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Bonus bebè 2019: quanto si prende?

26 Nov 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 Nov 2018



Novità sull’assegno di natalità: l’importo è dimezzato. Restano invariati i requisiti, la durata e la modalità di presentazione della domanda. Ecco il modulo.

La buona notizia è che il bonus bebè è valido anche per il 2019. Quella meno buona è che l’importo non è più quello del 2018. Chi mette al mondo un figlio, fa richiesta del bonus bebè 2019 e chiede quanto si prende deve sapere che la dote prevista dallo Stato è meno generosa. Poi, ad ogni mamma e ad ogni papà il compito di scegliere se guardare il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno.

A differenza del voucher babysitter e asilo nido, del bonus nido, del bonus mamma domani e del fondo natalità (cioè le altre agevolazioni per chi vede aumentare la propria famiglia) che restano inalterati, il bonus bebè 2019 presenta come novità l’importo dimezzato: il tetto dell’erogazione, infatti, è stato fissato a 480 euro e non più in 960 euro come finora.

Ecco allora quello che c’è da sapere sul bonus bebè 2019: quanto si prende, come e quando fare domanda e chi ne ha diritto.

Bonus bebè 2019: che cos’è?

Il bonus bebè 2019 o assegno di nascita o di natalità, come viene anche chiamato, è una prestazione assistenziale erogata dall’Inps a sostegno delle famiglie in difficoltà che hanno avuto un figlio naturale o che è stato adottato tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre 2019.

Bonus bebè 2019: chi ne ha diritto?

Possono richiedere il bonus bebè 2019 i nuclei familiari con un reddito Isee non superiore a 25mila euro. Inoltre, il richiedente deve:

  • avere la cittadinanza italiana, di uno Stato dell’Unione europea oppure di un Paese extracomunitario purché, in quest’ultimo caso, sia in possesso di un permesso di soggiorno Ue a lungo periodo;
  • essere residente in Italia;
  • convivere con il figlio neonato.

Solo con tutti questi requisiti è possibile richiedere il bonus bebè 2019. Nel caso in cui il genitore richiedente sia minorenne oppure non sia capace di agire per altri motivi, può presentare la domanda in suo nome il suo legale rappresentante.

Bonus bebè 2019: quanto dura?

Il bonus bebè 2019 ha una durata di 12 mesi a partire da quello di nascita o di ingresso in famiglia. Resta, dunque, come nel 2018, mentre per i bambini nati tra il 1° gennaio 2015 ed il 31 dicembre 2017 il bonus veniva erogato fino al terzo anno di età del bambino.

Bonus bebè 2019: quanto si prende?

Ed eccoci alla principale novità del bonus bebè 2019: quella che riguarda i soldi. Fino allo scorso anno, l’importo dell’agevolazione era:

  • 80 euro al mese per 12 mesi, quindi 960 euro l’anno, per chi aveva un Isee tra i 7.000 ed i 25mila euro;
  • 160 euro al mese per 12 mesi, quindi 1.920 euro l’anno, per chi aveva un Isee inferiore a 7.000 euro.

Il bonus bebè 2019, invece, prevede un importo dimezzato rispetto a quello del 2018. Nello specifico:

  • 40 euro al mese per 12 mesi, quindi 480 euro l’anno, per chi ha un Isee tra i 7.000 ed i 25mila euro;
  • 80 euro al mese, quindi 960 euro l’anno, per chi ha un Isee inferiore a 7.000 euro.

Bonus bebè 2019: che succede se il bimbo è nato nel 2018?

I nuovi importi del bonus bebè 2019 pongono una domanda legittima: se mio figlio è nato, ad esempio, ad aprile 2018 e ho un Isee di 10mila euro, mi spettano gli 80 euro per 12 mesi?

Bella domanda, meno bella per te la risposta. Se tuo figlio è nato ad aprile 2018 ed hai fatto per tempo la richiesta dell’assegno, avrai diritto a:

  • 80 euro di bonus per 9 mesi (da aprile a dicembre 2018 compresi);
  • 40 euro di bonus per 3 mesi (gennaio, febbraio e marzo 2019).

Dopodiché, l’agevolazione scade essendo arrivati ai 12 mesi dalla nascita del bambino.

Ritieniti fortunato: pensa se fosse nato a dicembre 2018. Avresti diritto ad un solo mese di bonus di 80 euro mentre gli altri 11 mesi l’importo sarebbe dimezzato.

Bonus bebè 2019: quando scade?

Il bonus bebè 2019 non viene più pagato quando:

  • il neonato compie un anno di età oppure sono trascorsi 12 mesi dall’ingresso in famiglia del figlio affidato o adottato;
  • viene meno anche uno solo dei requisiti richiesti per avere diritto al bonus (ad esempio, si supera la soglia del reddito Isee o si perde la residenza in Italia in seguito ad un trasferimento all’estero);
  • sopraggiunge il decesso del neonato;
  • viene revocata l’adozione;
  • decade la genitorialità;
  • il bambino viene affidato in forma esclusiva al genitore che non ha chiesto il bonus;
  • il bambino viene affidato a terzi.

Bonus bebè 2019: come richiederlo?

La domanda per ottenere il bonus bebè 2019 deve essere presentata all’Inps entro 90 giorni dalla nascita del bambino o dalla data di adozione. Per i bimbi in affido temporaneo, fa fede la data in cui il giudice o i servizi sociali hanno emanato il provvedimento.

Il richiedente può presentare la domanda:

  • per via telematica collegandosi al portale dell’Inps munito di codice Pin (leggi, a questo proposito, Come ottenere il Pin dell’Inps?) oppure dello Spid, il Sistema pubblico di identità digitale o, ancora, della Carta nazionale dei servizi. Finalizzata la procedura, si riceverà un messaggio sms su cui si verrà informati dell’esito della domanda. A quel punto è possibile vedere sempre online se è stata accolta o respinta;
  • telefonando al Contact center dell’Inps 803 164 (gratuito da rete fissa) o al numero 06.164164 da rete mobile;
  • attraverso un ente di patronato o un intermediario autorizzato dall’Istituto.

In caso di parto gemellare o di adozione o affidamento plurimi, occorre presentare una domanda per ciascuno dei figli.

Bonus bebè 2019: quali documenti servono?

Alla domanda per richiedere il bonus bebè 2019 occorre allegare:

  • il modello Sr163;
  • il documento di identità del genitore richiedente;
  • il codice fiscale ed il certificato di nascita del bambino (su richiesta).

Bonus bebè 2019: come viene pagato?

L’assegno relativo al bonus bebè 2019 viene corrisposto mediante bonifico e, quindi, accreditato sul conto corrente bancario o postale del richiedente, su un libretto postale o su una carta prepagata, sempre del richiedente.

Se la domanda è stata presentata dal legale rappresentante di un genitore minorenne o incapace, l’assegno verrà versato su un mezzo di pagamento intestato al genitore.

In caso di affido, il bonus viene versato alla famiglia affidataria per il tempo in cui vive insieme al minore.


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