Diritto e Fisco | Articoli

Cosa accade ai beni di una persona scomparsa?

7 dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 dicembre 2018



Qual è la sorte dei beni di proprietà di una persona che risulta essere scomparsa e chi se ne può legittimamente appropriare  

La cronaca quotidiana, soprattutto negli ultimi anni, si sta sempre più occupando delle persone scomparse. Grazie anche ad un notissimo programma televisivo, in onda ormai da trenta anni, l’attenzione, talvolta (bisogna dirlo) morbosa, dei cittadini si è rivolta con sempre maggiore intensità sulla sorte delle tante persone che giornalmente scompaiono non dando più notizie di sé. Se, per fortuna, alcuni di questi casi di scomparsa si risolvono con il ritorno della persona temporaneamente allontanatasi, altri, invece si risolvono tragicamente. Altri ancora, purtroppo, non trovano alcuna soluzione nel senso che la persona scomparsa non viene più ritrovata. Di un numero non irrilevante di persone, anche minori d’età, si perdono le tracce in modo definitivo. Tra le altre cose, allora, è lecito in questi casi chiedersi anche cosa accade ai beni di una persona scomparsa. Chi, come e quando, cioè, può prendere possesso di questi beni e se ed in che modo la legge regolamenti la successione ereditaria di queste persone. Sono temi che nessuno vorrebbe trovarsi ad affrontare, ma la conoscenza delle norme è sempre positiva anche perché se c’è chi scompare, c’è anche chi resta ed è giusto, soprattutto se chi resta è un minore o un giovane, che perlomeno l’assenza del parente prossimo (soprattutto di un genitore) non pesi anche sulla vita quotidiana e sulla capacità di condurre una vita dignitosa. Ed a questo scopo è assolutamente necessario sapere in che modo sia possibile subentrare nei beni dello scomparso per poterli adeguatamente gestire.

Chi sono per la legge le persone scomparse?

Si è detto che il fenomeno delle persone scomparse è ormai sotto gli occhi dei riflettori, soprattutto mediatici, molto più che in passato.

Occorre, allora, analizzare il fenomeno sotto il profilo giuridico che, invece, resta spesso, ed a torto, in secondo piano.

Diciamo quindi che per la legge [1] una persona si dice scomparsa quando:

  • si è allontanata dal suo ultimo domicilio o residenza (cioè, in sostanza, dall’abitazione in cui dimorava abitualmente);
  • non se ne hanno più notizie in modo che sia incerto se essa sia ancora in vita o meno.

Questa è, dunque, la definizione giuridica di persona scomparsa: una persona, cioè, che si sia allontanata dalla sua abitazione e di cui non si abbiano più notizie certe.

Le persone scomparse:

  • non possono ricevere eredità, né possono acquistare alcun diritto;
  • possono vedersi nominato un curatore perché si provveda a conservare il loro patrimonio: se ad esempio lo scomparso è proprietario di un edificio che necessiti di manutenzione, allora sarà il curatore a provvedervi (il curatore può essere nominato dal tribunale del luogo dell’ultimo domicilio o residenza dello scomparso in base a ricorso che può essere presentato da qualunque interessato – un parente ad esempio – o dal pubblico ministero);
  • tuttavia se lo scomparso ha già un legale rappresentante (ad esempio i minori hanno già i genitori come loro legali rappresentanti) non ci sarà bisogno della nomina di un curatore e saranno i legali rappresentanti ad agire per la conservazione del patrimonio dello scomparso.

Lo scomparso, per la legge, è chi si sia allontanato di casa e di cui non si abbiano più notizie

Che accade se lo scomparso non torna e in particolare ai suoi beni?

Nel paragrafo precedente abbiamo delineato la figura della persona scomparsa secondo la legge.

La situazione della persona scomparsa è una situazione di fatto di cui la legge prende atto.

Se però questa situazione si protrae nel tempo per almeno due anni, la legge [2] prevede che i presunti successori legittimi dello scomparso (cioè il coniuge, i figli legittimi e naturali, gli ascendenti, i parenti collaterali, cioè i fratelli, e gli altri parenti fino al sesto grado) e chiunque creda di avere dei diritti sui beni dello scomparso possa chiedere al tribunale del luogo dell’ultimo domicilio o residenza dello scomparso di dichiararne l’assenza.

Se, quindi, sono passati più di due anni dall’ultima notizia certa dello scomparso, le persone appena indicate possono chiedere al tribunale che lo scomparso sia dichiarato assente.

La dichiarazione di assenza, che il tribunale pronuncia con sentenza, produce i seguenti effetti:

– viene aperto l’eventuale testamento della persona assente (su richiesta di qualunque interessato o del pubblico ministero);

– l’erede nominato tale in base al testamento dell’assente o l’erede legittimo (se non c’è un testamento) può chiedere di prendere possesso dei beni di proprietà della persona assente: i beni dell’assente non diventano di proprietà dell’erede testamentario o dell’erede legittimo, ma quest’ultimo può solo amministrarli e godere delle relative rendite (ad esempio l’erede potrà incassare i canoni di affitto di un appartamento che era di proprietà della persona assente); l’erede immesso nel possesso dei beni della persona assente non potrà nemmeno venderli a meno che non vi sia una necessità o una utilità evidente in tal senso e sempre con l’autorizzazione del tribunale;

– l’erede testamentario o legittimo dell’assente non è tenuto ad adempiere le obbligazioni di cui la morte dell’assente causerebbe l’estinzione (ad esempio, una sanzione per violazione delle norme del Codice della strada commessa dall’assente non dovrà essere pagata dall’erede testamentario o legittimo dell’assente perché la morte dell’assente produrrebbe l’estinzione di questa obbligazione).

Aggiungiamo che l’assenza scioglie la comunione legale tra i coniugi e, se non ci sono figli, anche il fondo patrimoniale; inoltre determina il diritto per il coniuge dell’assente a godere di un assegno alimentare (a carico, ovviamente, del patrimonio dell’assente).

L’assenza, come situazione di diritto, viene a cessare se viene accertata la morte dell’assente, oppure con la dichiarazione di morte presunta (vedi paragrafo successivo), oppure con il ritorno dell’assente e con la notizia certa della sua esistenza in vita.

Se l’assenza cessa per effetto del ritorno dell’assente, allora ogni diritto dell’assente torna per così dire integro (recupererà cioè tutti i suoi beni dalle persone che ne avevano preso possesso come suoi eredi) con effetto retroattivo ed in modo automatico.

L’assenza è dichiarata con sentenza dal tribunale dopo almeno due anni dalla scomparsa

Quando l’assente può essere dichiarato morto?

Come abbiamo visto l’assenza dichiarata con sentenza dal tribunale è una situazione che può cessare istantaneamente ed automaticamente se l’assente torna e se viene accertata la sua morte.

Ma se la scomparsa delle persona assente si prolunga oltre i dieci anni (senza che si sappia nulla della sorte dello scomparso) allora sarà possibile dichiarare con sentenza la sua morte presunta [3].

Altri casi in cui può essere dichiarata la morte presunta di una persona sono:

  • scomparsa avvenuta durante operazioni di guerra, per cattura in guerra, internamento, deportazione e si protrae oltre i due anni dalla stipula del trattato di pace o oltre i tre anni dalla fine della guerra;
  • scomparsa avvenuta per infortunio che si protrae da due anni (ad esempio scomparsa per sequestro di persona).

La dichiarazione di morte presunta, come dicevamo, è pronunciata dal tribunale su ricorso dei presunti eredi o di chi crede di avere diritti sui beni dell’assente o del pubblico ministero.

Gli effetti della sentenza di dichiarazione di morte presunta sono identici a quelli della morte naturale e quindi tutti i diritti della persona si estinguono, si apre la successione ereditaria e l’eventuale presa di possesso avvenuta dopo la dichiarazione di assenza diventa definitiva e l’erede potrà ora senza limite godere e disporre, cioè anche vendere, i beni ereditari.

Se, infine, il presunto morto dovesse tornare o ci fosse la prova certa che sia in vita, allora gli effetti della sentenza di dichiarazione di morte presunta cesserebbero con effetto dal momento del ritorno e i beni gli sarebbero restituiti nello stato in cui si trovano al momento del ritorno (se nel frattempo invece fossero stati venduti, la vendita resterebbe valida).

La morte presunta si dichiara dieci anni dopo la scomparsa

note

[1] Art. 48 cod. civ.

[2] Art. 49 cod. civ.

[3] Art. 58 cod. civ.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI