Business | Articoli

Debiti: chi non li paga commette reato?

14 Settembre 2017 | Autore:
Debiti: chi non li paga commette reato?

In alcuni casi chi non paga i propri debiti commette reato e può essere querelato. Vediamo quando

Ogni promessa è debito. Molte volte, però, sono proprio i debitori a non mantenere le proprie promesse: si fanno prestare dei soldi con la “promessa” di restituirli, e poi non lo fanno. Lo sanno tutti: il problema del recupero dei propri crediti è da sempre uno dei più fastidiosi e “antipatici”. È vero, la legge offre una serie di “rimedi” e di garanzie contro l’inadempimento, ma se questi non dovessero bastare il creditore può decidere di denunciare chi non gli restituisce i soldi. In altri termini: chi non paga i debiti commette reato? Ebbene: in alcuni casi la risposta è affermativa. Vediamo, dunque, quando “scatta il penale” se non si pagano i debiti e di che tipi di reato si tratta. Prima però è bene fare alcune precisazioni.

Debiti: si può costringere a pagare?

Cominciamo innanzitutto con il dire che quando si è creditori di una somma di denaro è sempre meglio adire le “vie legali” ed evitare di farsi giustizia “da sé”. Ciò in quanto, il più delle volte – così facendo – si può passare dalla ragione al torto in un battibaleno. Ed infatti, ognuno di noi è titolare di determinati diritti. Diritti (anche quelli di credito) che dovrebbero essere tutelati  e rispettati sempre e comunque. Cionondimeno, un conto è esercitare un proprio diritto, tutt’altra cosa è, invece, abusarne. Di conseguenza, un conto è diffidare una persona ad adempiere agli obblighi assunti; cosa ben diversa è – invece – costringerlo a pagare usando minacce o, peggio, violenza. Chi più rischia, in questi casi, è proprio il creditore (e ciò, soprattutto se il debitore è nullatenente). Ciò posto, è sempre meglio scegliere strade diverse da quelle della costrizione “fai da te”: si rischia, al contrario, di commettere un reato. Quale? Il c.d. esercizio arbitrario delle proprie ragioni [1]. Per approfondimenti leggi anche: Debiti: si può costringere a pagare?

Debiti: chi non li paga commette reato?

Veniamo ora alle domande che ci siamo posti ad incipit del presente articolo, ovverosia: il creditore può denunciare chi non gli restituisce i soldi? Chi non paga i debiti commette reato? La risposta: in determinati casi sì e sul punto si è pronunciata di recente anche la Cassazione [2].

La vicenda

Il caso deciso dalla Corte di Cassazione prende le mosse dalle vicende di due “amici”, uno dei quali in difficoltà economica. Quest’ultimo era avvezzo a chiedere numerosi prestiti (tutti garantiti “sulla fiducia”) all’amico più benestante. L’amico “più ricco”, dal canto suo, non si era mai sottratto alle richieste di prestito dell’altro, in quanto questi provvedeva sempre a restituirgli i soldi. Ciò, tuttavia, fino a quando quest’ultimo non veniva licenziato: con la perdita del lavoro, infatti, era diventato impossibile restituire i soldi che il suo amico gli aveva prestato. Cionondimeno, questi continuava a chiederne in prestito, vedendosi bene dal comunicare al suo creditore che non aveva più un lavoro e che, pertanto, non avrebbe mai potuto saldare i suoi debiti. Scoperto “l’inganno”, il creditore accusava il debitore di truffa. Il debitore, invece, sosteneva che chi non paga i debiti non commette alcun reato e, pertanto, non può essere querelato. Chi ha ragione?

Chi non paga i debiti commette reato?

Ebbene, al riguardo, la Cassazione ha affermato che si ha semplice inadempimento contrattuale che, tutt’al più, consente un pignoramento, ma non anche un procedimento penale quando l’impossibilità a pagare non è volontaria e non vi è, quindi, alcun intento fraudolento da parte del debitore. Il reato, invece, scatta quando chi contrae il debito, lo fa avendo già l’intenzione di non pagare. Intenzione che può manifestarsi nascondendo al creditore circostanze (nel caso di specie la perdita del lavoro) che se conosciute non lo avrebbero portato a prestare i soldi. D’altronde, il reato di truffa [3] consiste proprio nella condotta di chi, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé un ingiusto profitto, con altrui danno. Detto reato, nella sua forma base, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 51 a euro 1.032.

Attenzione quindi a contrarre dei debiti con la consapevolezza di non poterli ripianare, soprattutto nel caso in cui nascondiate, in mala fede, al vostro creditore circostanze che se conosciute mai lo indurrebbero a farvi credito. In tali casi, infatti, si rischia una querela per truffa. In particolare, per punire chi contrae un debito pur non avendo la possibilità di restituire i soldi, è necessario sporgere querela entro 3 mesi dalla conoscenza del comportamento illecito presso le competenti autorità (carabinieri o Procura della Repubblica). Ovviamente, agire penalmente non esclude la possibilità, in via civile, di intentare le azioni per il recupero del credito, ad esempio con il pignoramento, laddove possibile.


note

[1] Art. 393 Cod. Pen.

[2] Cass. sent. n. 32055 del 04.07.2017.

[3] Art. 640 Cod. Pen.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube