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Leasing abitativo: cos’è e come funziona?

15 Settembre 2017 | Autore:


> Business Pubblicato il 15 Settembre 2017



Il leasing può essere utilizzato anche per l’acquisto della prima casa. Vediamo come

Il leasing è un contratto molto diffuso nella prassi commerciale, tant’è che di recente [1] si è sentita l’esigenza di regolamentarlo ancor meglio. Leggi al riguardo: Leasing: tutte le novità apportate dalla legge sulla concorrenza

Il leasing (o locazione finanziaria) può essere utilizzato anche per l’acquisto della prima casa.  Si parla in proposito di leasing immobiliare abitativo. Vediamo, quindi, cos’è il leasing immobiliare abitativo e come funziona.

Leasing abitativo: cos’è?

Il contratto di leasing immobiliare abitativo [2] nasce dall’esigenza di favorire l’acquisto dell’abitazione principale ricorrendo ad uno strumento di finanziamento diverso dal mutuo. Rispetto al mutuo, infatti, il leasing presenta diversi vantaggi:

  • può coprire l’intero valore dell’abitazione (mentre il mutuo generalmente copre fino all’80%);
  • mediante il leasing è possibile organizzare con flessibilità l’importo e la periodicità della rata e del riscatto finale;
  • la conclusione del contratto di leasing, inoltre, non richiede il coinvolgimento di garanzie ipotecarie (essendo il concedente dell’immobile garantito dal mantenimento della proprietà del bene stesso fino al momento del riscatto);
  • altri vantaggi rispetto al mutuo sono ravvisabili nel fatto che l’imposta di registro sull’atto di acquisto è ridotta e sia il canone che il prezzo del riscatto sono detraibili.

Leasing abitativo: come funziona?

In concreto, coloro che intendono acquistare casa mediante lo strumento del leasing dovranno stipulare un contratto con una società di leasing (detta concedente). In forza di questo contratto la società si obbliga ad acquistare o a far costruire una casa, a scelta del cliente e secondo le sue indicazioni. Dunque, la società metterà l’immobile a disposizione del cliente (c.d. utilizzatore) per un determinato periodo di tempo a fronte del pagamento di un canone e, alla scadenza del contratto, il cliente avrà la facoltà di acquistare la proprietà del bene pagando il prezzo (c.d. riscatto) stabilito nel contratto.

Leasing abitativo: quali immobili?

Possono costituire oggetto di leasing abitativo alcune categorie di immobili, nel dettaglio:

  • fabbricati ad uso abitativo già completati e dichiarati agibili;
  • fabbricati a uso abitativo da costruire su uno specifico terreno;
  • fabbricati a uso abitativo in corso di costruzione e da completare;
  • fabbricati abitativi da ristrutturare.

Leasing abitativo: la sospensione del pagamento

La disciplina del leasing prima casa prevede una norma eccezionale a tutela del cliente: questi infatti può chiedere la sospensione del pagamento dei canoni di leasing in caso di perdita del lavoro (sia con riferimento al rapporto di lavoro subordinato, che negli altri rapporti di collaborazione). Affinché la sospensione sia legittima ed il concedente la accetti deve trattarsi di una cessazione del rapporto di lavoro non determinata da una delle seguenti cause:

  • risoluzione consensuale del rapporto di lavoro;
  • recesso del datore di lavoro per giusta causa;
  • recesso del lavoratore non per giusta causa;
  • risoluzione per limiti di età con diritto a pensione di vecchiaia o di anzianità;
  • licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo;
  • dimissioni del lavoratore non per giusta causa.

Il diritto alla sospensione opera una sola volta: per cui, fruito del periodo (di massimo 12 mesi) di sospensione del pagamento, non se ne può chiedere un altro. Al termine della sospensione, il pagamento dei canoni riprende secondo gli importi e con la periodicità originariamente previsti dal contratto, salvo che le parti non abbiano rinegoziato le condizioni del leasing.

Leasing abitativo: risoluzione del contratto

Se al termine della sospensione il cliente non riprende regolarmente il pagamento dei canoni o si renda in ogni caso inadempiente nel pagamento del dovuto, la società concedente ha diritto alla restituzione del bene. Il concedente, in particolare, può agire per il rilascio dell’immobile con il procedimento per convalida di sfratto [3] ossia con lo stesso procedimento previsto dalla legge per le locazioni ordinarie per il caso di morosità dell’inquilino.

note

[1] Cfr.: l. n. 124 del 04.08.2017 (Legge sulla concorrenza e sul mercato).

[2] Art. 1, comma 76, L. n. 208 del 28.12.2015.

[3] Art. 1, comma 81, L. n. 208 del 28.12.2015.

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