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Come sarebbe il mondo se gli uomini capissero le donne

3 dicembre 2018


Come sarebbe il mondo se gli uomini capissero le donne

> Cultura e società Pubblicato il 3 dicembre 2018



Da secoli le donne aspettano invano che gli uomini imparino a comprendere a fondo l’universo femminile: ma se la cosa accadesse realmente, sarebbe davvero un bene? Proviamo a capirlo insieme.

La dicotomia uomo e donna è qualcosa di profondo, che va ben oltre le evidenti differenze fisiche. Dal modo di approcciare alla vita fino alla relazione con i problemi quotidiani, gli uomini e le donne hanno sempre dei punti di vista differenti. Entrando nel merito, l’uomo viene tacciato di superficialità dalla donna, che nella maggior parte dei casi non si sente compresa. Da qui nascono diversi luoghi comuni sul fatto che le donne sono complicate, che gli uomini vogliono dall’universo femminile “una sola cosa” e via dicendo. Viste le differenze acclarate tra l’universo maschile e quello femminile, una domanda su tutte sorge spontanea: come sarebbe il mondo se gli uomini capissero le donne? In queste righe abbiamo provato a fare un vero e proprio esercizio retorico, ipotizzando degli uomini maggiormente comprensivi rispetto ad episodi di vita quotidiana. Non ci siamo avventurati in discorsi particolarmente introspettivi, abbiamo piuttosto ipotizzato un approccio più “performante” da parte del pubblico maschile rispetto alle piccole cose che infastidiscono le donne, per vedere quello che ne veniva fuori. E sui risultati del nostro esercizio retorico ci sarà molto da riflettere.

Possono gli uomini comprendere le donne in “quei giorni lì”?

Uno dei motivi di più banali e frequenti di scontro tra un uomo e una donna riguarda il ciclo mestruale che interessa l’universo femminile almeno una volta al mese. È indubbio che l’umore delle donne in quei giorni non è dei migliori, ma non bisogna pensare che sia frutto di una qualche concezione astrale. Anche gli uomini sarebbero di umore nero se dovessero convivere per ore e ore con un dolore lancinante al basso ventre: gli ormoni in subbuglio sono solo frutto di una stressante condizione fisica.

L’uomo comprensivo è quello che capisce il dolore della propria partner, ma sopratutto è consapevole del fatto che non può far nulla di tangibile per farla stare meglio fisicamente. Quindi in quei giorni assume un atteggiamento che gli psicologi definirebbero “passivo – assertivo”: cerca di rallegrare come può la propria donna, soppesa ogni parola che dice, ma sopratutto evita in qualsiasi circostanza di fare riferimento al ciclo mestruale.

Il nostro uomo che capisce le donne scansa con maestria tutte le situazioni che possono portare allo scontro.

Se proprio è invischiato suo malgrado in un confronto accesso con la propria partner, non si sognerebbe mai di dire frasi del tipo “sei nervosa solo perché hai le tue cose”, perché sa bene che a quel punto davanti ad un plotone di esecuzione avrebbe maggiori speranze di salvezza.

Insomma, un uomo così accondiscendente nei confronti della sua donna risulterebbe, dal punto di vista evoluzionistico, l’anello di congiunzione tra lo zerbino fuori l’uscio di casa e l’accappatoio scaldato sul termosifone tipico delle docce invernali.

Come si approccerebbe la donna ad un uomo così remissivo? Ovviamente non tutte reagirebbero allo stesso modo, ma siamo portati a pensare che la maggior parte delle donne, pur apprezzando la comprensione del proprio uomo, non ne trarrebbe un grosso beneficio, perché verrebbe a mancare quella valvola di sfogo sulla quale rovesciare quella nevrosi dovuta ai continui dolori.

L’uomo comprensivo come agirebbe con una donna alle prese con il trucco?

Lo scenario è il seguente: una coppia deve andare a cena fuori con amici e parenti. L’appuntamento al ristorante è per le 21. L’uomo in circa trenta minuti si lava, si prepara e si veste, mentre la donna impiega lo stesso periodo di tempo (se tutto va bene) solo per capire quale abito indossare. Ne nasce quindi la più classica delle discussioni, in cui l’uomo è seccato dall’enorme ritardo che stanno accumulando, mentre la donna cerca di far comprendere al proprio partner che trucco, ceretta ed attività affini richiedono molto tempo e non si può fare altrimenti.

Chiamiamo quindi in causa anche in questa situazione il nostro “uomo che capisce le donne” e vediamo come si comporterebbe. L’uomo comprensivo ha anzitutto cronometrato, in virtù delle esperienze passate, i tempi che servono alla sua donna per essere pronta.

Quindi, ipotizzando che la propria partner non impieghi mai meno di 2 ore per le proprie cose, per una cena alle 21 il nostro uomo inviterebbe la sua signora sin dalle 18:30/19 ad avviare “le grandi manovre”.

L’utilizzo del termine invito non è casuale, perché le donne odiano l’uomo che le fa pesare i lunghi tempi dei preparativi e spesso per ripicca iniziano a prepararsi volutamente tardi. L’uomo comprensivo sa invece toccare le giuste corde senza essere insolente.

Fin quando ci si può organizzare, la cosa è relativamente facile. Come si comporterebbe, invece, l’uomo comprensivo se la sua donna avesse meno tempo del necessario a disposizione? Sicuramente farebbe appello alle sue doti di seduttore e le direbbe che è bella al naturale e non ha bisogno di truccarsi.

Le donne non rimangono mai insensibili ad un uomo che le ama così come sono. Tuttavia, raramente seguono il consiglio, perché tendono a vedersi sciatte, e quindi questo approccio ha poche possibilità di riuscita. All’uomo comprensivo non resta quindi che avvisare, segretamente, amici o parenti, e dire che potrebbero fare un po’ tardi.

Lo scontro in questo caso si è evitato, la donna ha apprezzato, ma il problema del suo ritardo cronico non è stato risolto.

Come si comporterebbe l’uomo comprensivo a letto?

Per capire se una coppia funziona davvero bisogna vederla sotto le lenzuola. No, non si tratta di praticare voyeurismo, devono essere i due protagonisti a vedere la propria affinità in quei momenti lì.

Uno dei problemi più comuni nelle coppie a letto è il capire cosa l’altro vuole. Gli uomini si impegnano particolarmente nel far raggiungere l’orgasmo alla propria donna, senza tuttavia dedicare il giusto tempo ai preliminari.

Dall’altra parte, anche le donne vogliono compiacere il proprio uomo, ma temono di essere giudicate qualora si mostrassero troppo audaci. Sono tantissime le donne che hanno fantasie sessuali anche un po’ spinte, che però tendono a sopire in nome di una non precisata integrità morale da conservare. Come deve agire in questo caso il nostro “uomo che capisce le donne”? Sotto le lenzuola le parole contano fino ad un certo punto. E’ il non detto il vero modo di comunicare.

Attraverso un gioco di sguardi e comunicando con il contatto fisico l’uomo comprensivo cerca di capire i desideri della propria partner. Il maschio che capisce la propria partner sa bene che i preliminari sono fondamentali, ma al tempo stesso non li fa durare ore, perché anche la donna, al momento adatto, vuole arrivare al sodo.

L’uomo bravo a letto indugia in una determinata pratica quanto intuisce l’apprezzamento della donna attraverso i movimenti del corpo. È anche il promotore delle fantasie a letto, perché sa bene che la sua donna si vergognerebbe di mostrarsi audace.

È nell’espletamento delle fantasie che l’uomo comprensivo deve dare il meglio di sé: se vede da parte della controparte femminile una certa resistenza, vira immediatamente su un’altra attività. Se invece riceve un implicito permesso, può scandagliare la fantasia fino a farla diventare tanto audace quanto eccitante.

Qual è in questo caso il risultato che ne traiamo? Il profilo descritto è quello dell’amante perfetto, che si ingegna in ogni modo per dare piacere alla propria donna, il che è sicuramente un bene per la coppia.

D’altro canto, però, rispetto agli esempi precedenti, in questo caso è la donna la figura subalterna che segue senza opposizione il proprio partner lungo uno specifico percorso. A molte donne una situazione del genere potrebbe anche andare bene, ma altre vogliono poter condurre il gioco sotto le lenzuola e con un amante così potrebbero quindi addirittura entrare in conflitto.

Che mondo quindi sarebbe se gli uomini capissero le donne?

Gli esempi che abbiamo riportato non riguardano, come premesso, analisi accurate della dicotomia uomo – donna, ma analizzano le incomprensioni tra i due sessi attraverso semplici episodi di vita quotidiana.

Il ritratto dell’uomo che capisce le donne che abbiamo dipinto ci ha restituito un individuo molto lontano dall’idea del maschio alfa che, a seconda della situazione, si mostra remissivo o rassegnato. Non siamo sicuri, però, che un uomo del genere sia davvero la soluzione a tutti i problemi.

Il mondo con uomini del genere sarebbe sicuramente diverso, ma non necessariamente migliore. Questo perché le situazioni ipotizzate sono state tutte pesantemente sbilanciate in favore della donna. Dove sta scritto, però, che l’uomo non debba a sua volta essere compreso? È davvero sano che in una coppia ci sia una figura che prevalga sull’altra?

Coloro che hanno fatto studi classici ricorderanno Aristofane e il Mito dell’Androgino. Secondo tale mito un tempo uomini e donne erano fisicamente uniti in un unico essere, l’androgino appunto. Questo essere aveva le caratteristiche fisiche di entrambe i sessi e aspirava a prendere il posto degli dei sull’Olimpo. A Zeus ovviamente non piacque questa insolenza e divise quindi tutti gli androgini in due parti, ovvero uomini e donne. Da allora, sempre secondo il mito, ogni uomo è alla ricerca disperata della sua metà donna, che pur con le sue diversità lo completava. E ovviamente lo stesso vale anche per la controparte femminile.

Al di là del racconto in sé, il mito dell’androgino ci insegna che una coppia si completa proprio quando due persone diverse, sia fisiche che caratterialmente, decidono di unirsi.

La conclusione è quindi che l’uomo deve sicuramente imparare a capire le donne, ma senza annullarsi. La donna, dal suo canto, non deve limitarsi ad esporre le sue ragioni, ma deve cercare il confronto e capire i motivi della controparte maschile. A quel punto sì che avremmo un mondo migliore per tutti.


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