Diritto e Fisco | Articoli

Cosa succede se non pago un prestito?

27 novembre 2018


Cosa succede se non pago un prestito?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 novembre 2018



Finanziamenti, mutui chirografari o ipotecari, aperture di credito e anticipi su fatture: come difendersi in caso di inadempimento.

Nell’attività di impresa, per i bisogni della famiglia, per l’acquisto di autovetture o immobili, potrebbe capitarti di chiedere un prestito. Le modalità di erogazione ed i vincoli che avrai sono differenti a seconda dell’uso che farai delle somme che ti verranno accreditare. Normalmente ogni prestito si dovrebbe concludere con il pagamento del debitore di tutte le somme previste nel contratto, ma non sempre  è così. Da quando non pagherai più le rate del finanziamento, o da quando semplicemente non rispetterai le scadenze, sarai investito da lettere dell’Istituto che ti ha concesso il prestito e da atti giudiziari. Rischierai la segnalazione in apposite liste che ti renderà più complesso, in futuro, l’accesso al credito. Però, a tutto vi è rimedio e potresti evitare le conseguenze più dannose del tuo inadempimento. Nelle more di un inadempimento forse ti porrai la domanda: cosa succede se non pago un prestito? Se hai questo dubbio, eccoti un breve riassunto sulle conseguenze del mancato pagamento e su come difenderti dall’assalto dei creditori.

Quali sono le forme di finanziamento?

È importante conoscere le varie tipologie di prestito, poiché a seconda del contratto che stipulerai cambierà la disciplina legale a cui sarai sottoposto in materia di interessi, inadempimento e azioni esecutive.

La forma più diffusa di prestito è il mutuo, ossia un contratto con cui il creditore ti consegna una somma di denaro e tu dovrai restituirla, maggiorata degli interessi [1].

Esistono più tipi di mutui: quando non concedi una garanzia reale (ossia una ipoteca o un pegno) stipulerai un mutuo chirografario. Viceversa, quando ti verrà chiesto il rilascio di una ipoteca converrai un mutuo ipotecario. Se le somme di denaro ti servono per l’acquisto e/o la ristrutturazione della casa, riceverai un mutuo fondiario, con cui la banca beneficia sempre di una ipoteca di primo grado sulla casa fino al pagamento di tutto il debito [2]. Tu potrai usare le somme prestate esclusivamente per l’acquisto di quell’immobile o per la sua ristrutturazione.

Solitamente la durata dei vari tipi di mutuo è tra i venti ed i quarant’anni e l’importo è particolarmente elevato.

Quando il prestito è di durata non superiore a dieci anni, ti viene chiesta come garanzia l’essere percettore di un reddito da lavoro dipendente e l’assistenza di un garante: in tale situazione si parlerà di finanziamento.

Esistono anche altre forme di prestito affiancate al tuo contratto di conto corrente. La principale è l’apertura di credito, ossia il contratto con cui la banca si impegna a tenere a tua disposizione una somma di denaro che potrai utilizzare come e quando vorrai, nel rispetto dei limiti quantitativi e temporali individuati nel contratto [3].

Vi è poi anche il contratto di anticipi su fatture: per ogni fattura che hai emesso, e per le quali dovrai ricevere il pagamento, la banca ti consegnerà una somma di denaro corrispondente ad una data percentuale del credito indicato nella singola fattura. Sicché, quando la fattura sarà pagata dal terzo la banca incasserà un importo maggiore di quella che ti ha consegnato: tale differenza rappresenta il guadagno della banca. Questo contratto è affiancato al cosiddetto conto anticipi che ha la funzione di regolare le poste attive e passive inerenti le operazioni di anticipo su fatture.

Cosa farà la banca se non pago le rate del mutuo?

Nel momento in cui smetterai di pagare le rate del mutuo, la banca potrà inviarti una diffida con cui ti dichiarerà decaduto dal beneficio del termine [4]: ciò vuol dire che dovrai pagare il tuo debito residuo in un’unica soluzione, senza la possibilità di rateizzazione e decurtato dagli interessi.

Se non pagherai, la banca agirà in modo differente a seconda della tipologia di mutuo. Nel caso, infatti, tu abbia contratto un mutuo fondiario la banca potrà agire in esecuzione e pignorare l’immobile su cui hai concesso ipoteca.

Diversamente, nell’ipotesi in cui tu abbia contratto un mutuo chirografario, ovvero un finanziamento, la banca dovrà munirsi di titolo esecutivo. La prassi più seguita è quella di chiedere al tribunale l’emissione di un decreto ingiuntivo, magari provvisoriamente esecutivo.

Se il tribunale concede la provvisoria esecuzione, oltre al decreto ingiuntivo, riceverai successivamente un precetto con cui ti sarà intimato il pagamento del debito e, successivamente, il pignoramento dei tuoi beni.

Cosa farà la banca se non pago il prestito erogatomi sul conto corrente?

Se hai beneficiato di una apertura di credito o di un anticipo su fatture, il contratto potrà essere a tempo indeterminato o determinato. Quindi sia che la banca non ti ritenga più affidabile sia che sia scaduto il termine, arriverà il momento in cui riceverai la lettera con cui sarai invitato a restituire le somme che hai utilizzato e che non hai ancora versato.

A quel punto, la banca prima di agire con in esecuzione dovrà formarsi un valido titolo. Farà ciò, probabilmente, tramite decreto ingiuntivo.

Come difendersi da un decreto ingiuntivo emesso per omesso pagamento del prestito?

Se hai ricevuto il decreto ingiuntivo, per prima cosa dovrai verificare se il credito richiesto è corretto oppure no.

Nel primo caso ti conviene cercare di trovare un accordo bonario. Nel secondo caso potrai formulare opposizione a decreto ingiuntivo per cercare di ridurre la pretesa creditoria. Il giudizio, per il creditore, si presenta comunque molto complicato poiché dovrà necessariamente produrre tutti i documenti contabili e contrattuali del rapporto a pena di revoca del decreto ingiuntivo stesso. È infatti il creditore a dover provare la propria pretesa.

Tu potrai difenderti anche consultando un esperto contabile che vagli la regolarità del rapporto sotto più profili: usura, commissioni di massimo scoperto, gestione dei giorni valuta, legittimità delle modifiche unilaterali del contratto, anatocismo etc.

La violazione delle disposizioni su tali materia implica la riduzione – in alcuni casi anche notevole – del credito della banca o l’accertamento di un tuo credito se hai effettuato versamenti e le violazioni integrate dalla banca sono particolarmente gravi.

Cosa fare quando si riceve un precetto o un pignoramento?

Se hai ricevuto un precetto in forza di un titolo esecutivo giudiziale (sentenza o decreto ingiuntivo esecutivo o provvisoriamente esecutivo) non potrai entrare nel merito della tenutezza del pagamento, ma potrai solo sollevare questioni formali. Ciò vale anche per la notificazione del pignoramento.

Quindi sarà indispensabile una verifica del rispetto delle disposizioni dettate dal codice di procedura civile.

Viceversa, se il precetto o il pignoramento si fondano su un mutuo fondiario, potrai entrare nel merito del credito della banca e verificare se effettivamente quanto intimato dal creditore sia corretto. Quindi potrai contestare tutte quelle voci di credito che secondo te non sono dovute in forza di vizi riguardanti interessi e spese non dovute.

Quali sono i beni più pignorati?

Se il tuo debito riguarda un mutuo fondiario, oggetto del pignoramento dovrà necessariamente essere l’immobile per il quale hai concesso ipoteca.

Diversamente, i beni pignorati mutano al variare dell’entità del tuo debito. Infatti le procedure esecutive hanno dei costi che inizialmente dovrà anticipare il creditore. Le procedure più costose sono quelle immobiliari. Quindi in alcuni casi la procedura esecutiva potrebbe essere antieconomica.

Se sei percettore di uno stipendio, o hai delle somme di denaro in banca, il tuo creditore procederà con un pignoramento presso terzi. Nel primo caso (stipendio) chiederà che una percentuale della retribuzione mensile gli sia versata direttamente. Nel secondo caso (liquidità in banca) il creditore chiederà che quelle somme gli vengano assegnate fino alla concorrenza del tuo debito.

Quali sono i beni che non possono essere mai pignorati?

La legge individua i beni mobili che non possono essere mai pignorati. Tra questi vi sono gli oggetti sacri e destinati al culto, l’anello nuziale, ciò che solitamente serve per le prime necessità ed il sostentamento per un mese (sono però pignorabili le banconote). Altresì non sono mai pignorabili le armi di servizio, i manoscritti e gli animali.

La banca può vendere direttamente l’immobile di mia proprietà?

La regola generale è che la banca deve avere titolo esecutivo e agire in esecuzione forzata prima che la tua casa possa essere venduta per il mancato pagamento di un prestito.

Se il prestito, però, lo hai contratto nell’attività di impresa, devi fare particolare attenzione alla tipologia di finanziamento che hai firmato.

In una riforma [5], il legislatore ha previsto un particolare contratto di finanziamento concluso tra un imprenditore e una banca o altro soggetto autorizzato a concedere finanziamenti.

Tale contratto può essere garantito dal trasferimento, in favore del creditore, della proprietà di un immobile o di un altro diritto immobiliare dell’imprenditore o di un terzo. Tale trasferimento è sospeso da una condizione fin quando non si verificherà l’inadempimento del debitore.

La legge disciplina, in modo anche farraginoso, quando si verifica l’inadempimento rilevante ai fini della questione: qui ti basti sapere che si dovrà tener conto della durata dell’inadempimento e del numero di rate non pagate.

In caso di inadempimento, il creditore ha diritto al trasferimento purché corrisponda al proprietario l’eventuale differenza tra il valore del diritto trasferito e l’ammontare del debito inadempiuto (spese comprese).

In caso di inadempimento, ci sono ulteriori conseguenze oltre al pignoramento dei beni?

Se sei un imprenditore, o se programmi per il futuro di chiedere un nuovo finanziamento, dovrai fare particolare attenzione alle conseguenze dell’inadempimento diverse dal pignoramento.

Infatti, in caso di perdurante rifiuto a pagare quanto dovuto, riceverai una nota della banca con la quale ti verrà comunicato che sarai registrato presso uno o più sistemi di informazione creditizia. Infatti, oltre alla centrale rischi istituzionale presso la Banca d’Italia, vi sono altri registri di cui le banche si avvalgono per determinare se sei o no un buon pagatore.

Tale segnalazione rimarrà apposta anche in caso di successivo pagamento, il quale sarà annotato. La segnalazione rimarrà registrata anche nel caso in cui la banca, con il pignoramento, riesca a  soddisfare integralmente il debito.

Di ANTONIO CARLEI

note

[1] Art. 1813 cod. civ.

[2] Art. 38 T.U.B.

[3] Art. 1842 cod. civ.

[4] Art. 1186 cod. civ.

[5] D. L. n. 59 del 03.05.2016.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI