Quota 100: pensione per gli statali

30 Ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 Ottobre 2018



La pensione con quota 100, per gli statali, potrebbe essere raggiunta in ritardo, con sole due finestre l’anno: le novità allo studio.

Pensione con quota 100 in ritardo, con sole due finestre e con preavviso obbligatorio: queste sono le nuove previsioni che saranno attuate per gli statali, cioè per i lavoratori delle pubbliche amministrazioni, in merito alla nuova pensione anticipata. Per il personale della scuola è addirittura prevista una sola finestra ogni anno. Le previsioni sulla quota 100 per gli statali, nonostante appaiano come penalizzazioni per questa categoria di lavoratori, non hanno una finalità “punitiva” o “compensativa”, ma sono finalizzate ad evitare l’esodo di massa dei dipendenti pubblici che raggiungono i requisiti per questa nuova pensione anticipata.

Anche se la quota 100, difatti, ha lo scopo di favorire il ricambio generazionale, un’uscita dal lavoro massiccia dei dipendenti pubblici potrebbe creare numerosi disagi, in quanto per rimpiazzare i lavoratori delle pubbliche amministrazioni ci sono dei tempi di attesa non brevi, a causa delle procedure di reclutamento, cioè dei concorsi.

Con l’introduzione di due sole finestre fisse semestrali, e di precise tempistiche di preavviso per chi vuole uscire dal lavoro, l’esodo degli statali sarebbe invece rallentato, favorendo, comunque, il turnover, ma evitando i disagi.

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sulle ultime novità della quota 100: pensione per gli statali, finestre fisse di uscita, cumulo dei contributi, divieto di lavorare, campagna informativa Inps su quanto perde chi esce prima.

Come funziona la pensione quota 100?

La nuova pensione quota 100, che sarà inserita nella legge di Bilancio 2019, potrà essere raggiunta da chi possiede:

  • una quota, cioè il risultato della somma dell’età e degli anni di contributi, almeno pari a 100;
  • un’età almeno pari a 62 anni;
  • almeno 38 anni di contributi.

Si possono cumulare i contributi per la quota 100?

Per raggiungere la quota 100 ed i 38 anni di contribuzione minima si potranno sommare i versamenti accreditati in gestioni previdenziali diverse. Non si potranno, però, sommare i versamenti di tutte le casse, come avviene per l’attuale cumulo, ma saranno esclusi i contributi accreditati nelle casse professionali.

Da quando si può uscire con la quota 100?

Con la quota 100 si potrà uscire a partire da aprile 2019. In particolare, saranno previste 4 finestre fisse di uscita l’anno, una finestra ogni tre mesi, per i lavoratori del settore privato, due finestre per i dipendenti pubblici, ed una finestra annuale per il personale della scuola.

Come funziona la finestra fissa di uscita? Con le finestre fisse, la data di uscita è già stabilita, e non deve essere contato un determinato periodo di attesa a partire dalla maturazione dei requisiti per la pensione, come avviene per le finestre mobili.

Ecco tutte le finestre previste per chi uscirà con la quota 100:

  • prima finestra: aprile 2019 (per chi matura i requisiti entro il 31 marzo 2019);
  • seconda finestre: luglio 2019 (per chi matura i requisiti tra aprile e giugno 2019);
  • terza finestra: ottobre 2019 (per chi matura i requisiti tra luglio e settembre);
  • quarta finestra: gennaio 2020 (per chi matura i requisiti tra ottobre e dicembre 2019)

Facciamo un esempio per capire meglio:

  • Mario matura i requisiti per la pensione il 28 febbraio;
  • le finestre fisse previste nell’anno si aprono il 1° aprile, il 1° luglio, il 1° ottobre e il 1° gennaio;
  • Mario può pensionarsi il 1° aprile.

Con le finestre mobili, invece, avremmo questa situazione:

  • ipotizziamo che il periodo di attesa, cioè la finestra mobile, sia pari a 6 mesi;
  • Mario matura i requisiti per la pensione il 28 febbraio;
  • Mario può pensionarsi il 1° settembre, ossia il 1° giorno del mese successivo al termine della finestra.

Con la quota 100, ad ogni modo, le finestre previste sono fisse e non mobili. Deve comunque essere ancora chiarito in modo preciso il funzionamento del meccanismo di queste nuove finestre.

Come funzioneranno le finestre fisse per gli statali?

Per gli statali, le finestre previste dovrebbero essere soltanto due, che si apriranno ogni 6 mesi. Inoltre, i dipendenti pubblici che desiderano pensionarsi con quota 100 dovranno fornire un determinato periodo di preavviso, pari, in base all’attuale proposta, a 4 mesi.

Il periodo di preavviso sarebbe necessario per fornire all’amministrazione il tempo di indire delle procedure di reclutamento per sostituire i pensionati.

Per il personale della scuola è prevista una sola finestra fissa ogni anno, per evitare i pensionamenti nel corso dell’anno scolastico. Nulla di nuovo rispetto al meccanismo attuale, quindi. Per approfondire come funzionano, ad oggi, le pensioni del personale scolastico: pensioni scuola, quando?

Con quota 100 si può lavorare?

Sei un dipendente pubblico, e vorresti uscire dal lavoro con la quota 100 per iniziare una nuova attività in proprio? Devi sapere che chi si pensiona con quota 100 non potrà lavorare per almeno 24 mesi; per la precisione, per 24 mesi non si potranno conseguire redditi da lavoro in misura superiore a 5mila euro all’anno.

Il divieto di cumulo tra reddito di lavoro e di pensione, abolito nel 2008 per i trattamenti pensionistici diretti (come la pensione di vecchiaia, di anzianità e anticipata), sarà dunque ripristinato, in modo parziale, per chi ottiene la quota 100.

Con quest’uscita anticipata si vuole favorire il ricambio generazionale, pertanto si vuole evitare che i neo-pensionati vadano ad occupare nuovi posti di lavoro.

Il divieto di lavorare, o meglio di conseguire redditi da lavoro in misura superiore a 5mila euro annui, ad ogni modo, è solo per 2 anni.

Quanto si perde con la quota 100?

In questi giorni sta anche partendo una nuova campagna informativa dell’Inps, finalizzata a rendere edotti gli aspiranti pensionati su quanto si perde anticipando il trattamento. Il presidente dell’Inps, Boeri, ha addirittura annunciato che con quota 100 si può arrivare a perdere sino a 500 euro al mese, e sino al 21% della pensione.

Ma è veramente così?

Non esiste una risposta uguale per tutti: la perdita dipende dagli anni di anticipo della pensione, dai contributi o redditi, dalla carriera…Abbiamo fatto il punto della situazione, con degli esempi concreti, in: Quota 100, quanto si perde?



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