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Assegno disoccupazione: quando arriva?

26 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 novembre 2018



Entro quando viene pagata dall’Inps l’indennità di disoccupazione Naspi: decorrenza, ipotesi particolari, che cosa fare in caso di ritardo. 

Hai inviato all’Inps la domanda di disoccupazione nei termini, sei sicuro di possedere tutti i requisiti, però l’assegno non ti è ancora arrivato, dopo mesi? Purtroppo, non sei il solo a cui è capitato un problema del genere: periodicamente, difatti, soprattutto nei periodi in cui le domande di disoccupazione sono molto numerose, come alla fine della stagione estiva, la liquidazione delle indennità di disoccupazione avviene tardivamente.

Il problema, però, potrebbe non essere dovuto a un sovraccarico delle pratiche, ma anche alla mancanza di documenti necessari alla liquidazione dell’indennità, come il modello SR163 contenente i dati per il pagamento della prestazione. Casi particolari possono inoltre riscontrarsi se la cessazione del rapporto di lavoro avviene per motivi disciplinari. Possono essere pagati con scadenze diverse, inoltre, il bonus Renzi da 80 euro e gli assegni familiari.

Ma procediamo per ordine, e facciamo il punto sull’assegno di disoccupazione: quando arriva, che cosa fare in caso di ritardo.

Quali sono i requisiti per la Naspi?

L’indennità di disoccupazione Naspi, ossia la prestazione che spetta ai dipendenti che hanno perso l’impiego involontariamente, non ti è ancora arrivata?

Per prima cosa, verifica di possedere tutti i requisiti, che sono:

  • possesso dello stato di disoccupazione (per il quale è necessario presentare la Did, dichiarazione d’immediata disponibilità, e firmare il patto di servizio col centro per l’impiego); in particolare, bisogna aver perso l’impiego per:
  • licenziamento (anche per giusta causa);
  • dimissioni per giusta causa o durante il periodo tutelato di maternità;
  • risoluzione consensuale nell’ambito del tentativo obbligatorio di conciliazione, o per trasferimento;
  • possesso di 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni;
  • possesso di 30 giornate di effettivo lavoro nell’anno.

Quando si presenta la domanda di Naspi?

Devi poi tener presente che l’indennità di disoccupazione decorre a partire dall’ottavo giorno dalla cessazione del rapporto di lavoro; se la domanda di disoccupazione, però, è inviata successivamente, la decorrenza parte dalla data d’invio dell’istanza. Dalla data di termine del rapporto, ci sono in tutto 68 giorni per inviare la domanda.

Per sapere come inviare la domanda di disoccupazione: Come e dove inviare domanda Naspi.

Da quando decorre la Naspi: casi particolari

Abbiamo appena osservato che la Naspi decorre dall’ottavo giorno dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, se la domanda è presentata entro 8 giorni, o dal giorno successivo alla domanda, se questa viene presentata dopo 8 giorni dalla cessazione, ma entro i 68 giorni previsti.

Ci sono dei casi, però, in cui la decorrenza della Naspi è differente; in particolare, l’indennità decorre:

  • dall’ottavo giorno dopo il termine del periodo di maternità, malattia, infortunio sul lavoro/malattia professionale o preavviso, se si presenta la domanda entro 8 giorni, oppure dal giorno successivo alla domanda se viene presentata dopo l’ottavo giorno ma entro i 68 giorni;
  • in caso di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, cioè per motivo disciplinare, l’indennità decorre con 30 giorni di ritardo rispetto alla generalità delle ipotesi, quindi decorre:
  • dal trentottesimo giorno dalla perdita dell’impiego, se si presenta la domanda entro 38 giorni;
  • dal giorno successivo alla domanda, se viene presentata oltre i 38 giorni dopo il licenziamento, ma entro 98 giorni di legge.

Che cosa fare se la Naspi è in ritardo?

Il fatto che la prestazione decorra da una determinata data non significa che sia liquidata alla stessa data. Di solito, infatti, la Naspi è liquidata parecchio tempo dopo la domanda: purtroppo, non esiste un termine entro il quale l’Inps è obbligato a corrispondere l’indennità.

Se la Naspi è in ritardo, controlla innanzitutto, tramite i servizi online dell’Inps, lo stato della domanda Naspi già presentata. Se è ancora in fase di istruttoria, il procedimento di liquidazione potrebbe essere sospeso perché mancano dei documenti da allegare, come il modello per il pagamento dell’indennità.

L’Inps, poi, potrebbe richiederti (di solito lo fa con raccomandata) ulteriore documentazione necessaria nel caso specifico.

Ricorda inoltre che l’indennità di disoccupazione potrebbe essere sospesa o ridotta anche a causa di un nuovo lavoro. Per approfondire: Naspi e nuova occupazione.

Ancora non riesci a capire come mai la Naspi è in ritardo? Si può provare a sollecitare l’Inps, dopo aver verificato che non ci sono problemi particolari o documenti mancanti.

Segnalazione del ritardo al contact center Inps

La prima cosa da fare, in caso di grave ritardo, è chiamare il contact center dell’Inps (al numero 803.164, oppure al numero 06.164.164), munendosi del proprio codice fiscale, del codice Pin e del protocollo della domanda Naspi inviata. Se, alla verifica dell’operatore, non sono riscontrati problemi nell’accoglimento dell’istanza, questi provvede a segnalare l’accaduto ed a mandare un sollecito alla sede Inps competente alla liquidazione della disoccupazione.

Segnalazione del ritardo alla sede Inps

Se dopo 2 settimane dalla segnalazione non accade niente, il consiglio è quello di recarti presso la tua sede Inps territoriale, munirti di pazienza e di qualcosa da leggere durante l’interminabile attesa, e comunicare il ritado allo sportello; l’impiegato segnalerà “ai piani alti” la situazione, e riuscirai così a scoprire che cos’è accaduto all’assegno di disoccupazione.

Naspi-Com

Se la Naspi è stata sospesa perché hai iniziato un nuovo lavoro, o perchè risulta una partita Iva aperta non segnalata, l’unico modo di ottenere l’indennità è comunicare che ne hai comunque diritto nonostante lo svolgimento di un’attività lavorativa, attraverso il modulo Naspi-Com.

Il modello Naspi-Com serve anche per comunicare l’inizio di una nuova attività di lavoro autonomo (se il guadagno presunto supera i 4800 Euro annui si decadrà dall’indennità e dallo stato di disoccupazione) e per tutti i casi, nell’ipotesi di lavoro subordinato, in cui il datore di lavoro non è tenuto ad effettuare la comunicazione preventiva di assunzione (agenzie di somministrazione, datori di lavoro stranieri).

La comunicazione Naspi- Com può essere inoltrata direttamente tramite web, per chi dispone delle credenziali dell’Inps, nella sezione “Servizi al cittadino”, “Domande di prestazione a sostegno del reddito”, oppure tramite patronato.



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