Diritto e Fisco | Editoriale

Ricettazione: cos’è e cosa si rischia?

8 dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 dicembre 2018



Il delitto di ricettazione: quali sono i suoi elementi costitutivi e le pene previste dalla legge.

Ti è capitato di versare sul tuo conto corrente un assegno recante i numeri modificati? Hai acquistato un cellulare ad un costo bassissimo e senza ricevuta? Ti è capitato di comprare una borsa avente il marchio contraffatto? In tutti questi casi è possibile che si possa configurare il delitto di ricettazione e ti chiedi a quali conseguenze andrai incontro, cosa rischi? La ricettazione è un delitto previsto e disciplinato dal nostro codice penale e punisce tutti i soggetti che acquistano, ricevono o occultano denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto (proprio come negli esempi che abbiamo fatto). Cerchiamo di capire meglio. Immaginiamo che acquisti un’arma il cui numero di  matricola è stato cancellato: l’abrasione della matricola non può sfuggire alla tua percezione visiva e ti rende consapevole della manipolazione che è stata compiuta sull’arma; allo stesso modo potremmo dire degli altri due esempi fatti (per l’assegno e per il marchio). La consapevolezza della provenienza delittuosa dell’arma (o di qualsiasi altra cosa, oggetto della ricettazione) è, infatti, un elemento essenziale ed indispensabile per la configurazione del reato. Dunque, per rispondere di ricettazione, devi aver acquistato, ricevuto o occultato un oggetto (qualsiasi) proveniente da un delitto (per esempio, da un furto commesso in tempi e luoghi diversi) a cui tu non hai partecipato, ma di cui ne sei a conoscenza (in via diretta o indiretta). Vediamo insieme le caratteristiche di questo delitto e, in particolare, cosa si rischia ovvero la pena prevista dal nostro ordinamento.

Cos’è la ricettazione?

La ricettazione [1] è uno tra i delitti contro il patrimonio previsti nel nostro codice penale. Esso si realizza quando un soggetto:

  • al fine di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto;
  • acquista, riceve o occulta;
  • denaro o cose;
  • provenienti da un qualsiasi delitto;
  • o si intromette nel farli acquistare, ricevere o occultare.

Il soggetto che realizza questa condotta commetterà il reato di ricettazione solo se si dimostrerà che egli è consapevole della provenienza illecita della cosa (della borsa, del cellulare o dell’arma acquistati). Questa consapevolezza può essere dedotta da qualsiasi elemento (come nell’esempio che abbiamo suesposto circa l’abrasione della matricola dell’arma,) diretto o indiretto (immaginiamo un imputato che dà indicazioni insufficienti circa la provenienza della cosa, presumibilmente per occultarla). Possiamo concludere che oggetto della fattispecie di ricettazione sono l’esistenza di un reato presupposto (in relazione al bene ricettato) e la consapevolezza da parte del ricettatore di quella illiceità. Non volendo annoiare il lettore (ma solo per maggiore chiarezza) ribadiamo che risponderai di ricettazione qualora sarai trovato in possesso di un’arma con la matricola abrasa se sarà possibile dimostrare che:

  • effettivamente l’arma era stata manipolata (reato presupposto);
  • tu ne eri consapevole (sussistenza del dolo).

Quanto conta il reato presupposto?

Affinché si configuri il delitto di ricettazione, come abbiamo già detto, è necessario che vi sia un reato presupposto (ovvero che il soggetto agente, definito ricettatore, acquisti o riceva un bene di provenienza illecita). Il reato presupposto (furto, rapina, estorsione o altri) non deve essere obbligatoriamente accertato: non è necessario che si sappia chi ha commesso il delitto né che via sia un accertamento giudiziale (un processo in corso o una sentenza di condanna), in quanto è sufficiente che la provenienza delittuosa del bene si possa desumere. Non è nemmeno necessario che sia stata sporta una denuncia-querela o che il soggetto che ha commesso tale delitto sia imputabile. Per essere più chiara: se (per esempio) il furto è stato commesso da un minore degli anni 14 (che non è imputabile, nel senso che non può essere sottoposto a processo penale), nulla cambia per te che hai acquistato il cellulare che lui ha rubato, in quanto (nonostante il ragazzo non potrà essere condannato per furto), tu risponderai comunque del delitto di ricettazione. Stesso discorso vale per il caso in cui chi ha subito il furto decida di non denunciarlo.

Qual è la differenza tra incauto acquisto e ricettazione?

Se acquisti qualcosa devi sempre fare attenzione alla sua provenienza, soprattutto se non ti viene rilasciata alcuna ricevuta che attesti da chi l’hai comprata o se il prezzo è particolarmente (ed insolitamente) basso. Non sempre, però, un acquisto (per così dire) sbagliato determina il delitto di ricettazione. Il nostro ordinamento, infatti, prevede anche la possibilità che un soggetto acquisiti (o riceva) un bene provento di reato ma inconsapevolmente: questa condotta configura (non il delitto di ricettazione che, come abbiamo detto, presuppone il dolo ma) il reato di acquisto di cose di sospetta provenienza [2]. Questo reato si realizza nel momento in cui chi acquista il bene illecito ha (anche) un semplice sospetto (e non la consapevolezza) della sua illecita provenienza e non l’abbia accertata. Si tratta di una contravvenzione punita con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda non inferiore ad € 10. Ma cosa si rischia con la ricettazione?

Ricettazione: cosa si rischia?

Il delitto di ricettazione è punito con la reclusione da due a otto anni e con la multa da 516 a 10.329 euro. La pena è aumentata (fino ad un terzo) se il bene oggetto di ricettazione è provento di rapina, estorsione o furto aggravati (perchè, per esempio, realizzati con armi o all’interno di mezzi di trasporto pubblico). Il reato è, invece, punito con una pena più lieve (della reclusione sino a sei anni e della multa sino a 516 euro) qualora si accerti la particolare tenuità del fatto, nel senso che (il fatto) abbia cagionato alla persona offesa un danno patrimoniale di minima entità (immaginiamo la ricettazione di un assegno di 200 euro o di un cellulare di vecchia data e di basso valore commerciale). Si tratta di un delitto perseguibile d’ufficio (non è, dunque, necessaria la querela per procedere). Per il delitto di ricettazione è previsto l’arresto facoltativo in flagranza o quello obbligatorio nei casi in cui il bene sia provento di rapina, estorsione o furto aggravati.

note

[1] Art. 648 cod. pen.

[2] Art. 712 cod. pen.


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