Diritto e Fisco | Editoriale

Avvocati in condizione di povertà: quale previdenza?

26 Ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 Ottobre 2018



Sii come il lupo! Forte nella solitudine… solidale nel gruppo

Fin da piccoli ci insegnano ad avere paura del lupo; poi da grandi scopriamo che il vero pericolo viene dalle pecore. La lungimiranza in previdenza.

La lungimirànza, sostantivo femminile viene definita come l’attitudine a individuare i possibili sviluppi di una situazione, confortata da una notevole capacità di prevenirne o sfruttarne le conseguenze ovverosia la capacità di prevedere per tempo ciò che potrebbe accadere e di adeguarvi con saggezza l’agire.
Davanti alla crisi e ai cambiamenti della nostra società chi si attrezza per tempo continua a vincere, peccato che l’abbia solo affermato e non attuato.
La democrazia, intesa come la democrazia quantitativa moderna, entra in crisi perché è stata pensata supponendo che ci fossero dei valori stabili, fissi, condivisi da tutti (Card. Ersilio Tonini).
È però raro che agli uomini vengano concessi, nello stesso momento, successo e lungimiranza (Tito Livio).
Per Max Weber la politica è passione, competenza e lungimiranza.
Il politico cerca il successo personale, e cioè il voto, e quindi pensa all’oggi e mai al domani, dimostrando totale assenza di lungimiranza.
Nella relazione dell’Autorità parlamentare di bilancio del 9 ottobre 2018 alle Commissioni parlamentari si legge: «In primo luogo, il PIL reale non ha ancora recuperato i livelli pre-crisi del 2008, in particolare gli ultimi dati relativi al 2017 mostrano un valore inferiore di circa 4 punti percentuali rispetto al 2008. Nello stesso periodo i divari territoriali tra Nord, Centro e Sud si sono allargati ed è aumentato il numero di persone che si trovano in condizioni di povertà, deprivate materialmente o appartenenti a famiglie a bassa intensità di lavoro. Negli ultimi anni si sono riscontrati alcuni segnali positivi per la crescita dell’economia italiana, che tuttavia non sono ancora pienamente consolidati. Nella prima metà dell’anno l’economia Italiana è cresciuta meno delle attese, uno scenario determinato, in particolare, da un andamento delle esportazioni inferiore alle aspettative, anche in conseguenza delle tensioni commerciali internazionali; esistono inoltre rischi significativi per il futuro, legati alle evoluzioni dello scenario internazionale (commercio internazionale, prezzo del petrolio, tasso di cambio dell’euro)».
Lo stesso scenario si può trovare anche nel microcosmo dell’avvocatura italiana, forte di 242.000 unità delle quali però 198.650 dichiarano un reddito inferiore ad € 50.000,00 annui.
Se consideriamo che lo stipendio medio italiano è di € 29.380,00 all’anno, in Cassa Forense ci sono ben 143.774 avvocati che dichiarano un reddito al di sotto di questa soglia, dove al posto dello stipendio per il lavoro autonomo si deve guardare al reddito.
Eppure alle recenti elezioni per il rinnovo del Comitato dei Delegati di Cassa Forense è andato a votare grosso modo il 10% degli aventi diritto al voto.
Dobbiamo transitare da una previdenza forense rigida a una più flessibile in grado di intercettare il presente e soprattutto il futuro.
Solo il lupo ci potrà aiutare!

note

Fonte: Diritto & Giustizia, per gentile concessione dell’autore


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