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Impugnazione donazione prima della morte del donante

8 dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 dicembre 2018



Cosa è possibile fare per contestare una donazione prima della morte del donante?

È noto che, spesso e volentieri, i rapporti familiari non sono propriamente idilliaci. Gelosie, invidie o semplici incomprensioni possono essere all’ordine del giorno e non è altrettanto raro che siano proprio i genitori a creare i presupposti per determinati contrasti. Magari si crede di voler semplicemente favorire un figlio, rispetta ad un altro, poiché ritenuto meno capace e quindi più bisognoso di un aiuto. Oppure si preferisce un figlio ad un altro, per un’umana quanto colpevole debolezza. Insomma, anche tu potresti essere tra quelli che hanno problemi con la propria famiglia. Magari perché è stato donato di tutto e di più a tuo fratello e già sai che alla morte dei tuoi genitori non sarà rimasto alcunché oppure che ti sarà destinata una quota ereditaria, assolutamente sproporzionata a quella che tuo fratello, tra donazioni e disposizioni testamentarie, avrà ricevuto. Detto ciò, in particolare modo, la tua attenzione si rivolge alla donazione dell’immobile, che tuo padre ha regalato a tuo fratello. Infatti, ti sei informato e hai saputo che si tratta di un’operazione che potrai impugnare facilmente, visto che era l’unico bene di valore familiare e che, pertanto, l’eredità successiva sarà praticamente inconsistente. Tuttavia, ti è stato detto che ogni tua contestazione, potrà essere avanzata soltanto dopo la morte di tuo padre: ma è così? È possibile l’impugnazione della donazione prima della morte del donante? Perché non posso impugnare una donazione prima della morte del donante? Ci sono eccezioni a questa regola?

Donazione prima della morte del donante: è revocabile?

Devi sapere che la donazione è sostanzialmente qualcosa di immutabile. Quando cioè tuo padre ha donato l’immobile a tuo fratello e quest’ultimo ha accettato la detta donazione, essa non è più revocabile, se non in casi particolari e, per certi versi, eccezionali (ne ho parlato più approfonditamente nell’articolo posso revocare una donazione?). Senza troppo approfondire, per revocare la sua donazione, sarebbe necessario, ad esempio, che tuo fratello abbia tentato di uccidere tuo padre [1] oppure che ne abbia gravemente danneggiato il patrimonio. Un’altra circostanza rilevante a questo scopo, potrebbe essere la sopravvenienza di figli, cioè la nascita di un nuovo fratello [2]. Ebbene, al di là di queste ipotesi, tipicamente individuate dalla legge, la donazione prima della morte del donante non è revocabile, fermo restando che, se anche lo fosse, non potrebbe essere da te proposta, ma sarebbe sempre frutto dell’iniziativa di tuo padre (in realtà, se dovessero sussistere i presupposti anzidetti in quanto erede, anche tu potresti revocare la donazione, ma sempre solo dopo la sua morte). Detto ciò, ti domanderai, se si tratta semplicemente di contestare una donazione fatta a danno dei tuoi potenziali diritti ereditari, essa si può impugnare prima della morte del donante?

Donazione prima della morte del donante: si può impugnare?

Hai appena letto che la donazione è sostanzialmente irrevocabile, se non in casi eccezionali e ben determinati (della serie quel che è fatto, è fatto…). Hai inoltre capito che, se anche lo fosse, prima della morte del donante, la donazione sarebbe revocabile soltanto da quest’ultimo e non dagli altri figli (te compreso). Inoltre, il tuo caso è diverso: tuo fratello non ha cercato di uccidere o truffare tuo padre e tanto meno quest’ultimo ha avuto un altro figlio. Qui c’è stata semplicemente una donazione che ha sfacciatamente favorito tuo fratello, donandogli un bene immobile che ti farà restare all’asciutto per quella che potrà essere la futura successione ereditaria. Ebbene, se questa è la situazione, la donazione prima della morte del donante, si può impugnare? Potresti mettere in discussione una donazione che ha leso i tuoi potenziali diritti ereditari? Purtroppo, anche a questo proposito, devo darti una brutta notizia, poiché per la cosiddetta resa dei conti, dovrai aspettare la dipartita del tuo genitore. Infatti, se è vero che come figlio avresti diritto ad una quota minima di eredità (tecnicamente sei un potenziale erede legittimario) e se è altrettanto noto che, nel conteggio complessivo del patrimonio ereditario dovranno essere calcolate anche le donazioni, è altrettanto vero che i conti non si possono fare prima, ma dovranno essere eseguiti solo dopo la morte di tuo padre. Infatti, defunto quest’ultimo, potrai agire in Tribunale, con l’azione di riduzione, per avere la quota che ti spetta, anche a danno del donatario e dei suoi aventi causa (per maggiori informazioni, leggi l’articolo non si può escludere un figlio dall’eredità), ma non prima. Tecnicamente, si dice che non c’è ancora l’interesse ad agire, poiché non c’è ancora una successione ereditaria (tuo padre non è ancora morto) e non ci sono ancora gli eredi (tuo padre non è morto, non c’è eredita, non ci sono ancora eredi, cioè chiamati all’eredità che abbiano accettato la medesima). Pertanto, per esercitare il tuo diritto, devi attendere la morte di tuo padre, anche se qualcosina, nel frattempo, puoi incominciare a fare.

Donazione prima della morte del donante: cos’è l’opposizione?

Come ti ho accennato in precedenza, in quanto figlio, sei un potenziale erede legittimario. Hai cioè diritto ad una quota minima di eredità (per maggiori dettagli a riguardo, leggi l’articolo cos’è la quota disponibile) e questa quota va calcolata sul patrimonio ereditario che, per legge, dovrà essere costituito dai beni rimasti e da quelli donati. Però, hai saputo che non puoi fare i conti prima della morte del donante: ma allora cosa puoi fare? In realtà, in prospettiva dei tuoi diritti, sarebbe molto utile fare opposizione. In sostanza devi sapere che dopo vent’anni dalla donazione, essa non può più essere messa in discussione. In termini pratici, significa che colui che nel frattempo ha acquistato l’immobile donato a tuo fratello, non sarebbe più coinvolgibile. In una situazione come questa, cioè, dove non hai fatto opposizione alla donazione di tuo padre a tuo fratello e sono trascorsi più di vent’anni:

  • l’immobile è più facilmente vendibile;
  • sarebbe inevitabilmente più difficile fare i conti con tuo fratello, che nel frattempo, prima della morte di tuo padre, potrebbe aver consumato il denaro ricevuto, quale corrispettivo ricavato dalla vendita dell’immobile donatogli.

Ed allora, se ritieni che la donazione fatta abbia leso i tuoi potenziali diritti ereditari, fai opposizione, cioè notificala a tuo fratello ed ai suoi eventuali compratori e trascrivila nei registri immobiliari (rivolgiti ad un legale, saprà lui come procedere). In questo modo, eviterai che il termine ventennale possa decorrere e, alla morte di tuo padre, potrai fare tranquillamente i tuoi conti con tutti loro.

Donazione prima della morte del donante: se c’è simulazione?

Poniamo il caso che tuo padre abbia venduto il suo immobile a tuo fratello e che dopo tre anni tu sia venuto a conoscenza che si è trattata, in realtà, di una donazione. Un’operazione giuridica che, inevitabilmente, ti farà restare all’asciutto per i successivi diritti ereditari. Insomma, c’è stata una simulazione e vorresti sapere se già puoi fare qualcosa o se devi aspettare la morte del donante. Ebbene, interpretando una recente sentenza della Cassazione [3], sembrerebbe che tu debba aspettare l’evento nefasto. Secondo gli Ermellini, infatti, la prescrizione decennale di questa azione, cioè la causa diretta a far valere una donazione dissimulata da compravendita, decorrerebbe dalla data della morte di tuo padre. Quindi, solo a partire da questa data potresti dimostrare che la compravendita era in realtà una donazione e quindi fare i conti con tuo fratello, in termini ereditari. La tesi appena descritta, sembrerebbe però essere stata smentita da una sentenza del Tribunale di Cagliari [4], secondo il quale, visto che il coerede fratello può fare opposizione alla donazione per impedire che si consolidi nel tempo e visto che si trova di fronte ad una compravendita (anche se nasconde una donazione), se non è messo immediatamente nelle condizioni di dimostrare la simulazione, non potrebbe neanche fare la descritta opposizione. Ed allora, ritiene il Tribunale il potenziale coerede potrebbe fare causa al fratello favorito con la compravendita “fasulla” anche prima della morte del donante. Insomma, uno spiraglio che potrebbe consentirti di agire prima della morte del donante: ai posteri, l’ardua sentenza.

note

[1] Art. 801 cod. civ.

[2] Art. 803 cod. civ.

[3] Cass. Civ. sent. n. 5159/2018 del 06.03.2018.

[4] Trib. di Cagliari sent. del 21.05.2014.


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