Rateizzazione cartelle: stop pagamento con la pace fiscale

29 Ottobre 2018


Rateizzazione cartelle: stop pagamento con la pace fiscale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 Ottobre 2018



Nella sanatoria e cancellazione delle micro-cartelle esattoriali rientrano tutti i “debiti di importo residuo”, quindi anche quelli in corso di pagamento.

La pace fiscale, che contiene la sanatoria delle mini-cartelle fino a mille euro, si applica anche a chi ha una rateazione in corso e il debito residuo è inferiore a tale tetto. Lo si intuisce chiaramente dal testo del decreto fiscale [1], appena approvato dal Governo che entrerà in vigore al 31 dicembre 2018. Per capire quale beneficio potrà avere il contribuente che già stava pagando il debito con l’agente della riscossione facciamo un esempio. Immaginiamo che una persona, qualche anno fa, abbia ricevuto una cartella esattoriale da 5mila euro per Imu non versata. Per evitare un pignoramento, il debitore presenta allo sportello dell’esattore una istanza di dilazione del debito in 72 rate. L’agente della riscossione, dopo aver approvato la richiesta, gli consegna il piano di ammortamento che il contribuente inizia ad adempiere regolarmente. Al 31 dicembre 2018 il residuo da pagare è di 990 euro. Ebbene, questo importo ricade nel condono governativo. Dunque, anche in caso di rateizzazione delle cartelle c’è lo stop al pagamento grazie alla pace fiscale.

Il decreto fiscale fa riferimento ai «singoli carichi» affidati all’agente della riscossione dal 2000 al 31 dicembre 2010, quindi riguarda anche le cartelle di pagamento ricevute nel 2011, ma riferite a ruoli formati l’anno prima.

Ricordiamo che l’annullamento delle mini-cartelle opera per i debiti 2000-2010 ancora iscritti a ruolo al 24 ottobre 2018, e avverrà, senza alcuna richiesta del debitore, al 31 dicembre. Se in questo tempo il debitore paga, perché magari ha in corso una rateizzazione, il versamento è imputato a copertura di eventuali altri debiti. In assenza, sarà rimborsato con oneri a carico del Comune creditore. Le somme pagate prima del 24 ottobre restano acquisite dall’ente creditore.

L’articolo 4 del DL fa tuttavia riferimento ai «debiti di importo residuo» dei carichi. Ed è proprio la parola “residuo” che lascia chiaramente intendere l’inclusione anche dei carichi in corso di pagamento tramite dilazione o, meglio chiamata rateazione. Ciò implica che se il contribuente ha in corso una rateizzazione di un carico originario (atto di accertamento) di 5mila euro, ma le rate residue sono di 990 euro, anche queste saranno cancellate.

note

[1] DL n. 119/2018.


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4 Commenti

  1. La domanda sorge spontanea: se da oggi al 31/12 saldo anticipatamente le rate che servono a determinare il residuo di 1000 euro, posso beneficiare della sanatoria del suddetto residuo?

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