Assegno sociale 2019: quanto aumenta con la pensione di cittadinanza?

24 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 Gennaio 2019



Dal 2019 l’assegno e la pensione sociale potranno essere integrati dalla pensione minima di cittadinanza: sino a 780 euro al mese per i beneficiari.

In arrivo un assegno sociale più ricco, dal 2019: il sostegno mensile, difatti, per effetto della perequazione, cioè della rivalutazione delle pensioni, pari all’1,1% (come recentemente confermato dal Mef) non sarà più pari a 453 euro, ma a 457,99 euro. Inoltre, l’assegno potrebbe essere integrato ulteriormente alla pensione minima di cittadinanza, arrivando sino a 780 euro mensili.

L’integrazione al reddito sino a 780 euro al mese potrà essere riconosciuta anche a chi ha diritto all’assegno sociale per gli invalidi, dal 2019 pari a 372,98 euro mensili, ed all’assegno sociale con maggiorazioni, che arriva a circa 650 euro al mese.

Attenzione, però: così come l’assegno sociale e le maggiorazioni subiscono delle riduzioni se si possiedono redditi, lo stesso varrà per la pensione di cittadinanza. L’integrazione della pensione di cittadinanza, difatti, può essere piena soltanto per chi non possiede immobili e non ha redditi. La pensione di cittadinanza è comunque compatibile con la proprietà della prima casa, e di un secondo immobile di valore sino a 30mila euro: in questi casi, però, chi non paga l’affitto si vede ridurre il sussidio di cittadinanza di un importo pari al cosiddetto canone d’affitto imputato, pari a circa 300 euro mensili.

Per aver diritto alla pensione di cittadinanza, inoltre, il nucleo familiare del pensionato non deve superare determinate soglie Isee, ancora da definire (in base a quanto reso noto sinora, l’Isee del nucleo non dovrà superare 9300 euro): le soglie Isee non sono invece previste per l’assegno sociale.

In attesa di conoscere nel dettaglio le disposizioni del pacchetto previdenza, atteso per fine dicembre, con le esatte modalità con cui verrà riconosciuta la pensione di cittadinanza, facciamo il punto sull’assegno sociale 2019: quanto aumenta con la pensione di cittadinanza, quanto aumenta grazie alla rivalutazione delle pensioni 2019, che cosa succede a chi possiede altre redditi e percepisce l’assegno sociale ridotto, come cambia l’assegno sociale per gli invalidi e con maggiorazioni.

Che cos’è l’assegno sociale?

L’assegno sociale, che dal 1996 ha sostituito la pensione sociale, è una prestazione di assistenza, riconosciuta dall’Inps, che spetta ai cittadini che hanno un reddito al di sotto di un certo limite e che non hanno diritto (eccetto alcune particolari situazioni) alla pensione di vecchiaia, anticipata, di anzianità o ad altri trattamenti previdenziali.

Per ottenere l’assegno sociale non è necessario aver versato un minimo di contributi all’Inps, in quanto non si tratta di un trattamento di previdenza, ma di assistenza.

Che cos’è la pensione di cittadinanza?

La pensione di cittadinanza, in base a quanto emerge dalla nota di aggiornamento al Def e dal disegno di legge di bilancio, consisterà in una prestazione economica mensile, esentasse, accreditata a favore degli over 67 che possiedono un reddito sotto la soglia di povertà (sotto i 780 euro mensili) e la cui situazione economica e patrimoniale non supera determinate soglie.

In parole semplici, la pensione di cittadinanza consisterà in una sorta d’integrazione al minimo della pensione, non più pari a 507,42 euro mensili (513,01 euro dal 2019), più eventuali maggiorazioni, ma pari a 780 euro mensili. Un’integrazione al minimo universale, però, che spetterà non soltanto per le prestazioni di previdenza (pensione di vecchiaia, pensione anticipata, pensione di reversibilità…), ma anche per le prestazioni di assistenza (pensione d’invalidità civile, assegno sociale…).

L’integrazione sarà riconosciuta con una carta acquisti.

Chi ha diritto all’assegno sociale?

Hanno diritto ad ottenere l’assegno sociale le persone che possiedono i seguenti requisiti:

  • almeno 66 anni e 7 mesi di età per il 2018; per il 2019, il requisito è stato elevato in base agli adeguamenti all’aspettativa di vita, come previsto dalla Legge Fornero [1], e l’età richiesta è pari a 67 anni;
  • cittadinanza italiana, o, in alternativa, cittadinanza di un Paese europeo, qualora il richiedente abbia effettuato iscrizione all’anagrafe del comune di residenza, oppure, ancora, cittadinanza di un Paese Terzo , qualora il richiedente possieda il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
  • residenza effettiva, stabile e continuativa per almeno 10 anni nel territorio italiano;
  • reddito non superiore a 5.889 euro annui, se il richiedente non è coniugato (valore 2018); dal 2019 il valore è pari a 5.953,87 euro;
  • reddito non superiore a 11 .778 euro annui, se il richiedente è coniugato (valore 2018); dal 2019 il valore è pari a 11.907,74 euro.

Non sono previsti limiti correlati all’indicatore Isee per il diritto all’assegno, mentre i limiti sono previsti per l’integrazione dell’assegno con la pensione di cittadinanza.

Quali redditi rilevano per il diritto all’assegno sociale?

Attualmente l’unico limite connesso alle condizioni economiche per l’erogazione dell’assegno sociale resta il reddito: tra i redditi utili a determinare la  soglia limite devono essere computati anche i redditi esenti, come le rendite dell’Inail e le pensioni erogate agli invalidi civili.

Non devono essere contate ai fini del limite di reddito, invece, le seguenti voci:

  • Tfr (il trattamento di fine rapporto, in parole povere la liquidazione) e le relative anticipazioni; sono escluse dal computo anche le altre indennità di fine rapporto, comunque denominate, come il Tfs (trattamento di fine servizio) o l’Ips (indennità premio di servizio);
  • reddito dell’abitazione principale;
  • arretrati da lavoro dipendente soggetti a tassazione separata, compresi gli arretrati per attività prestata all’estero;
  • indennità di accompagnamento per invalidi civili, ciechi civili (in generale, sono escluse le indennità di accompagnamento di ogni tipo), indennità di comunicazione per i sordi, assegni per l’assistenza personale e continuativa erogati dall’Inps ai pensionati per inabilità;
  • assegni conferiti dall’Inail per l’assistenza personale continuativa, nelle ipotesi di invalidità permanente assoluta;
  • vitalizi per gli ex combattenti della guerra 1915/1918.

Deve essere considerata solo parzialmente tra i redditi, inoltre, la pensione liquidata col calcolo contributivo, a carico di enti previdenziali, sia pubblici che privati, che gestiscono forme di previdenza obbligatorie.

In particolare, il trattamento integralmente contributivo è escluso dalla somma dei redditi nella misura corrispondente al suo terzo, e comunque non oltre 1/3 dell’ammontare dell’assegno sociale.

Quali redditi rilevano per il diritto alla pensione di cittadinanza?

Per il diritto alla pensione di cittadinanza sono stabiliti i seguenti requisiti di reddito e patrimoniali:

  • valore del reddito familiare inferiore a 6 mila euro, per il singolo componente, o a 7.560 euro, in caso di pensione di cittadinanza; l’importo è elevato sino a 9.360 euro per chi paga l’affitto ed è da adeguare col parametro della scala di equivalenza;
  • possesso di non più di due immobili nel nucleo familiare, ma il secondo immobile non deve avere un valore superiore a 30mila euro;
  • possesso di un patrimonio mobiliare familiare (conti, carte prepagate, titoli, libretti, partecipazioni…) non superiore a 6mila euro; la soglia è incrementata di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10 mila euro, incrementati di ulteriori mille euro per ogni figlio successivo al secondo; i  massimali sono ulteriormente incrementati di 5mila euro per ogni componente con disabilità, come definita a fini Isee, presente nel nucleo;
  • nessun componente del nucleo deve possedere autoveicoli immatricolati 6 mesi prima, o con cilindrata superiore a 1.600 cc e motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati nei 2 anni precedenti, navi o imbarcazioni da diporto; sono esclusi i veicoli per disabili.

A quanto ammonta l’assegno sociale?

L’assegno sociale per il 2018 è pari a 453 euro, ed è erogato, come la pensione, per 13 mensilità: pertanto, la sua misura annuale è pari a 5.889 euro. Per il 2019, è pari a 457,99 euro mensili, 5.953,87 euro annui.

L’assegno sociale può spettare in misura intera o ridotta, a seconda del reddito posseduto. In particolare:

  • ai beneficiari non coniugati privi di reddito, spetta in misura intera;
  • ai beneficiari coniugati privi di reddito, spetta in misura intera;
  • ai non coniugati con reddito sino a 5.953,87 euro annui, spetta in misura ridotta;
  • ai coniugati con reddito sino a 11.907,74 euro annui, spetta in misura ridotta.

A quanto ammonta l’assegno sociale 2019?

L’assegno sociale per il 2019, in base alla rivalutazione dell’1,1%, èpari a 457,99 euro; la sua misura annuale è pari a 5.953,87 euro. Gli importi sono stati recentemente confermati ufficialmente dall’Inps [5].

L’assegno sociale può spettare in misura intera o ridotta, a seconda del reddito posseduto. In particolare, per il 2019:

  • ai beneficiari non coniugati privi di reddito, spetta in misura intera;
  • ai beneficiari coniugati privi di reddito, spetta in misura intera;
  • ai non coniugati con reddito sino a 5.953,87 euro annui, spetta in misura ridotta;
  • ai coniugati con reddito sino a 11.907,74 euro annui, spetta in misura ridotta.

I valori sono stimati in base alla rivalutazione delle pensioni, ma devono ancora essere confermati dall’Inps.

Come si calcola la riduzione dell’assegno sociale?

La riduzione dell’assegno sociale opera in modo che questa prestazione, sommata al reddito del pensionato, non determini il superamento dell’importo massimo annuale (differente, come abbiamo visto, per i beneficiari coniugati e non coniugati).

In pratica, per determinare a quanto ammonta l’assegno mensile, si deve sottrarre il reddito annuo (proprio, o proprio e del coniuge, per gli sposati) dalla soglia limite, e dividere per 13. Facciamo alcuni esempi pratici:

  • Marco ha diritto all’assegno sociale, non è coniugato, e possiede redditi annui computabili per un totale di 3mila euro; per calcolare l’ammontare dell’assegno sociale mensile spettante nel 2018 dobbiamo effettuare queste operazioni: (5.953,87- 3mila)/13; Marco avrà dunque diritto a un assegno mensile pari a 227,22 euro;
  • Paolo ha diritto all’assegno sociale, è sposato; possiede redditi annui computabili per un totale di 3mila euro, mentre la moglie possiede redditi annui computabili per un totale di 5mila euro ; per calcolare l’ammontare dell’assegno sociale mensile spettante nel 2018 dobbiamo effettuare queste operazioni: (11.907,84 – 8mila)/13;  Paolo avrà dunque diritto a un assegno mensile pari a 300,59 euro.

Nel caso dei coniugati, se il risultato dell’espressione dovesse essere superiore all’ammontare dell’assegno sociale, si ha  comunque diritto al solo ammontare pieno dell’assegno (salvo quanto vedremo in merito alla maggiorazione sociale).

Assegno sociale ridotto e pensione di cittadinanza

Chi percepisce l’assegno sociale ridotto ha diritto all’integrazione della pensione di cittadinanza sino ad arrivare alla soglia di povertà, cioè a 780 euro mensili (soglia di riferimento per un single): in pratica, dall’ammontare della pensione di cittadinanza si deve togliere l’importo dell’assegno sociale ridotto e del reddito che ha determinato la riduzione.

Inoltre, la pensione di cittadinanza può essere decurtata in base ad ulteriori redditi posseduti, nonché sulla base del cosiddetto affitto imputato, pari a 280 euro circa, per chi è proprietario della prima casa.

Occorrerà anche rispettare la soglia Isee stabilita per il nucleo familiare, pari a 9.360 euro, ed i limiti relativi al patrimonio immobiliare (prima casa, eventuale secondo immobile di valore non superiore a 30mila euro) e mobiliare (nella generalità dei casi, come osservato, non oltre 10mila euro, per le famiglie con più figli, tra conti correnti, partecipazioni, titoli, depositi, carte prepagate…).

Se i requisiti minimi per il diritto alla pensione di cittadinanza non saranno rispettati, spetterà il solo assegno sociale ridotto, senza integrazioni.

Assegno sociale e pensione di cittadinanza

Lo stesso ragionamento vale per chi percepisce l’assegno sociale in misura piena: anche in questo caso si ha diritto all’integrazione della pensione di cittadinanza sino ad arrivare alla soglia di povertà, cioè a 780 euro mensili (soglia di riferimento per un single che paga l’affitto o il mutuo). Dall’ammontare della pensione di cittadinanza si deve togliere, però, l’importo dell’assegno sociale pieno.

Inoltre, la pensione di cittadinanza potrebbe essere comunque decurtata del cosiddetto affitto imputato, pari a 280 euro mensili, per chi è proprietario della prima casa.

Occorrerà anche rispettare le soglie Isee e di patrimonio immobiliare e mobiliare, come appena osservato.

Se i requisiti minimi per il diritto alla pensione di cittadinanza non saranno rispettati, spetterà in ogni caso l’assegno sociale pieno.

Assegno sociale per gli invalidi civili

Le persone con invalidità riconosciuta prima del compimento dei 67 anni di età (parametro di età valido dal 2019), che già percepiscono la pensione d’inabilità o l’assegno mensile, hanno diritto al compimento di 67 anni alla conversione dei trattamenti in assegno sociale.

L’assegno sociale sostitutivo, o derivante dall’invalidità civile, ha un importo pari a:

  • 372,98 euro mensili per gli invalidi civili parziali, con un limite di reddito personale pari a 4.906,72 euro annui; a determinate condizioni è possibile ottenere la maggiorazione base [2], pari a 85,01 euro mensili, e la maggiorazione ulteriore [3] dell’assegno sociale, pari a 12,92 euro mensili; inoltre, a partire dal 70° anno di età, è possibile ottenere l’incremento della maggiorazione, pari a 191,46 euro;
  • 372,98 euro mensili per gli invalidi civili totali, con un limite di reddito personale annuo pari a 16.814,34 euro;
  • a determinate condizioni è possibile ottenere la maggiorazione base [2] e la maggiorazione ulteriore [3] dell’assegno sociale; inoltre, a partire dal 70° anno di età, è possibile ottenere l’incremento della maggiorazione, pari a 191,46 euro.

I limiti di reddito dell’assegno sociale sostitutivo, però, sono diversi da quelli previsti per l’assegno sociale, in quanto devono applicarsi i limiti validi per i trattamenti di invalidità spettanti in precedenza; inoltre, devono essere considerati solamente i redditi personali, e non quelli del coniuge

Nel dettaglio, il limite di reddito per la pensione per gli invalidi civili totali è pari a 16.814,34 euro per il 2019, ed il limite per ricevere l’assegno spettante agli invalidi civili parziali è pari a 4.906,72 euro.

Assegno sociale sostitutivo e pensione di cittadinanza

Quanto osservato in merito all’integrazione dell’assegno sociale con la pensione di cittadinanza vale anche per chi percepisce l’assegno sociale per invalidi, o sostitutivo: anche in questo caso si ha diritto all’integrazione della pensione di cittadinanza sino ad arrivare alla soglia di povertà, cioè a 780 euro mensili (soglia di riferimento per un single). Dall’ammontare della pensione di cittadinanza si deve togliere, però, l’importo dell’assegno sociale sostitutivo.

Anche per chi percepisce l’assegno sociale sostitutivo, la pensione di cittadinanza potrebbe essere decurtata del cosiddetto affitto imputato, pari a 280 euro mensili, per chi è proprietario della prima casa.

Occorrerà, poi, rispettare le soglie Isee e patrimoniali che saranno stabilite.

Se i requisiti minimi per il diritto alla pensione di cittadinanza non saranno rispettati, spetterà in ogni caso l’assegno sociale sostitutivo.

Quando spetta la maggiorazione dell’assegno sociale?

L’importo dell’assegno sociale può essere aumentato, grazie a due diverse maggiorazioni:

  • maggiorazione pari a 12,92 euro mensili, spettante, dal 2001 [3], a tutti coloro che hanno un’età superiore ai 65 anni, ed un reddito inferiore a 6.056,96 euro, se non sposati, o inferiore a 12.653,42 euro, se coniugati (valori 2018);
  • maggiorazione pari a 191,46 euro, spettante, dal 2002 [4], per i pensionati con almeno 70 di età, per i pensionati con reddito sino a 8.370,18 euro, se non sposati, o sino a 14.259,18 euro, se coniugati (valori 2018); questa maggiorazione può competere anche ai minori di 70 anni che hanno versato un determinato ammontare di contributi: in particolare, la riduzione di età si calcola in ragione di 1 anno ogni 5 anni di contribuzione versata (ad esempio, se l’interessato possiede 10 anni di contributi, può accedere alla maggiorazione a 68 anni di età).

La maggiorazione e l’incremento possono essere concessi in misura ridotta fino a concorrenza dei limiti di reddito.

Sono esclusi dal computo i seguenti redditi:

  • trattamenti di famiglia;
  • indennità ed assegni di accompagnamento e di assistenza;
  • pensioni di guerra;
  • indennizzi risarcitori per i danni subiti da trasfusioni e vaccinazioni;
  • reddito dell’abitazione principale.

Assegno sociale con maggiorazioni e pensione di cittadinanza

Quanto osservato in merito all’integrazione dell’assegno sociale con la pensione di cittadinanza vale anche per chi percepisce l’assegno sociale con maggiorazioni, in misura piena o ridotta: anche in questo caso si ha diritto all’integrazione della pensione di cittadinanza sino ad arrivare alla soglia di povertà, cioè a 780 euro mensili (soglia di riferimento per un single). Dall’ammontare della pensione di cittadinanza si deve togliere, però, l’importo dell’assegno sociale con le maggiorazioni, spettanti in misura piena o ridotta.

Anche per chi percepisce l’assegno sociale con maggiorazioni la pensione di cittadinanza può essere decurtata del cosiddetto affitto imputato, pari a 280 euro mensili, per chi è proprietario della prima casa.

Occorrerà, poi, rispettare le soglie Isee e patrimoniali  stabilite.

Se i requisiti minimi per il diritto alla pensione di cittadinanza non saranno rispettati, spetterà in ogni caso l’assegno sociale con maggiorazioni, in misura piena o ridotta.

Chi percepisce prestazioni di assistenza avrà diritto al reddito di cittadinanza?

Per capire meglio la compatibilità dell’assegno sociale con la pensione di cittadinanza, vediamo che cosa dispone il decreto in materia, in via di approvazione. Il decreto prevede che ai fini del reddito di cittadinanza, il reddito familiare è determinato al netto dei trattamenti assistenziali eventualmente inclusi nell’Isee, ed include i trattamenti di assistenza in corso di godimento da parte dei componenti del nucleo familiare, fatta eccezione per le prestazioni non sottoposte alla prova dei mezzi, come l’assegno di accompagnamento. In base a quanto affermato, dunque, l’assegno sociale è incluso.

Nel valore dei trattamenti di assistenza non rilevano il pagamento di arretrati, le riduzioni nella compartecipazione al costo dei servizi e le esenzioni e agevolazioni per il pagamento di tributi, i rimborsi di spese sostenute, i buoni servizio o altri  titoli che svolgono la funzione di sostituzione di servizi. Non rileva il bonus bebè.

Come fare domanda di assegno sociale?

L’assegno sociale può essere richiesto utilizzando le seguenti modalità:

  • tramite il portale web dell’Inps, se il beneficiario è in possesso del Pin per l’accesso ai servizi telematici, accedendo all’area Servizi per il cittadino;
  • tramite contact center dell’Inps, chiamando il numero 803.164 o 06.164.164 da cellulare;
  • tramite patronato o intermediari dell’Istituto.

Alla domanda devono essere allegati:

  • l’autocertificazione dei dati personali;
  • la dichiarazione della situazione reddituale;
  • la dichiarazione di responsabilità, riguardo eventuali ricoveri presso strutture sanitarie, con retta a carico dello Stato (in questi casi, difatti, l’assegno sociale è ridotto dell’80%, se la retta è a totale carico dello Stato, oppure del 25%, se la retta versata dal beneficiario o dai familiari è di un importo inferiore alla metà dell’assegno sociale).

Come fare domanda di pensione di cittadinanza?

La pensione di cittadinanza potrà essere richiesti attraverso le Poste, oppure rivolgendosi a un Caf convenzionato.

Sarà anche possibile presentare la richiesta del reddito di cittadinanza assieme alla dichiarazione Isee.

Il reddito sarà riconosciuto con una carta acquisti, che consentirà l’acquisto di beni di prima necessità, il pagamento delle utenze e il prelevamento di contanti sino a 100 euro mensili (soglia da moltiplicare per la scala di equivalenza).

Quando è pagato l’assegno sociale?

L’assegno  decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.

Nel caso in cui la domanda sia rigettata, l’interessato può presentare ricorso amministrativo al Comitato provinciale dell’Inps,  entro 90 giorni dalla data di ricezione della comunicazione del diniego.

note

[1] D.L. 201/2011.

[2] Art. 67 L. 448/1998; Art.52 L.488/1999.

[3] Art. 70, Co.1, L. 388/2000.

[4] Art. 38, L. 448/2001.

[5] Inps circ. n. 122/2018.


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11 Commenti

  1. Buongiorno sonó Claudio 71 Ani e possible obtenere lassegno sociales no posso acreditar 10 Ani continuativa altri elenco si citadinanzza,italiana,contó corrente,códice fiscales
    Brasier mile

    1. Per prima cosa è necessario sapere che l’assegno sociale è una prestazione economica erogata a domanda dall’Inps. Essa può essere chiesta, sia dai cittadini italiani che dagli stranieri, che vivono in condizioni economiche di povertà e quindi con redditi inferiori alle soglie stabilite dalla legge.
      L’assegno sociale, dunque, spetta a prescindere dal versamento dei contributi all’Inps, in quanto può essere chiesta anche da chi non ha versato neanche una settimana contributiva nelle casse previdenziali. A chi spetta la pensione sociale? Quali soggetti possono chiedere la pensione sociale?
      La legge stabilisce che possono farne richiesta:
      -i cittadini italiani;
      -gli stranieri comunitari iscritti all’anagrafe del comune di residenza;
      -i cittadini extracomunitari/rifugiati/titolari di protezione sussidiaria con permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo. Questi soggetti devono però dimostrare di avere soggiornato legalmente in Italia ed in via continuativa da almeno 10 anni.

      Da notare che chiunque voglia chiedere la pensione sociale deve avere in ogni caso la residenza effettiva in Italia. Ciò fa sì che un eventuale trasferimento all’estero comporta conseguentemente la perdita della pensione sociale.
      Per il biennio 2019-2020, è necessario avere almeno 67 anni di età per poter richiedere all’Inps la pensione sociale ed è importante rispettare il requisito economico. Esso si differenza a seconda che si tratta di:
      -pensionato individuale (in questo caso si conteggia solo il reddito del singolo pensionato);
      -oppure, pensionato coniugato (in quest’ultimo caso si fa riferimento, oltre al reddito del richiedente, anche al reddito del coniugato).
      Nel primo caso, il limite di reddito è pari a 5.889,00 euro annui. Se invece si tratta di una persona coniugata, il limite di reddito sale a 11.788 euro annui.

  2. Ho l’assegno sociale pari a € 470,00 ed mio figlio la pensione di invalidita da €290, cosa dobbiamo fare per avere la pensione d cittadinanza e mio figlio avere l’aumento della sua pensione?

  3. Salve, sono Francesco, ho 76 anni e vorrei cortesemente sapere quale sia l’integrazione a me spettante per la pensione di cittadinanza avendo i seguenti requisiti:
    – pensione Enasarco pari a € 1.880,00 annui ;
    – assegno sociale Inps pari a € 3.001,07 annui ;
    – non ho casa di proprietà, sono in fitto ;
    – dispongo di un terraneo con rendita catastale 4.202.62
    Vi ringrazio per il riscontro.

    1. La nuova misura del reddito di cittadinanza è dedicata a due diverse categorie di beneficiari: il sussidio riguarda, infatti, oltre alle persone in età lavorativa, tutti gli over 67 sotto la soglia di povertà. Chi ha computo 67 anni, grazie alla pensione di cittadinanza, può dunque ottenere un reddito sino a un massimo di 780 euro al mese (se single: il sussidio è incrementato per ogni componente del nucleo familiare). A questo proposito, la nuova normativa specifica che, per i nuclei familiari composti esclusivamente da una o più persone di età pari o superiore a 67 anni, il reddito di cittadinanza assume la denominazione di pensione di cittadinanza, quale misura di contrasto alla povertà delle persone anziane. I requisiti per l’accesso e le regole di definizione del beneficio economico sono le medesime del reddito di cittadinanza, salvo dove diversamente specificato. Ad oggi, chi percepisce una pensione bassa ha diritto all’integrazione al trattamento minimo, pari a 513,01 euro mensili, se possiede determinati requisiti di reddito personale e familiare. Inoltre, può aver diritto alla maggiorazione sociale della pensione e all’incremento al milione, sino ad arrivare a una pensione minima di circa 650 euro mensili. Con l’entrata in vigore della pensione di cittadinanza, l’integrazione del reddito arriverà sino a 780 euro mensili, ma non interverrà direttamente sulla pensione, in quanto il sussidio sarà erogato con carta acquisti.L’importo mensile della pensione di cittadinanza, come avviene ora per il reddito d’inclusione Rei, sarà ridotto in corrispondenza al valore mensile di eventuali prestazioni di assistenza di cui fruiscono uno o più componenti del nucleo familiare. In particolare, le prestazioni saranno compatibili con la pensione di cittadinanza sino al limite di 780 euro mensili per ogni familiare del nucleo. Ciò vuol dire, ad esempio, che se si percepisce l’assegno sociale si ha diritto non alla pensione minima di 780 euro, ma a un’integrazione dell’assegno sociale, sino ad arrivare a 780 euro mensili, comprensivi dell’assegno stesso (che ammonta, nel 2019, a 457,99 euro). L’integrazione sarà più bassa se spettano anche le maggiorazioni sull’assegno sociale. Nel dettaglio, il decreto prevede che ai fini del reddito di cittadinanza, il reddito familiare è determinato al netto dei trattamenti assistenziali eventualmente inclusi nell’Isee non più in godimento, ed include i trattamenti assistenziali in corso di godimento da parte dei componenti del nucleo familiare, fatta eccezione per le prestazioni non sottoposte alla prova dei mezzi, come l’assegno di accompagnamento. Per ulteriori informazioni consigliamo la lettura dei nostri articoli:
      -Pensione di cittadinanza https://www.laleggepertutti.it/238138_pensione-di-cittadinanza#Come_funziona_l8217integrazione_alla_pensione_minima
      -Pensione minima come funziona https://www.laleggepertutti.it/231868_pensione-minima-come-funziona

  4. Salve, ringrazio per il riscontro, ma avrei bisogno di conoscere quale integrazione mi spetti sulla pensione di cittadinanza, avendo queste caratteristiche.
    Sono un single di 76 anni e vivo in casa d’affitto, attualmente sono pensionato e percepisco :
    1) Pensione Enasarco annua = € 1.843,66
    2) Assegno sociale Inps annuo = € 3.001,07
    3) Ho un reddito figurato di una bottega
    attualmente sfitta, pari = € 2.988,00

    Se cortesemente potete indicarmi quale intergrazione mi si possa riconoscere. Nel ringraziarvi, saluto cordialmente.
    Francesco.

  5. Sono titolare di un assegno sociale 459 € .Il mio isee e sopra la solia 9360 € , circa 10000€.Lo so che per adesso non poso fare domanda per pensione di citadinanza,ma il problema e che il mio assegno sociale rischia a togliere per il problema dell isee sopra la soglia ? Grazie,Leon.

  6. Salve, sono Lorenzo,ho 73 anni e percepisco un assegno sociale di € 204, per poter avere la differenza sulla pensione di cittadinanza devo presentare la dichiarazione ISEE ?
    Vi ringrazio e saluto.

  7. 05/03/2019 @ 12:00
    Sono titolare di un assegno sociale 459 € .Il mio isee e sopra la solia 9360 € , circa 10000€.Lo so che per adesso non poso fare domanda per pensione di citadinanza,ma il problema e che il mio assegno sociale rischia a togliere per il problema dell isee sopra la soglia ? Grazie,Leon.

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