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Memoria e meccanismi alla base del ricordo

9 Dicembre 2018 | Autore:
Memoria e meccanismi alla base del ricordo

Nel corso della vita quotidiana, per poter svolgere tutte le attività ma anche nella sfera intima e personale, l’uomo attinge costantemente alla memoria evocando ricordi sia in maniera conscia che con automatismi.

Quando ci sediamo al volante, mettiamo in moto e partiamo stiamo riportando al presente e ripetendo a memoria atti che abbiamo imparato. Un profumo percepito nel caos di un grande magazzino riporta alla mente un’esperienza vissuta anni prima, il ricordo alcune volte è nitido e preciso oppure può essere sbiadito e confuso. Se dobbiamo sviluppare un problema matematico o fisico allora ci sforziamo di ricordare la regola o il principio che abbiamo studiato. Lo stesso succede quando continuiamo a emozionarci al ricordo di gioie passate come la nascita di un figlio o il matrimonio. Si può affermare che noi sollecitiamo sistematicamente la memoria, ma cosa sono memoria e meccanismi alla base del ricordo?

La memoria: cos’è?

La memoria può essere analizzata da diversi punti di vita. Gli studi di neurofisiologia della memoria hanno portato ad evidenziare le interconnessioni cerebrali che ne sono alla base, la psicologia della memoria la collega al vissuto della persona, la sociologia della memoria ne indaga le implicazioni per la collettività. Alla base di tutte queste analisi esiste l’uomo e la sua memoria.

Come si può definire la memoria? Si può affermare che la memoria sia la capacità che ha l’uomo di mantenere le tracce del proprio passato immagazzinando le informazioni per utilizzarle sia nel presente che in programmi futuri. Vediamo ora in che modo la mente umana riesce a conservare episodi, volti, parole, sensazioni quali odori e suoni trasformandoli in ricordi che possono tornarci in mente volontariamente o inconsciamente.

La memoria: come funziona?

Gli stimoli esterni colpiscono l’individuo attraverso gli organi di senso (vista, udito, gusto, olfatto, tatto), giunti al cervello come stimolazioni elettriche vengono elaborati, codificati e talvolta immagazzinati costituendo quel patrimonio fondamentale della mente umana che è la memoria.
Il meccanismo mnesico attraverso il quale l’informazione non si disperde e viene immagazzinata è rappresentato da un:

  • processo di codifica attraverso il quale gli stimoli vengono istantaneamente selezionati e archiviati tra il materiale precedente. Il processo di elaborazione può essere volontario (ricordare l’elenco della spesa) o involontario (posso ricordare, volendo, la disposizione degli oggetti di una scrivania);
  • processo di ritenzione che permette di fissare l’informazione, è tanto più efficace quanto maggiormente può collegarsi ad informazioni già memorizzate. L’informazione che non viene richiamata alla memoria per lungo tempo tende a essere persa;
  • processo di recupero che fa sì che si possa evocare, a partire da stimoli o volontariamente, il materiale archiviato.

Non tutti gli impulsi che colpiscono i nostri sensi vengono archiviati nella nostra memoria, fattori importanti che ne impediscono l’eliminazione senza lasciare traccia sono l’attenzione che noi prestiamo, la possibilità che si instaurino associazioni e la mancanza di stimoli distraenti come può essere il dolore.

Non esiste nel nostro cervello un’area specifica da indicare quale centro della memoria, ma sono state individuate diverse zone (ippocampo, sistema limbico, amigdala, cervelletto, lobo frontale) che presentano connessioni e interazioni reciproche. Pertanto, l’informazione captata dagli organi di senso viene distribuita e immagazzinata in aree diverse, ciascuna delle quali partecipa al processo mnesico con modalità differente.

La memoria quindi non è unica ma è costituita da strutture separate con caratteristiche proprie che presentano reciproche connessioni inter-neuronali.

Nel processo mnesico riconosciamo diversi sistemi di memoria (memoria sensoriale, memoria a breve termine, memoria a lungo termine) che differiscono per la durata della traccia mnesica e la capacità di trattenere più o meno a lungo l’informazione.

Memoria sensoriale

La memoria sensoriale permette di trattenere l’informazione che giunge attraverso gli organi di senso (vista e udito) per circa 1-2 secondi che rappresenta il tempo necessario affinché lo stimolo venga riconosciuto. Un esempio è la memoria visuo-spaziale che ci permette di ricordare la disposizione dei mobili di una stanza in cui non siamo mai entrati.

È una memoria specifica per ciascuna capacità sensoriale:

  • memoria iconica: memoria sensoriale visiva, agisce in modo inconscio permettendo di trattenere per pochi istanti le immagini;
  • memoria ecoica: memoria sensoriale uditiva permette la comprensione del messaggio verbale, dura circa 2 secondi.

La memoria sensoriale viene chiamata in causa quando ci chiediamo quanto riusciamo a ricordare con un solo sguardo.

Memoria a breve termine

La memoria a breve termine trattiene gli imput sensoriali per un periodo di tempo che va da alcuni secondi a pochi minuti. Agisce con un meccanismo attivo, ha capacità limitate e riesce a trattenere l’informazione per circa 15/20 secondi (mandare a mente un numero di targa il tempo necessario a prendere carta e penna).

La memoria a breve termine può essere rafforzata da strategie di elaborazione quali frammentare, ricodificare l’informazione o reiterarla.

La memoria a breve termine costituirebbe una sorta di memoria di lavoro il cui scopo sarebbe quello di ricordare le informazioni per il tempo necessario a svolgere una determinata attività.

Memoria a lungo termine

La memoria a lungo termine contiene tutte le informazioni provenienti dalla memoria a breve termine, le immagazzina per sempre senza limiti di quantità. La memoria a lungo termine è la fonte da cui attingiamo i ricordi e può essere:

  • dichiarativa: attiene alle informazioni che possiamo descriviamo quali le date dei compleanni o i nomi dei conoscenti. Si tratta di episodi specifici che riguardano sia la nostra vita in generale (l’ultimo libro letto) oppure la nostra esperienza personale (ricordi della nostra infanzia). È influenzata dal soggetto che ricorda, infatti la persona seleziona i momenti che gli appaiono, in quel momento storico, maggiormente significativi. Appartiene alla memoria dichiarativa anche la memoria semantica che riguarda concetti di carattere generale (il linguaggio);
  • procedurale: capacità di svolgere attività che si sono imparate con la ripetizione di azioni (guidare o andare in bicicletta), attiene all’acquisizione di capacità motorie che si ottengono per tentativi ed errori. Si ha un apprendimento associativo che permette di utilizzare degli automatismi per eseguire attività apprese. Alla base ci sarebbe il condizionamento che permette di reagire in maniera automatica in situazioni con valenza emozionale. Fa parte della memoria procedurale il priming di ripetizione, ossia il potenziamento della capacità di analisi di uno stimolo se è stato preceduto da uno stimolo con le stesse caratteristiche.

Le esperienze della vita si imprimono in modo indelebile nella nostra mente e il ricordo rappresenta la manifestazione della memoria e la modalità con cui l’uomo la percepisce.

Il ricordo

La memoria rappresenta la traccia di tutto il nostro vissuto e qualunque nostra attività fisica o psichica attinge sempre dalle informazioni custodite nella mente. La classificazione dei sistemi di memoria (memoria sensoriale, memoria a breve termine, memoria a lungo termine) tiene conto del codice temporale, tuttavia esistono numerosi codici di codifica dell’informazione perciò le esperienze vengono memorizzate in maniera diversa da ciascuno di noi.

Infatti, il ricordo non è la riproduzione fedele del passato (non ricordiamo mai tutte le sequenze degli avvenimenti) tant’è che le persone ricordano gli stessi episodi in modo differente e questo succede perché il ricordo è filtrato dal vissuto e dal contesto in cui ricordiamo. Ricordare non significa affatto riportare alla mente un evento statico avvenuto tempo addietro.

Quando ricordiamo, l’esperienza passata viene ricostruita in un nuovo contesto, si attua un’elaborazione delle informazioni immagazzinate alla luce del sentire presente quindi il ricordo è influenzato da valenze emozionali o da necessità di adattamento.

Abbiamo visto che gli stimoli con cui veniamo in contatto vengono elaborati e trattenuti nella memoria a lungo termine ma, dal momento che non esiste un luogo unitario sede della memoria, le tracce mnesiche sono distribuite nelle diverse aree cerebrali.

Quando evochiamo un ricordo, volontariamente oppure questo si affaccia alla nostra mente seguendo un’associazione sensoriale (un profumo, un suono, un’immagine), la nostra mente lo ricostruisce assemblando le tracce mnesiche che sono state immagazzinate secondo schemi cognitivi utilizzati al momento dell’elaborazione dello stimolo percepito.

La selezione operata in un primo momento può aver portato a omettere di immagazzinare parte dell’informazione, al momento della rievocazione possono intervenire fattori che determinano distorsioni /omissioni/abbreviazioni, quindi il ricordo che affiora è il risultato di un processo dinamico a cui la mente cerca di dare un significato e una logica in relazione a numerose variabili (momento presente, stato emotivo che si vive). Inoltre, lo stesso ricordo può essere evocato più volte con le relative successive elaborazioni e distorsioni.

Alla base del ricordo ci sono le connessioni inter-neuronali che devono avere una plasticità tale da permettere che alcune informazioni siano eliminate (sensazioni dolorose occasionali) altre, considerate utili dalla nostra mente, vengano rinforzate.

Il ricordo è quindi dinamico, potenziato o cancellato da fattori (quali le convinzioni personali, lo stato emotivo, i suggerimenti di terze persone) che intervengono nel momento stesso in cui evoco il ricordo facendo sì che il nostro cervello selezioni la sequenza di elementi da recuperare più adatti al momento presente.

Pertanto, la memoria trattiene l’informazione che la nostra mente elabora e assembla riproponendola, attraverso i ricordi, riveduta e corretta a nostra insaputa.


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