Salute e benessere | Articoli

Microbiota intestinale e salute

7 Dicembre 2018


Microbiota intestinale e salute

> Salute e benessere Pubblicato il 7 Dicembre 2018



Il microbiota: un vero e proprio organo che occupa tutto il canale digerente, dalla bocca all’ano. La sua integrità determina il nostro benessere.

Il nostro organismo pullula di batteri. Nel corso dell’evoluzione, l’organismo ha selezionato e ospitato diverse migliaia di microrganismi con funzioni fondamentali per mantenerlo in salute. A determinare l’attuale popolazione di specie presenti, per grossa parte comune a tutti gli organismi, è stato sicuramente il tipo di alimentazione. Ad oggi si contano circa 100.000 miliardi di cellule batteriche nel solo intestino, un numero 10 volte superiore a quello delle cellule che compongono l’intero organismo, per una massa complessiva di 1,3 kg (pari quasi al peso del nostro cervello). Non a caso, il 90% del materiale genetico presente nel nostro corpo appartiene al microbiota. Se anche tu sei curioso/a di conoscere tutte le connessioni tra microbiota intestinale e salute questo articolo ti aiuterà a scoprirle tutte.

Chiarimenti

Prima però di parlare di microbiota intestinale e salute, alcuni chiarimenti sono d’obbligo. Gli studiosi lo hanno paragonato ad un vero e proprio organo multifunzione in grado di:

  • potenziare il sistema immunitario contribuendo alla produzione di sostanze antinfiammatorie e antibiotiche verso specie patogene;
  • contribuire alla digestione del cibo e all’assorbimento dei nutrienti;
  • disintossicare l’organismo da tossine ambientali e chimiche cui è esposto quotidianamente;
  • favorire la sintesi di vitamine, soprattutto del gruppo B e la K2;
  • e, infine, influenzare l’espressione di geni che controllano e regolano le funzioni del sistema nervoso centrale. In che modo? Alterando, per esempio, il metabolismo del triptofano, precursore della serotonina, con conseguente manifestazione di una sindrome simil-depressiva.

Non meno importante, infine, è il ruolo di alcuni di questi batteri intestinali, i bifidobatteri, nella protezione dell’integrità muscosale intestinale attraverso la sintesi di acidi grassi a catena corta (il butirrato è uno di questi) che nutrono le cellule del colon coinvolte, principalmente, nel riassorbimento di acqua e sali minerali.

Microbiota intestinale e salute mentale

Sebbene la maggior parte degli studi sulla connessione microbiota e cervello siano stati condotti sugli animali, si è scoperto che specifici gruppi di batteri riducono i livelli di ormoni dello stress e modulano i comportamenti associati ad ansia e depressione, diminuendone l’entità.

Probabilmente avrai sperimentato anche tu la sensazione viscerale di agitazione, o provato un disturbo a carico dello stomaco dopo un’arrabbiatura o una situazione di forte stress. Pensa anche a tutte le volte che hai agito “di pancia” e l’esito negativo di quel gesto impulsivo non ti ha portato altro che diarrea e vomito. Purtroppo vale anche il contrario. I problemi a carico dell’intestino si riversano sul benessere psicologico, aprendo la strada a disturbi comportamentali come ansia e depressione.

Non si conoscono ancora perfettamente i meccanismi alla base di tutto ciò, ma, sicuramente, si sa che i batteri intestinali contribuiscono alla produzione, da parte dell’intestino, di neurotrasmettitori coinvolti nella connessione intestino-cervello, quali: l’acido gamma-amminobutirrico (o GABA, che riduce stress ed ansia), la dopamina (che è implicata nella concentrazione, nel piacere e nella motivazione) e la serotonina (che favorisce il buonumore, agevola il sonno e riduce i comportamenti aggressivi). Questi composti chimici, viaggiando attraverso il nervo vago che connette i due organi, sembrano influenzare, così, la salute mentale.

Microbiota ed immunità

«Tutte le malattie hanno origine nell’intestino»: lo diceva già Ippocrate nel IV secolo a.C. Ciò significa che, oltre a modulare il ruolo intestinale di “secondo cervello”, il microbiota contribuisce al corretto funzionamento del sistema immunitario localizzato per l’80% nell’intestino. Per compiere questo ruolo, la flora batterica colonizza tutti gli spazi liberi delle pareti dell’apparato digerente, impedendo l’adesione delle specie batteriche e producendo sostanze battericide a danno dei patogeni.

Inoltre, diversi studi hanno dimostrato come il microbiota sia in grado di stimolare gli organi dell’immunità (timo e linfonodi) attraverso il rilascio di cellule T coinvolte nella difesa da microrganismi dannosi.

Non meno importante è il ruolo che la flora intestinale ha nella gestione delle allergie. Infatti, è stato dimostrato che bambini nati di parto naturale godono di una maggiore protezione dalle allergie rispetto a quelli nati di parto cesareo.

Ciò è spiegato dal fatto che, passando attraverso il canale vaginale, il bambino viene immediatamente a contatto con un maggior numero di specie batteriche che ne potenziano il bagaglio personale, rispetto alle condizioni di sterilità imposte dal parto cesareo. Lo stesso dicasi per la maggiore eterogeneità della composizione del microbiota di bambini allattati al seno rispetto a quelli alimentati con latte artificiale.

Inoltre, nel 2015, la World Allergy Organization ha dimostrato, attraverso uno studio condotto 171 donne con allergie diverse, che l’uso di probiotici a base di Lactobacillus rhamnosus GG in gravidanza apporta una riduzione del 30% del rischio di insorgenza di malattie allergiche nei lattanti, in particolare dell’eczema.

Microbiota e alimentazione

L’alimentazione, ovviamente, svolge un ruolo cruciale nel favorire lo sviluppo e il mantenimento di una buona flora batterica. L’obesità, l’abuso di cibo spazzatura, l’uso smodato e ingiustificato di antibiotici e i residui di pesticidi che ingeriamo con la frutta e la verdura non fanno altro che deteriorarla.

Una dieta inadeguata, particolarmente ricca di cibi industriali e raffinati, è il primo nemico del nostro microbiota. I cibi processati, infatti, contengono elevati quantitativi di zucchero, il carburante principale dei batteri patogeni, oltre che importante fattore scatenante l’infiammazione. Anche la carne d’allevamento, particolarmente ricca di antibiotici ed ormoni, influisce negativamente sulla composizione della flora intestinale, favorendo la colonizzazione da parte di specie pericolose ed antibiotico-resistenti.

L’obesità, invece, oltre a provocare un’alterazione del microbiota, a discapito delle specie batteriche “buone”, sembra essere una conseguenza di una flora compromessa formatasi già al momento dello svezzamento. Curare, quindi, l’alimentazione, sin dall’interruzione dell’assunzione di latte, è fondamentale per costruire un intestino sano.

Qual è, a questo punto, il modello alimentare che aiuta a preservare il microbiota intestinale? Sicuramente quello mediterraneo, particolarmente rappresentato da cereali integrali, legumi, frutta e verdura, tutti alimenti ricchi di fibra, sia solubile che insolubile, fonte nutrizionale ottimale per la popolazione batterica intestinale. Il riequilibrio del microbiota può essere cruciale nella prevenzione di numerose malattie croniche e stagionali, persino di disturbi psichiatrici e cancro.

Flora batterica compromessa: quali sono i sintomi?

Se soffri di uno o più dei sintomi elencati di seguito, probabilmente, hai un’alterazione a carico del tuo microbiota. Le manifestazioni cliniche più ricorrenti in chi ha una flora batterica compromessa sono:

  • gonfiore addominale con meteorismo e flatulenza;
  • costipazione alternata a diarrea;
  • astenia associata ad insonnia;
  • nausea;
  • mal di testa cronici;
  • malumore con costante desiderio di dolci e cibi raffinati;
  • infezioni e malanni ricorrenti.

Se provi più di questi sintomi contemporaneamente considera di ricorrere al parere di un medico o di un nutrizionista che ti consigli la terapia probiotica più adatta alle tue esigenze.

Strategie per migliorare la salute del nostro microbiota intestinale

Migliorare la salute del nostro microbiota è possibile, ma non senza impegno da parte nostra. Talvolta, infatti, può essere necessario cambiare radicalmente il nostro stile di vita.

Innanzitutto, bisogna lasciarsi alle spalle tutte le cattive abitudini, quali: alimentazione scorretta e sbilanciata, fumo e sedentarietà e imparare a gestire meglio le situazioni di stress.

Il più delle volte si pensa, invece, che per risolvere una disbiosi intestinale basti ricorrere alle supplementazioni di probiotici, ma non è sempre così.

La maggior parte di questi integratori di fermenti lattici, infatti, offre solo una frazione dei batteri benefici e, se sussistono determinate condizioni, possono anche non colonizzare del tutto il canale digerente. Quali sono queste condizioni? Una mucosa infiammata da un’alimentazione ricca in zuccheri e povera di fibra, il consumo contemporaneo di antibiotici che sterminano specie batteriche buone e cattive indistintamente, la sedentarietà che genera infiammazione cronica e il fumo di sigaretta che produce sostanze tossiche per la sopravvivenza dei batteri benefici.

L’uso di probiotici deve essere oculato e frazionato in base alle esigenze della persona. Ne esistono migliaia in commercio, differenti per formulazione, numero di batteri presenti e tipologia di ceppo. Farsi aiutare da un professionista è indispensabile per assicurarsi la personalizzazione dell’integrazione.

Come possiamo cominciare, intanto, a recuperare il benessere della nostra flora intestinale? Iniziando sicuramente dall’alimentazione che dovrà essere più povera di grassi saturi, zucchero e cibi raffinati, bevande gassate e di origine industriale, preferendo per lo più prodotti integrali, vegetali, pesce e frutta secca, tutti alimenti ricchi in fibra, vitamine e acidi grassi essenziali.

Non meno importante è il ruolo svolto dall’attività fisica che, agendo anch’essa sui livelli di infiammazione, contribuisce a ridurre l’adesione di specie patogene alle mucose favorendo il proliferare della flora batterica protettiva.

In ultimo, anche attività come volontariato, teatro, meditazione, yoga e preghiera hanno in comune la capacità di riempire il vuoto che molte persone sentono a livello dell’intestino. Tutte queste attività, infatti, richiedono particolare attenzione alla respirazione a alla contrazione controllata dei muscoli addominali, svolgendo un ruolo antiinfiammatorio importante nella riduzione dei sintomi del colon irritabile provocato, spesso, da alterazioni della flora intestinale.

In conclusione, quindi, per godere di uno stato di salute migliore dobbiamo cominciare a curare il benessere della popolazione batterica che abita il nostro intestino; tutto l’organismo ne beneficerà.

Di ANNALISA FIGURATO


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI