri e, violando la tua libertà di decidere liberamente, ti ha costretto a fare l’amore con lui o ad avere rapporti sessuali con modalità che non ti hanno consentito di essere a tuo agio? O, peggio, un estraneo si è avvicinato a te e, improvvisamente, ti ha toccato nelle tue parti intime o ti ha dato un bacio (sul collo o anche soltanto sulla testa) che tu non desideravi? Ti chiedi se questo abuso (che ritieni di aver subito) possa essere qualificato come violenza sessuale e, nel caso, come puoi denunciarla? In effetti, con il termine violenza sessuale si indica qualsiasi contatto sessuale indesiderato, l’esposizione non gradita di un corpo nudo, l’esibizionismo, l’abuso sessuale di un minore, l’incesto, la molestia sessuale, atti sessuali su clienti o dipendenti perpetrati da terapeuti, medici, dentisti, capi, colleghi o altre figure professionali e così via. La violenza sessuale è un atto di potere che non sempre prevede l’utilizzo della forza fisica o delle minacce esplicite (rivolte alla vittima), in quanto può essere anche molto sottile e subdola (come nel caso in cui l’autore utilizzi la propria età, fisicità o status sociale per spaventare o manipolare la vittima). La violenza sessuale rappresenta un delitto contro la libertà individuale (e, in particolare, contro la libertà sessuale) ed è punito dal nostro ordinamento. In questo articolo cercheremo di rispondere alla tua domanda e, dopo aver chiarito i casi nei quali la legge ritiene che si configuri il reato di violenza sessuale, spiegheremo come denunciarla.

Cosa si intende per violenza sessuale?

Il reato di violenza sessuale è disciplinato dal nostro ordinamento [1] e punisce chiunque:

  • costringe qualcuno a compiere (o subire) atti sessuali o induce un altro soggetto a compiere (o subire) atti sessuali;
  • attraverso violenza o minaccia o mediante abuso di autorità;
  • o abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto;
  • o traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona.

Si tratta di un reato perseguibile a querela, ma:

  • la querela è irrevocabile (per cui non può essere ritirata);
  • la querela può essere presentata entro sei mesi dal fatto (e non entro tre mesi come prevede la regola generale).

Tuttavia, si procede d’ufficio [2], se il fatto è:

  • commesso verso persona di età minore di dieci anni;
  • commesso dall’ascendente, dal genitore (anche adottivo) o dal di lui convivente, dal tutore o da altra persona cui il minore è affidato per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia o che abbia con esso una relazione di convivenza;
  • commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio nell’esercizio delle proprie funzioni;
  • connesso con altro delitto procedibile di ufficio.

Si badi bene che (benchè i nostri esempi parlino di donne) le vittime di violenza sessuale possono essere indistintamente uomini e donne. La violenza sessuale, inoltre, può essere realizzata per costrizione e per induzione. Nel primo caso, la violenza sessuale avviene:

  • attraverso l’esercizio di forza fisica con la quale la vittima cerca di contrastare la resistenza della vittima);
  • attraverso la minaccia (ovvero con l’espresso avvertimento che, in caso di opposizione alla violenza, verrà arrecato un danno alla vittima o ad altre persone o cose);
  • infine, per abuso di autorità (coartando la volontà della vittima utilizzando la propria posizione di superiorità o preminenza).

Nel secondo caso si induce la vittima a cedere alla violenza approfittando delle sue condizioni di inferiorità fisica o psichica o ingannandola circa la propria identità.

Quali sono le condotte di violenza sessuale?

Abbiamo chiarito che costituisce violenza sessuale qualsiasi tipo di condotta inerente (appunto) alla sfera sessuale e non voluta dalla vittima. Facile comprendere che si è in presenza di violenza sessuale se un uomo compie uno stupro nei confronti di una sconosciuta: ma cosa accade se un ragazzo si avvicina ad una sua coetanea e, improvvisamente, senza il suo consenso, la bacia sulla testa o sul collo? La Cassazione [3] ha chiarito che anche il bacio sulla testa può essere considerato esternazione di una violenza sessuale, se è inserito in un complessivo atteggiamento violativo della libertà sessuale. Poiché, infatti, la testa non è una parte erogena del corpo, i giudici di legittimità hanno escluso che possa configurarsi la violenza sessuale per il solo bacio, ma ha ricondotto la configurabilità del reato al complessivo atteggiamento. Diverso il caso del bacio sul collo, in quanto sia il collo che le orecchie sono considerate zone erogene del corpo e, quindi, idonee a configurare sempre violenza sessuale ogni volta in cui siano toccate in modo indesiderato [4]. Quelle citate sono solo due delle numerose condotte che possono integrare la violenza sessuale.

Ma come si denuncia una violenza sessuale?

Se sei vittima di una violenza sessuale puoi recarti (entro sei mesi dalla commissione del fatto) presso l’autorità giudiziaria (carabinieri o procura della repubblica) ed esporre i fatti (ovvero querelare il reo). Nei casi procedibili di ufficio (elencati sopra) puoi farlo in qualsiasi momento (senza termini e scadenza) ed anche se sei solo spettatore (e non vittima) della violenza. Oggi più che mai, è manifesta la volontà (anche del governo) di tutelare le donne vittime di violenza: ieri (28.11.2018), infatti, il Governo ha approvato un disegno di legge in forza del quale, in presenza di reati come la violenza sessuale (lo stalking, i maltrattamenti in famiglia, gli atti sessuali con minori, la corruzione di minori, le lesioni personali aggravate commesse in contesti familiari e di violenza), le donne dovrebbero essere maggiormente garantite. Secondo la nuova normativa (che sarà legge solo dopo l’approvazione da parte del Parlamento) [5], la polizia giudiziaria non dovrà più  valutare autonomamente se un episodio di violenza sia o meno grave, ma dovrà dare priorità alle indagini relative a tutti gli episodi di violenza. Il pubblico ministero dovrà sentire la persona offesa entro tre giorni da quando riceve la comunicazione di notizie di reato e le indagini successive dovranno essere rapidissime! Pertanto, presenta la querela e chiedi aiuto allo stato; ricorda solo (perché è giusto che tu lo sappia) che la querela sarà irrevocabile (per cui non potrai cambiare idea e decidere di ritirarla) e più dettagli e prove darai agli inquirenti, più facile sarà il lavoro investigativo.

note

[1] Art. 609 bis cod. pen.       

[2] Art. 609 septies cod. pen.

[3] Cass. Sent.n. 41469 del 4.10.2016.

[4] Cass. Sent. n. 30479 del 2016.

[5] Disegno di legge (definito codice rosso) approvato il 28.11.2018 dal Governo e da sottoporre all’approvazione del Parlamento.


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