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Come registrare un marchio

14 Settembre 2017 | Autore:
Come registrare un marchio

Cos’è e a cosa serve il marchio? Come si registra? Quali i costi? Ecco tutte le risposte

Il marchio consiste in un segno distintivo dell’azienda che la contraddistingue dalle altre, identificandone i prodotti ed i servizi sul mercato. Il più delle volte, avere un marchio valido si rivela davvero prezioso ed una delle più importanti “armi” per sbaragliare la concorrenza. Dunque, è molto importante tutelare il proprio marchio. Tutela che, come noto, si ottiene mediante la sua registrazione. Ma come procedere? Come si registra un marchio? Quali i costi? Di tanto parleremo nel presente articolo. Tuttavia, prima di spiegare come si registra un marchio, dobbiamo comprendere cos’è un marchio e, soprattutto, quali requisiti di validità sono richiesti.

Marchio: cos’è

Il marchio è un segno usato da una determinata impresa per contraddistinguersi sul mercato. La sua funzione, infatti, è quella di differenziare i prodotti e i servizi  di un’impresa da quelli delle aziende concorrenti. Il marchio serve, inoltre, a “formare” e “mantenere” la clientela, consentendole di riconoscere e selezionare i prodotti, le merci o i servizi.

Possono costituire marchio d’impresa tutti i segni aventi autonoma capacità distintiva e, dunque, tutti i segni rappresentabili graficamente, come parole (compresi i nomi di persone), disegni, lettere, cifre, suoni, forma del prodotto o della confezione di esso. Anche le combinazioni di colori o le tonalità cromatiche possono costituire un valido marchio: sono esclusi ovviamente i colori puri, in quanto l’uso degli stessi non può essere riservato esclusivamente a un titolare. Fanno parte dei segni suscettibili di costituire un valido marchio anche gli slogan pubblicitari, a condizione, tuttavia, che presentino un carattere distintivo, vale a dire che si tratti di un segno che possa essere percepito dal pubblico come uno strumento di identificazione dell’origine commerciale dei prodotti o dei servizi considerati, così consentendone, senza possibilità di confusione, la distinzione da quelli dei concorrenti. Non è invece attivabile la registrazione di marchi olfattivi, in quanto non esiste – ad oggi – una classificazione internazionale degli odori tale da consentirne una precisa e inequivocabile indicazione.

Nell’ambito del territorio italiano il marchio è regolato dalle norme del Codice civile [1] e dalle disposizioni contenute nel Codice della proprietà intellettuale [2].

Marchio: a cosa serve?

Come anticipato, il marchio è un segno usato per distinguere i propri prodotti e servizi da quelli della concorrenza. Si tratta di uno dei principali elementi dell’immagine dell’azienda e fornisce, agli occhi della clientela, garanzie di qualità e affidabilità. È quindi una risorsa preziosa da tutelare e valorizzare. La prima cosa da fare, dunque, è procedere alla c.d. registrazione del marchio. Ma come fare? Vediamolo insieme.

Marchio: requisiti di validità

È bene innanzitutto evidenziare che il marchio può essere tutelato mediante la registrazione solamente se possiede determinati requisiti di validità, e precisamente: originalità, novità, verità e liceità.

Originalità del marchio

Per la più ampia tutela dei consumatori, il marchio registrato deve essere idoneo a contraddistinguere in modo inconfondibile i beni o servizi da tutti quelli ad essi similari presenti sul mercato.

Novità del marchio

Il marchio registrato deve essere diverso da tutti quelli preesistenti ufficialmente registrati. Attenzione: per accertarsi che non esistono già marchi identici o simili è possibile effettuare una ricerca presso la banca dati nazionale dei brevetti e dei marchi tenuta presso le Camere di Commercio di ogni Provincia oppure online sul sito dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (Uibm). Tuttavia, data la lentezza delle registrazioni, talvolta è opportuno rivolgersi a studi di consulenza specializzati per una ricerca più sicura e approfondita.

Verità del marchio

Il marchio non deve contenere segni, figure o parole che possano ingannare il pubblico (c.d. marchio decettivo), in particolare sulla provenienza geografica, sulla natura o sulla qualità dei prodotti o dei servizi offerti.

Liceità del marchio

Un marchio registrato deve essere conforme alle norme dell’ordinamento giuridico in vigore, all’ordine pubblico e al buon costume.

Marchio: nullità e decadenza

La registrazione del marchio è soggetta a casi di nullità e ad ipotesi di decadenza.

In particolare il marchio è nullo se:

  • non presenta uno dei suesposti requisiti fondamentali (quali soprattutto la sua autonoma capacità distintiva);
  • è accertato con sentenza che il diritto alla registrazione spetta ad altro soggetto (poiché, ad esempio, vero titolare del marchio stesso).

È invece prevista la sua decadenza:

  • per volgarizzazione, quando cioè il marchio è diventato generica denominazione di un prodotto o di un servizio, oppure quando ha perso la sua capacità distintiva;
  • per illiceità sopravvenuta, cioè se induce in inganno il pubblico, se contrario alla legge, all’ordine pubblico o al buon costume;
  • per mancato uso per cinque anni consecutivi.

Come registrare un marchio

Per prima cosa è bene chiarire che legittimato a richiedere la registrazione del marchio è il soggetto che lo utilizza, o che si propone di utilizzarlo, nella fabbricazione o commercio di prodotti o nella prestazione di servizi della propria impresa o di imprese di cui abbia il controllo o che ne facciano uso con il suo consenso.

La richiesta, dunque, può essere presentata da una persona fisica, da una società, da un’associazione o da un altro ente, come la Regione, la Provincia o il Comune (per gli enti pubblici, il marchio può anche avere ad oggetto elementi grafici distintivi tratti dal patrimonio culturale, storico, architettonico o ambientale del territorio). La richiesta di registrazione, inoltre, può essere presentata anche da più individui che intendono usare lo stesso marchio collettivamente.

La domanda di registrazione del marchio [3] può essere:

  • inoltrata tramite il sito uibm.gov.it. Nel sito è esplicata dettagliatamente tutta la procedura. Per effettuare la stessa, però, è necessario essere in possesso di un certificato di firma digitale;
  • in alternativa, la domanda può essere depositata presso una Camera di Commercio oppure all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (Uibm).

Ogni domanda può contenere la richiesta di registrazione di un solo marchio. La domanda dovrà, inoltre, contenere un esemplare o una raffigurazione del marchio e l’indicazione dei prodotti o servizi che lo stesso servirà a contraddistinguere.

Quanto costa registrare un marchio?

È bene tener presente che la registrazione di un marchio avviene previa individuazione della classe merceologica cui appartengono i beni o i servizi che il marchio stesso andrà a rappresentare. Bisogna, inoltre, distinguere a seconda che la richiesta sia individuale o collettiva:

  • in caso di marchio individuale: la tassa di registrazione (comprensiva della protezione per 10 anni) è fissata in 101 euro per una classe merceologica; se le classi merceologiche dei beni e servizi cui il marchio si riferisce dovessero risultare più di una, allora si dovranno corrispondere 34 euro in più per ogni classe merceologica aggiuntiva;
  • in caso di marchio collettivo: la tassa di registrazione per una o più classi merceologiche è pari a 337 euro.

Sono, inoltre, previsti costi di segreteria pari a circa 43 euro, più 16 euro per la marca da bollo.

 

note

[1] Artt. 2569 e ss. cod. civ.

[2] Artt. 7 e ss. del D. lgs. n. 30 del 10.02.2005.

[3] Ci riferiamo alla domanda di registrazione nazionale. Procedure diverse sono, ovviamente, previste per le domande di registrazione comunitarie o internazionali.


1 Commento

  1. Preciso che l’assenza di marchi identici anteriori non esclude le possibili problematiche legate alla registrazione del marchio richiesto. Infatti, anche i marchi simili da un punto di vista visivo, fonetico o concettuale possono validamente impedire la concessione della registrazione del marchio. Affidarsi a un consulente per la registrazione vuol dire ricevere i consigli migliori prima di prendere una decisione molto importante per la propria attività economica.

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