Taglio pensioni d’oro 2019

21 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 Dicembre 2018



Contributo di solidarietà sino al 18%, riduzione della rivalutazione della pensione: come funzionerà il nuovo taglio delle pensioni alte.

Chi percepisce un trattamento di pensione alto, superiore a determinate soglie limite, rischia un abbattimento dell’assegno pari anche al 40%. In particolare, potrebbe essere interessato dal nuovo taglio delle pensioni d’oro, o meglio delle pensioni alte, chi percepisce un trattamento che supera i 5000 euro netti al mese: è quanto previsto dalla recente normativa sul taglio degli assegni d’oro, che prevede la riduzione dei trattamenti attraverso l’applicazione di  un contributo di solidarietà, modulato su tre fasce di reddito. La norma dovrà essere approvata a breve, ed entrerà a far parte del cosiddetto pacchetto previdenza, un’ampia gamma di interventi in materia di pensioni attuata grazie alla legge di Bilancio 2019.

Oltre al contributo di solidarietà, chi possiede una pensione alta subirà anche una riduzione delle rivalutazioni: entrerà in vigore, infatti, un differente sistema di perequazione delle pensioni. In pratica, per gli assegni d’importo più elevato l’adeguamento al costo della vita risulterà più basso, con un taglio della rivalutazione sino alla metà.

Riguardo al taglio degli assegni alti, risulta invece accantonata la precedente proposta, che prevedeva il taglio delle pensioni alte con l’applicazione di appositi coefficienti di penalizzazione, ma soltanto per chi beneficia di pensioni di anzianità, anticipate o anticipi pensionistici (in pratica, per chi si è pensionato prima del compimento dell’età per il trattamento di vecchiaia). In questi casi, il taglio delle pensioni alte avrebbe potuto superare, a seconda delle ipotesi, il 23% del trattamento, ma gli introiti derivanti dall’intervento normativo sarebbero stati ridotti, in quanto la misura non avrebbe inciso su tutti i pensionati d’oro.

Ad ogni modo, la penalizzazione, derivante dal contributo di solidarietà e dalla riduzione delle rivalutazioni, servirà ad aumentare le pensioni minime, quindi a finanziare la pensione minima di cittadinanza. Inoltre, col pacchetto previdenza si vogliono anche i privilegi pensionistici dei sindacalisti.

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sul nuovo taglio pensioni d’oro 2019: chi pagherà il contributo di solidarietà, come funzionerà la riduzione dell’adeguamento al costo della vita per le pensioni nove volte superiori al minimo.

Chi subirà il taglio della pensione?

Secondo la proposta di legge, subirà il taglio della pensione attraverso il contributo di solidarietà chi possiede un trattamento pensionistico elevato, superiore, nel dettaglio, a 100mila euro lordi annui, ossia a circa 5000 euro netti mensili.

In sostanza, perché la pensione subisca la riduzione derivante dal contributo di solidarietà, l’assegno deve superare i 5000 euro netti al mese.

Come sarà tagliata la pensione?

Le pensioni più elevate, d’importo superiore a 100mila euro annui (circa 5mila euro netti al mese), subiranno un taglio fisso in misura percentuale per 5 anni, con l’applicazione di un contributo di solidarietà.

Nello specifico, il taglio delle pensioni d’oro dovrebbe funzionare in questo modo:

  • pensione tra 100 e 130mila euro: taglio dell’assegno pari al 15% per la parte eccedente i 100mila euro;
  • pensione tra 130 e 200mila euro: taglio dell’assegno pari al 15% per la parte eccedente i 100mila euro, taglio dell’assegno pari al 25% per la parte eccedente i 130mila euro;
  • pensione tra 200 e 350mila euro: taglio dell’assegno pari al 15% per la parte eccedente i 100mila euro, taglio dell’assegno pari al 25% per la parte eccedente i 130mila euro, taglio dell’assegno pari al 30% per la parte eccedente i 200mila euro;
  • pensione tra 350 e 500mila euro: taglio dell’assegno pari al 15% per la parte eccedente i 100mila euro, taglio dell’assegno pari al 25% per la parte eccedente i 130mila euro, taglio dell’assegno pari al 30% per la parte eccedente i 200mila euro, taglio dell’assegno pari al 35% per la parte eccedente i 350mila euro;
  • pensione oltre i 500mila euro: taglio dell’assegno pari al 15% per la parte eccedente i 100mila euro, taglio dell’assegno pari al 25% per la parte eccedente i 130mila euro, taglio dell’assegno pari al 30% per la parte eccedente i 200mila euro, taglio dell’assegno pari al 35% per la parte eccedente i 350mila euro, taglio del 40% dell’assegno per la parte eccedente i 500mila euro.

Le pensioni calcolate col sistema integralmente contributivo non saranno tagliate.

Come si rivaluta la pensione dal 2019?

Le pensioni che superano di 3 volte il trattamento minimo subiscono una riduzione della rivalutazione, che dal 2019 cambia, rispetto agli adeguamenti applicati in precedenza. Nel dettaglio:

  • per le pensioni fino a 3 volte il minimo, l’adeguamento è pari al 100%;
  • per le pensioni oltre 3 e fino a 4 volte il minimo è del 97%;
  • per le pensioni oltre 4 e fino a 5 volte il minimo è del 77%;
  • per le pensioni oltre 5 e fino a 6 volte il minimo è del 52%;
  • per le pensioni oltre 6 e fino a 8 volte il minimo è del 47%;
  • per le pensioni oltre 8 e fino a 9 volte il minimo è del 45%;
  • per le pensioni oltre 9 volte il minimo è del 40%.

In pratica, con questo sistema, chi possiede una pensione pari a 1.600 euro dal 2019 beneficia dell’applicazione di una rivalutazione pari al 100% dell’inflazione sui primi 1530 euro (3 volte il minimo nel 2019), mentre per l’importo che supera 3 volte il trattamento minimo ottiene una rivalutazione pari al 97% dell’inflazione.

Per saperne di più: Come cambiano gli importi delle pensioni dal 2019.

Aumento pensioni 2019

Nel dettaglio, le pensioni riconosciute dall’Inps, nel 2019, aumenteranno in questo modo, salvo interventi del Governo:

  • pensioni fino a 3 volte il minimo: si applicherà un tasso di rivalutazione pari all’1,1%;
  • pensioni di importo da 3 a 4 volte il minimo: si applicherà un tasso di rivalutazione pari all’1,067%;
  • pensioni di importo da 4 a 5 volte il minimo: si applicherà un tasso di rivalutazione pari allo 0,847%;
  • pensioni di importo da 5 a 6 volte il minimo: si applicherà un tasso di rivalutazione pari allo 0,572%;
  • pensioni di importo da 6 a 8 volte il minimo: si applicherà un tasso di rivalutazione pari allo 0,517%;
  • pensioni di importo da 8 a 9 volte il minimo: si applicherà un tasso di rivalutazione pari allo 0,495%;
  • pensioni di importo oltre 9 volte il minimo: si applicherà un tasso di rivalutazione pari allo 0,44%.

Che cos’è la rivalutazione della pensione?

Ricordiamo che la rivalutazione, o perequazione della pensione, consiste nell’adeguamento dell’importo del trattamento all’inflazione. Con l’attuale normativa, l’adeguamento della pensione in misura pari al 100% dell’inflazione è  applicato soltanto ai trattamenti d’importo sino a 3 volte il minimo, ossia sino a 1.530 euro mensili (dal 2019).

Quali pensioni non saranno tagliate?

Nessun taglio è previsto per le pensioni di reversibilità e invalidità, né per le vittime del terrorismo o del dovere. Inoltre, la norma non riguarderà gli iscritti alle casse privatizzate dei liberi professionisti. Come abbiamo osservato, non ci saranno tagli nemmeno per le pensioni calcolate col sistema contributivo.

Stop ai privilegi pensionistici dei sindacalisti

Il disegno di legge sulle pensioni alte abolisce anche i privilegi pensionistici dei sindacalisti, grazie a una norma d’interpretazione autentica che modifica il decreto sui contributi figurativi [2]. La disposizione, in particolare, prevede che i contributi aggiuntivi versati dai sindacati, destinati ad integrare la contribuzione dei dirigenti sindacali o dei componenti degli organismi direttivi, non sia più utile ai fini della determinazione della quota A di pensione, riferita alle anzianità maturate sino al 31 dicembre 1992. L’incremento sarà invece utile ai fini della determinazione della quota B di pensione, limitando dunque notevolmente il beneficio pensionistico, a differenza di quanto accade attualmente.

Per saperne di più: Pensioni sindacalisti, come mai sono più alte?


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