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Targhe e insegne: imposta sulla pubblicità solo superiori a 5 metri

4 Marzo 2013
Targhe e insegne: imposta sulla pubblicità solo superiori a 5 metri

Cartelloni e insegne, anche se hanno uno scopo dichiaratamente pubblicitario, possono evitare l’imposta sulla pubblicità a determinate condizioni.

 

Con una recente sentenza [1], la Cassazione ha appena chiarito che l’imposta sulla pubblicità per insegne, targhe e altri manifesti non si deve pagare se la superficie di questi ultimi non supera i cinque metri.

L’imposta comunale sulla pubblicità [2] non è dovuta per le insegne di attività commerciali e di produzione di beni o servizi nei limiti di una superficie complessiva fino a cinque metri quadrati. Tale norma si applica non solo alle insegne in senso stretto (quelle cioè che hanno la funzione di indicare ai clienti la sede dell’azienda), ma anche a quelle comunicazioni con un più esplicito scopo pubblicitario: ciò però a condizione che, oltre ad essere installate nella sede dell’attività a cui si riferiscono o nelle pertinenze accessorie, e ad avere la funzione di indicare al pubblico il luogo di svolgimento dell’attività, si mantengano nel predetto limite dimensionale dei 5 metri [3].


note

[1] Cass. sent. n. 5337 del 04.03.13.

[2] Il comma 1-bis dell’art. 17 del d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507, aggiunto dall’art. 10 della legge 28 dicembre 2001, n. 448.

[3] In tal senso depone anche l’art. 2 del d.m. 4 aprile 2003, che, ai sensi dell’art. 10, coma 3, della legge n. 448 cit., ha dettato le modalità operative per la determinazione dei trasferimenti compensativi ai comuni a copertura delle minori entrate relative all’imposta sulla pubblicità derivanti dalla esenzione stabilita dall’art. 17, comma 1-bis, cit.


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