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Pensione quota 100 per i professionisti

30 Ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 Ottobre 2018



La pensione con quota 100 può essere raggiunta attraverso il cumulo dei contributi versati nelle casse professionali?

La pensione con quota 100 è un nuovo tipo di pensione anticipata, che può essere ottenuta quando la somma dell’età pensionabile e degli anni di contributi posseduti è almeno pari a 100; sono poi richiesti, oltre alla quota 100, un minimo di 38 anni di contribuzione e un’età minima di 62 anni.

In base a quanto recentemente annunciato, sarà possibile ottenere la quota 100 ed il minimo di 38 anni di versamenti anche attraverso il cumulo dei contributi, cioè sommando la contribuzione accreditata in casse diverse.

Ma è possibile ottenere la pensione quota 100 per i professionisti, cioè sommando la contribuzione accreditata presso le casse professionali, come Cassa Forense o Inarcassa?

Purtroppo, l’applicazione del cumulo per la quota 100 non varrà anche per i professionisti: di conseguenza, i contributi versati nelle casse dei liberi professionisti non saranno compresi.

Ad ogni modo, per diverse categorie di professionisti esiste già una pensione quota 100 “di fatto”: sono numerosi, cioè, i lavoratori che, iscritti presso una gestione previdenziale di categoria, possono pensionarsi con l’equivalente della quota 100, ad esempio con 60 anni di età e 40 di contributi, o con quote anche minori, perché previsto dal regolamento dell’ente. Ma procediamo con ordine.

Pensione avvocati: quota 100

A prescindere dalla possibilità di ottenere la quota 100 attraverso il cumulo dei contributi, gli avvocati iscritti alla Cassa Forense hanno già diritto alla pensione quota 100.

Possono infatti ottenere la pensione di anzianità presso la Cassa Forense se possiedono, per il biennio 2018-2019, 61 anni di età più un minimo di 39 anni di contribuzione. Di fatto, ottengono dunque la pensione di anzianità con quota 100 (perché 61+39=100).

Dal 1° gennaio 2020 saranno invece richiesti 62 anni di età ed almeno 40 anni di contribuzione, quindi la “quota” passa a 102.

Per conoscere tutti i tipi di pensione a cui hanno diritto gli avvocati: Pensioni Cassa Forense.

Pensione anticipata ragionieri

I ragionieri ottengono invece la pensione di vecchiaia anticipata, o di anzianità, con 63 anni e 4 mesi di età e un minimo di 20 anni di contributi. Con una “quota”, quindi, pari a 83, 3 (in quanto, ai fini della quota, i mesi devono essere trasformati in decimi). Dal 2019, la pensione potrà essere ottenuta con 63 anni e 9 mesi di età.

La pensione di anzianità dei ragionieri, però, è assoggettata al ricalcolo interamente contributivo dell’assegno. È più simile dunque alla pensione anticipata contributiva che alla pensione quota 100.

Pensione commercialisti: quota 99

Per i commercialisti, la pensione anticipata si può ottenere con 40 anni di contributi, a prescindere dall’età (quindi la ottiene con quota 100, di fatto, chi ha 60 anni), oppure con quota 99, con almeno 61 anni di età e 38 anni di contributi (requisito 2019).

Pensione consulenti del lavoro: quota 99

La pensione con una quota più bassa rispetto alla quota 100 può essere ottenuta, di fatto, anche dai consulenti del lavoro. Questi, difatti, possono raggiungere la pensione di vecchiaia anticipata con i seguenti requisiti:

  • 38 anni di contributi e 60 anni di età sino al 31 dicembre 2018; di fatto, una quota 98;
  • 39 anni di contributi e 60 anni di età dal 1° gennaio 2019 sino al 31 dicembre 2020; di fatto, una quota 99;
  • 40 anni di contributi e 60 anni di età dal 2021; di fatto, una quota 100.

Pensione medici: quota 97

I medici e gli odontoiatri iscritti all’Enpam possono ottenere diversi trattamenti, tra i quali la pensione di vecchiaia anticipata, o di anzianità: questa pensione spetta (dal 2018) con un’età minima di 62 anni, un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e un’anzianità di laurea non inferiore a 30 anni; di fatto, spetta con una quota pari a 97.

Pensione quota 100

Ricordiamo infine come funziona la pensione quota 100 prevista dalla legge di Bilancio 2019, che partirà dal prossimo febbraio.

Per ottenerla, oltre alla quota pari a 100, saranno necessari almeno 38 anni di contributi e 62 anni di età.

La quota 100 non determinerà un ricalcolo contributivo dell’assegno, né decurtazioni percentuali del trattamento.

Chi si pensiona con quota 100 non potrà lavorare per 24 mesi, o meglio, non potrà cumulare reddito da lavoro superiore a 5mila euro.

Una volta maturati i requisiti per la quota 100, si potrà uscire all’apertura della prima finestra. A regime, le finestre fisse di uscita dovrebbero essere 4 per i lavoratori del settore privato. Per gli statali le finestre di uscita saranno solo due, semestrali, e sarà necessario fornire un preavviso di 4 mesi. Per il personale della scuola è prevista una sola finestra annuale.



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1 Commento

  1. Una domanda, ma anche per opzione donna è ipotizzabile un cumulo con i contributi delle casse previdenziali private (nello specifico cassa forense)???
    Grazie

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