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Piano investimento per minori: serve il giudice tutelare?

9 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Dicembre 2018



Come vengono garantiti gli interessi dei minorenni quando un parente accantona dei soldi destinati a loro.

Ti è appena nato un figlio o un nipote e vuoi dimostrare di avere la vista lunga. Pensi di fare un investimento per il suo futuro: una polizza assicurativa, un piano di accumulo o di risparmio individuale, acquistare dei buoni fruttiferi postali per garantirgli un bel gruzzolo quando sarà grande. Potrà così pagarsi l’università o il master a cui avrebbe rinunciato se non avesse dei soldi da parte. O utilizzare quei risparmi per comprarsi l’auto che gli serve per andare al lavoro. Insomma, vuoi fare per lui quello che non sempre lo Stato è in grado di fare: dargli un po’ di sicurezza economica nel momento in cui avrà più bisogno. Ma quando si fa un piano di investimento per minori serve il giudice tutelare? Oppure possiamo fare e disfare come ci pare, in assoluta libertà?

La risposta si trova nel Codice civile [1], che stabilisce le regole per assumere delle iniziative di natura patrimoniale intestate ai minorenni. Banche, finanziarie, compagnie di assicurazioni e perfino Poste italiane sono tenute a rispettare queste norme. Il Codice recita che, in certi casi, l’intervento del giudice tutelare è necessario. Ed il piano di investimento per minori rientra in questo elenco. Il perché è facilmente immaginabile: un ragazzo che non ha ancora compiuto la maggiore età non può disporre di un patrimonio ricevuto come donazione, ma la legge non consente nemmeno che sia un altro a farlo pregiudicando l’interesse del minore. Ecco, quindi, che serve una figura super partes che lo tuteli.

Vediamo, allora, che cosa dice la legge sul piano di investimento per minori e quando serve il giudice tutelare.

Piano investimento minori: in che cosa consiste?

L’idea ha preso piede già da tempo: il papà o il nonno di un neonato vogliono destinare una parte dei loro risparmi al bambino accantonando a investendo una cifra al mese per creare un piano di investimento. Soldi che il beneficiario (cioè il figlio o il nipotino che sia) deciderà di ritirare quando avrà 18 anni per pagarsi gli studi, la moto o l’auto oppure di mantenere blindati per farli fruttare ancora. Ci può sempre essere in vista il matrimonio, il trasferimento per lavoro in un’altra città o all’estero o qualche altro progetto che richieda un po’ di denaro.

Di norma, questi piani di investimento prevedono diverse forme di accantonamento.

La polizza vincolata agli studi

Uno dei piani di investimento per minori su cui genitori e nonni posano gli occhi è la polizza assicurativa di risparmio per lo studio abbinata a delle garanzie complementari nel caso si presenti qualche imprevisto. In estrema sintesi, e per rendere l’idea il più chiara possibile, il nonno o chi per lui paga i premi di questa polizza accantonando dei soldi che, alla scadenza del contratto assicurativo, cioè quando il ragazzo diventa maggiorenne, vengono corrisposti al beneficiario per pagare i corsi universitari.

Il capitale può essere riscosso, a seconda di quanto disposto nella polizza, in una volta sola oppure in forma di rendita con delle scadenze prestabilite.

Quegli imprevisti di cui parlavamo e che danno valore assicurativo alla polizza sono i casi di morte o di grave invalidità che impediscono di continuare a pagare i premi: la compagnia si impegna a certe condizioni a versare comunque al beneficiario i soldi previsti, cioè a raggiungere comunque l’obiettivo.

Il piano di accumulo di capitale (Pac)

Il Pac, o piano di accumulo di capitale, è un altro dei piani di investimento per minori a lungo termine che può garantire un buon risultato, soprattutto se avviato quanto prima. Può essere interessante, dunque, quando il bambino è appena nato o ha pochi anni di vita (pensa, ad esempio, ad una soluzione di questo tipo come regalo di battesimo). Consiste nel versare ogni mese una cifra che, nel tempo, frutterà dei soldi e, alla scadenza, consentirà al ragazzo di disporre di un capitale importante.

I buoni fruttiferi postali

Poste Italiane propone come piano di investimento per minori i buoni fruttiferi emessi dalla Cassa di Depositi e prestiti e garantiti dallo Stato. Non sono previsti costi di commissioni o spese per la sottoscrizione, il rimborso o la gestione.

Il rendimento parte dallo 0,60% per investimenti di un anno e mezzo fino al 3% nel caso di investimenti fino a 18 anni. Quindi, anche in questo caso, prima si comincia e più a lungo si tengono investiti i soldi, più si guadagna.

È possibile chiedere il rimborso anticipato del Buoni minori solo dopo che il giudice tutelare avrà dato il suo benestare e si avrà diritto a riavere indietro il capitale al netto delle tasse e, dopo 18 mesi dall’inizio dell’investimento, agli interessi maturati.

Il fondo pensione

Ci poniamo noi il problema di quando riusciremo ad andare in pensione, figuriamoci quando potranno farlo i nostri figli, se il mercato del lavoro andrà avanti di questo passo incerto. Ecco perché si pensa spesso come regalo per piano di investimento per i minori ad un fondo pensione, che normalmente permette di avere a disposizione il 75% del montante per l’acquisto della prima casa e fino al 30% da investire negli studi universitari.

Il fondo pensione dà diritto alla deduzione fiscale degli importi versati e a poter chiedere un anticipo sul capitale versato dopo 8 anni dall’apertura dell’investimento.

Il conto deposito

Questa è un’alternativa che ha preso piede soprattutto per la sua convenienza rispetto ad altre soluzioni proposte dalle banche. Il conto deposito altro non è che un conto sul quale versare dei soldi e prendere degli interessi superiori a quelli garantiti da tradizionale conto corrente. Quindi, un interessante piano di investimento per i bambini, perché diventa una sorta di salvadanaio nel quale depositare con una certa frequenza del denaro che poi produrrà altro denaro. Quanto? Fino al 2,50 lordo, a seconda dell’interlocutore scelto.

La polizza vita

Resta sempre un valido piano di investimento per minori, perché il bambino resta coperto in caso di gravi imprevisti economici o familiari. Tuttavia, bisogna scegliere bene il tipo di polizza da sottoscrivere: i costi non sono proprio molto vantaggiosi.

Piano investimento minori: il ruolo del giudice tutelare

Queste alcune delle soluzioni per fare un piano di investimento per i minori. Ma qual è il ruolo del giudice tutelare quando si vuole garantire al figlio o al nipote una somma da utilizzare in futuro? Il Codice civile dice che i genitori o chi esercita la patria potestà sui figli minorenni non posso assumere un’iniziativa di natura patrimoniale per loro se non dopo avere presentato un’apposita istanza al giudice tutelare competente oppure al magistrato del luogo in cui risiede il minore. Questo affinché gli interessi del bambino o del ragazzino vengano, appunto, tutelati e nessuno possa mettere mano in modo indebito a ciò che gli spetta.

Ci sono molti casi in cui è necessario rivolgersi al giudice tutelare prima di prendere qualsiasi decisione che coinvolga un minorenne. Tra questi:

  • l’accettazione di un’eredità con beneficio di inventario;
  • la rinuncia all’eredità pervenuta al minore dopo il decesso di uno dei genitori o di un altro parente (il nonno, uno zio, ecc.);
  • l’accettazione di un legato;
  • la riscossione di buoni fruttiferi intestati al minore;
  • l’autorizzazione ad incassare una polizza assicurativa di cui il minore è beneficiario;
  • l’autorizzazione a riscuotere delle somme intestate al minore;
  • l’autorizzazione ad accettare una donazione fatta al minore;
  • l’autorizzazione a prelevare dalla banca somme intestate al minore.

Immagina, per esempio, che tuo padre voglia avviare un piano di investimento a favore di tuo figlio. Lui versa ogni mese 150 euro dalla nascita fino alla maggiore età del bambino. A metà del percorso, però, tu vorresti utilizzare in tutto o in parte quel denaro per altri scopi (devi ristrutturare casa, devi cambiare la macchina, ecc.). Anche se tu sei suo padre e, teoricamente, amministri i beni di tuo figlio finché non diventa maggiorenne o fino all’emancipazione, non potrai toccare un euro senza l’autorizzazione del giudice tutelare. Questo perché la legge vuole impedire che qualcuno si approfitti del patrimonio che spetta al bambino.

Infatti, non è consentito ai genitori senza l’autorizzazione del giudice tutelare:

  • alienare, ipotecare o dare in pegno i beni pervenuti al minore a qualsiasi titolo;
  • compiere atti diversi dall’ordinaria amministrazione né transigere o compromettere in arbitri giudizi relativi a tali atti se non per necessità o utilità evidente del figlio;
  • riscuotere dei capitali di proprietà del figlio.

Al giudice tutelare, dunque, il compito di determinare l’impiego dei soldi accantonati e maturati grazie ad un piano di investimento per minori.

Piano investimento minori: come rivolgersi al giudice tutelare

Per fare un piano di investimento per i minori e per disporre ad un certo punto di quella somma, i genitori o chi ne ha in esclusiva la patria potestà devono presentare istanza al giudice tutelare o a quello territorialmente competente. Alla richiesta deve essere accompagnata una marca da bollo da 27 euro.

Piano investimento minori: altri figli possono contestarlo?

Può succedere che un parente avvii un piano di investimento per minori a favore di un figlio e che i fratelli o le sorelle di quest’ultimo contestino il fatto che per loro non è stata fatta la stessa scelta. In caso di conflitto tra i minori soggetti alla stessa responsabilità genitoriale (quindi, appunto, tra fratelli e/o sorelle) oppure tra i minori ed i genitori, entra sempre in gioco il giudice tutelare. Sarà lui a nominare un curatore speciale che li assista per risolvere la controversia.

note

[1] Art. 320 cod. civ.


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