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Che fare se un bambino neonato ha le coliche

7 dicembre 2018


Che fare se un bambino neonato ha le coliche

> Donna e famiglia Pubblicato il 7 dicembre 2018



Tra i disturbi più fastidiosi per un neonato vi sono le coliche gassose, che sfociano in grosse crisi di pianto. Vediamone le cause ed i possibili rimedi.

Un bimbo di pochi mesi ha bisogno sempre di tante cure e amore. I genitori lo guardano amorevolmente senza mai stancarsi e tremano al solo pensiero che il proprio bambino possa soffrire in qualche modo. La maggior preoccupazione che i genitori hanno per un bambino nei primi mesi di vita sono le coliche, un disturbo allo stomaco che interessa circa il 10% dei lattanti. Solitamente le coliche si manifestano intorno alle prime quattro o cinque settimane di vita del neonato, e tendono a cessare spontaneamente dopo i 3 mesi. In presenza di coliche è importante sottoporre il bambino anche a visita pediatrica, per scongiurare qualsiasi tipo di complicazione. In questa guida cercheremo di capire che fare se un bambino neonato ha le coliche, andando a vedere nello specifico, sintomi, cause e rimedi.

Da cosa si capisce che un neonato ha le coliche?

Molti genitori tendono a pensare che il proprio bambino abbia le coliche quando lo vedono piangere senza sosta. Che il pianto sia il modo più evidente con cui un neonato mostri la sua sofferenza è noto a tutti, ma in un bambino con poche settimane di vita non rappresenta il primo sintomo a cui badare. Le maggiori ricerche pediatriche concordano nel fatto che un neonato abbia fisiologicamente bisogno di piangere almeno per 2 ore al giorno, in relazione allo sviluppo che sta facendo.

Da cosa si può capire quindi se un neonato ha le coliche? A questa domanda ci viene in soccorso la famosa “regola del 3” coniata dal dottor Morris Wessel, pediatra americano degli anni Cinquanta. Secondo la regola del 3 di Wessel un neonato soffre di coliche quando piange per più di 3 ore al giorno, per oltre 3 gironi alla settimana e per almeno 3 settimane consecutive.

A questa regola, poi, si possono aggiungere ulteriori segnali visivi: il bambino piange e diventa irrequieto di punto in bianco, stringe i pugnetti flettendo le gambe sul pancino, e può diventare pallido o addirittura cianotico. Ogni qual volta emette un flato smette per un po’ di piangere, ma si tratta di un sollievo momentaneo.

Nemmeno il latte della mamma può farlo stare meglio. Alcune statistiche hanno poi evidenziato che i bambini allattati con il biberon presentano i sintomi delle coliche prevalentemente nelle ore serali, mentre in quelli che prendono il latte dal seno della madre può capitare in qualsiasi fascia oraria.

Da cosa sono causate le coliche nel neonato?

Nonostante si tratti di un disturbo tutto sommato ordinario nella maggior parte dei bambini, ancora oggi gli studiosi si dividono sulle possibili cause dietro le coliche. Ad oggi non è esiste una risposta quindi ufficiale alla domanda che ci poniamo, ma in compenso sono state fatte numerose teorie.

Una delle prime scuole di pensiero sulle coliche ritiene che dietro questo disturbo del neonato vi siano ragioni psico – relazionali. In pratica, secondo questi studiosi, il problema nasce da un rapporto tra il bambino e una mamma particolarmente apprensiva. Le statistiche in effetti hanno dimostrato che le coliche si presentano prevalentemente nei primogeniti, in mamme single e in quelle che hanno avuto una gravidanza difficile. In pratica tutte quelle mamme che guardano al proprio figlio con tantissima apprensione e vanno nel panico quando lo sentono piangere sono, secondo tale teoria, la vera causa di queste coliche.

Secondo altri pediatri le coliche sono in realtà il frutto dell’eccessiva aria che si accumula nell’intestino del bambino. Tale teoria trova supporta sia nel fatto che il neonato prova sollievo sempre nei momenti di flatulenza e sia nell’aspetto dell’addome dei bambini con coliche, sempre espanso e meteorico. Questa ipotesi, per quanto molto accreditata, non è ad oggi confermata perché non vi sono dimostrazioni empiriche del fatto che i neonati con coliche gassose abbiano più aria nell’intestino rispetto a quelli che non soffrono di tale disturbo.

La terza teoria, più complessa delle precedenti, chiama in causa un’eccessiva dinamica della peristalsi. In parole semplici, i neonati che soffrono di coliche hanno una produzione maggiore dell’ormone chiamato motilina, che genera contrazioni intestinali più intense. Tale produzione aumenta nei bambini che hanno un’alimentazione non corretta e che sono esposti passivamente al fumo della sigaretta. Questa ipotesi raccoglie consensi perché nella maggior parte dei lattanti con coliche la prescrizione di farmaci antispastici ottiene effetti positivi.

Cosa fare se un neonato ha le coliche?

Ancor prima di andare a suggerirvi qualche rimedio per le coliche in un neonato, quando si sospetta che il bambino abbia questo disturbo bisogna anzitutto rivolgersi al proprio pediatra di fiducia. Grazie ad una visita accurata, infatti, un pediatra può escludere qualsiasi tipo di complicazione, ma è sopratutto in grado di fornire forti rassicurazioni ai genitori, dall’altro dell’autorevolezza della propria professione.

Un bravo pediatra ricorda infatti ai genitori che le coliche gassose in un neonato sono assolutamente normali e spariscono dopo i primi 3 mesi di vita; al tempo stesso, il medico può anche rimbrottare la madre, facendole capire che le sofferenze del suo bambino non solo frutto della sua presunta scarsa attenzione.

Alcuni medici, scherzosamente ma non troppo, dicono che quando un bambino ha le coliche bisogna curare la mamma. Questa battuta nasce dal fatto che la madre, essendo biologicamente la persona più a contatto con il bambino, è quella che soffre maggiormente quando il figlio piange e si dispera. Del resto, questa povera donna le prova tutte per far star meglio il proprio bambino ma le coliche gassose, per propria natura, devono fare il loro corso.

Di conseguenza la mamma viene assalita da un senso di frustrazione che spesso sfocia nella disperazione e nel rimettere in discussione la propria autostima come genitore. Il neonato, dal suo canto, anche a poche settimane di vita riesce a captare la tensione che arriva dal genitore e le sua grida di pianto si fanno ancor più disperate.

Di conseguenza, quindi, un bravo pediatra tiene a colloquio la madre e le fa capire che l’ansia può solo peggiorare i sintomi delle coliche.

Può il latte essere una delle cause delle coliche gassose?

Tra le possibili cause delle coliche gassose secondo alcuni ci sarebbe da aggiungere anche il latte. Trattandosi di un argomento particolare, abbiamo pensato di dedicargli un paragrafo a parte. Iniziamo con il dire che secondo alcuni il latte può essere un problema in tutti quei casi in cui ci troviamo di fronte un bambino con qualche allergia alimentare. Indubbiamente la presenza di allergie può generare questo tipo di problema, ma è sbagliata la convinzione secondo la quale tutti i bambini con coliche gassose sono allergici.

Tra le cause delle coliche può essere presa in considerazione un’allergia alimentare solo in due casistiche: quando uno dei parenti di primo grado del bambino ha effettivamente questo tipo di problema, o quando sulla cute del neonato compare un eczema.

Accertata questa casistica, la mamma può agire nel modo seguente: nel caso il bambino sia regolarmente allattato dal seno, dalla dieta della madre dovranno sparire gli alimenti come uova, pesce, frutta secca, latte e derivati. In questo caso bisogna fare molta attenzione, perché una dieta del genere alla lunga può provocare carenze nutritive nel latte materno.

Di conseguenza, le mamme che seguono questa dieta dovranno farlo solo sotto consiglio del pediatra, senza andare oltre le settimane necessarie a far passare le coliche al bambino. Al tempo stesso bisogna dire che il gioco vale la candela: seguendo questo regime alimentare è dimostrato che le crisi di pianto del bambino hanno un’intensità minore, con evidentemente poca sofferenza.

Nei casi in cui il bambino sia allattato dal biberon, si possono alleviare le coliche ricorrendo al latte più digeribile, povero di lattosio ma con molti prebiotici come fruttoligosacaridi e galattoligosaccaridi. Questo tipo di latte favorisce la produzione di una flora intestinale simile a quella creata con quello materno e rende più morbide le feci, favorendo l’evacuazione. L’unico vero neo di questo latte è che particolarmente caro (si può acquistare solo in farmacia) e non molto buono. Di conseguenza, il consiglio è di provarlo almeno un paio di settimane: se i benefici sulle coliche sono evidenti si può continuare “la cura”, altrimenti è inutile insistere.

Quali sono i rimedi casalinghi contro le coliche?

Premesso che è fondamentale ricorrere al pediatra quando un bambino soffre di coliche, di seguito vi suggeriamo qualche rimedio per far star meglio il neonato che soffre di questa patologia:

  • creare un ambiente confortevole: abbracciare il bambino è un modo per fargli sentire il contatto fisico e ricreare l’ambiente sereno dell’utero. È dimostrato infatti che i bambini, percependo una serenità che gli ricorda il grembo materno, tendono a tranquillizzarsi e a soffrire meno. Si può ricreare il calore dell’utero anche all’interno della culla, arrotolando degli asciugamani e delle lenzuola tutte attorno al bambino.
  • fare dei massaggi: Sono tanti i bambini che provano sollievo se vengono cullati in posizione prona e nel mentre ricevono dei piccoli massaggi alla pancia. Alcuni genitori ottengono lo stesso effetto dando nella stessa posizione dei piccoli colpetti sulla schiena.
  • fare un giro in auto: Le passeggiate in auto sembrano avere degli effetti miracolosi sui bambini. Perfino quelli con le coliche si tranquillizzano quando salgono in auto e il papà li porta a spasso per la città.
  • ridurre gli stimoli audiovisivi: se i bambini si trovano in ambienti troppo illuminati o rumorosi tendono a innervosirsi. Tale nevrosi può raggiungere livelli preoccupanti se nel frattempo c’è anche un attacco di coliche in atto. L’ideale è quindi adagiare il bambino in una stanza poco illuminata e molto silenziosa.
  • somministrare tisane: in alcune casi le tisane a base di menta, finocchio, liquirizia o verbena si rivelano un vero toccasana per i bambini con le coliche. Tuttavia, prima di acquistarle e somministrale al neonato è utile sentire il parere del pediatra, per valutarne dosaggi e utilità.

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