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Contributi figurativi, cosa sono?

7 dicembre 2018


Contributi figurativi, cosa sono?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 dicembre 2018



Guida alle caratteristiche e funzioni dei contributi figurativi, particolare tipologia contributiva utilizzata per periodi di contribuzione mancante o ridotta.

Sono denominati come figurativi una particolare tipologia di contributi, così definiti in quanto non vengono versati né dal datore di lavoro né dal dipendente, ed hanno la finalità di coprire un periodo in cui il lavoratore non ha svolto alcuna attività. Vediamo nello specifico cosa sono i contributi figurativi.

Finalità

Tali contributi permettono al lavoratore medesimo di non perdere ai fini pensionistici un periodo in cui per determinate situazioni non ha potuto svolgere una attività lavorativa, in quanto vanno considerati sia per la maturazione del diritto alla prestazione pensionistica sia per il calcolo dell’entità della stessa.

Quando sono applicati?

I contributi figurativi possono essere applicati d’ufficio o su richiesta del lavoratore, a secondo della tipologia di eventi che danno luogo all’interruzione dell’attività lavorativa.

Le ipotesi in cui si ha diritto a tale contribuzione sono tassative ed al di fuori di queste non saranno ammessi contributi figurativi.

L’applicazione d’ufficio avviene nei seguenti casi:

  • cassa integrazione guadagni straordinaria;
  • mobilità;
  • attività lavorativa svolta con contratto di solidarietà;
  • svolgimento di lavori socialmente utili;
  • quando il lavoratore percepisce indennità di mobilità, disoccupazione o assistenza antitubercolare;
  • indennità ASPI e NASPI.

Quella su richiesta del lavoratore invece si può avere nelle seguenti ipotesi:

  • servizio militare, obbligatorio e volontario e servizio civile (per le gestioni dei lavoratori privati);
  • malattia ed infortunio del lavoratore;
  • congedo parentale (accreditabili d’ufficio per i lavoratori della gestione dipendenti pubblici, per la totalità nei casi in cui non vi sia retribuzione o in proporzione in caso di retribuzione ridotta);
  • maternità al di fuori di un rapporto di lavoro;
  • assenza dal lavoro per malattia del bambino (d’ufficio per i lavoratori della gestione dipendenti pubblici per i casi in cui non vi sia retribuzione);
  • periodo di godimento di prestazioni di invalidità;
  • permessi retribuiti [1];
  • riposi giornalieri;
  • aspettativa per l’esercizio di cariche pubbliche o sindacali.

Possono avere funzione integrativa?

I contributi figurativi possono avere altresì una funzione integrativa, per i periodi in cui invece il lavoratore ha svolto attività lavorativa con retribuzione ridotta, quindi ha maturato una forma di contribuzione, o di incremento, per i soggetti che lavorano nel settore agricolo.

Come si calcola l’importo dei contributi figurativi?

Per il calcolo del valore retributivo da attribuire a tali contributi si fa riferimento alla retribuzione media settimanale percepita durante l’anno solare in cui si trovano i periodi coperti da contribuzione figurativa.

Nel caso in cui durante l’anno solare non vi siano periodi in cui il lavoratore ha percepito una retribuzione, il calcolo delle essere effettuato sulle retribuzioni percepite nell’anno precedente; per le ipotesi invece che si verificano in periodi precedenti ad una attività lavorativa, quali lo svolgimento del servizio militare, il periodo di riferimento su cui calcolare la retribuzione media è quello relativo al primo anno solare di contribuzione.

La giurisprudenza

Diverse sentenze sono intervenute a chiarire i termini di applicazione dei contributi figurativi. Infatti la Corte di Cassazione [2] ha avuto modo di affermare che i contributi figurativi non hanno valore ai fini del calcolo dell’anzianità contributiva di 37 anni necessari per la deroga al divieto di cumulo tra pensione e reddito di lavoro autonomo.

La Corte Costituzionale [3] ha sancito l’illegittimità costituzionale della L. 297/82 nella parte in cui non prevede, per il lavoratore che abbia già maturato i requisiti per la pensione,  e nel corso della sua vita lavorativa abbia anche percepito una indennità di disoccupazione (quindi con contributi figurativi),  una prestazione non inferiore a quella che avrebbe ricevuto nel caso non vengano considerati ai fini pensionistici i periodi di contribuzione figurativa.

In altri termini, è stato considerato illegittima la norma in quanto contraria alla Costituzione in quanto non assicura al lavoratore una pensione di importo calcolato solo sull’attività svolta, e conseguita grazia a questa, a prescindere dalla contribuzione figurativa.

Va ricordata anche la recente sentenza, sempre della Corte Costituzionale, emessa il 6 febbraio 2018, la quale ha rigettato la questione di illegittimità costituzionale di una norma del DPR [4].

In particolare si richiedeva alla Corte di accertare l’illegittimità della suddetta norma, in quanto non avrebbe permesso di accedere alla contribuzione figurativa [5], il quale consente l’aumento di 1/3 ai fini contributivi del periodo di servizio di volo svolto presso l’Aeronautica Militare, riservata solo a coloro che hanno cessato il servizio per aver maturato il diritto alla pensione.

La Corte ha ritenuto la norma non incostituzionale in quanto il trattamento di favore consistente della contribuzione figurativa di 1/3 mira a garantire una maggiore tutela per attività lavorative di particolare rischiosità,  e pertanto il legislatore può nelle sue scelte apprestare particolari benefici solo a conclusione del percorso lavorativo, senza che in tale valutazione debba riscontrarsi una ingiusta disparità.

Di FRANCESCO SAVERIO DEL BUONO 

note

[1] L. 104/92.

[2] Cass. sent. n. 18192 del 24.07.2017.

[3] Corte Costituzionale sent. n. 82 del 13.04.2017.

[4] Art. 124 co. DPR n. 1092 del 29.12.1973.

[5] Art. 20 co. DPR n. 1092 del 29.12.1973.


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