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Prodotti difettosi: quali obblighi del venditore?

18 Settembre 2017 | Autore:
Prodotti difettosi: quali obblighi del venditore?

Le aziende devono garantire il consumatore nel caso di acquisto di beni difettosi o malfunzionanti

Uno degli obblighi principali gravanti sulle aziende è certamente quello di dover fornire la garanzia di conformità. In sostanza, il Codice del consumo [1] prevede a carico del produttore ed in favore del consumatore la tutela in caso di acquisto di prodotti difettosi, che funzionano male o non rispondono all’uso dichiarato dal venditore o al quale quel bene è destinato. Infatti, il venditore ha l’obbligo di consegnare al consumatore beni conformi al contratto di vendita. Ora, ai sensi di legge, si presume esistere tale conformità quando il bene:

  • è idoneo all’uso al quale sono destinati beni dello stesso tipo;
  • è conforme alla descrizione fatta dal venditore;
  • possiede le qualità che il consumatore può ragionevolmente aspettarsi, tenuto conto della natura del bene e delle caratteristiche specifiche del bene;
  • è idoneo all’uso voluto dal consumatore.

Quando si verifica un difetto di conformità del bene, il consumatore può far valere la garanzia legale denunciando il vizio al venditore. La denuncia al venditore va fatta entro il termine di due mesi dalla data della scoperta del difetto. Ricevuta la denuncia, il venditore deve effettuare la riparazione o la sostituzione del bene difettoso entro un congruo termine dalla richiesta del compratore. Se la sostituzione o la riparazione non sono possibili il consumatore ha diritto alla riduzione del prezzo o, restituendo il prodotto difettoso, alla restituzione di una somma di denaro. Le spese per la riparazione, sostituzione o restituzione sono sempre a carico del venditore quando costituiscono costi indispensabili per rendere conforme il bene o eliminare il difetto. Tra queste certamente si annoverano le spese sostenute per la spedizione, la mano d’opera e i materiali.

Sebbene alcune tipologie di difetti siano direttamente imputabili alla fase di produzione del bene, il consumatore può far valere la garanzia legale di conformità rivolgendosi direttamente al venditore, anche se diverso dal produttore. Il venditore, a sua volta, ha diritto di regresso nei confronti del produttore o del responsabile del difetto all’interno della catena distributiva. Infatti, il venditore finale che ha garantito il consumatore in uno dei modi sopra menzionati, può agire entro un anno in regresso nei confronti del soggetto responsabile per ottenere la reintegrazione di quanto prestato. La garanzia legale è valida per due anni dall’acquisto del bene e, come detto, deve essere fatta valere dal consumatore entro due mesi dalla scoperta del difetto. Affinché il consumatore si veda riconosciuto il diritto alla garanzia legale è necessario che esibisca la prova di acquisto, ossia la ricevuta fiscale o lo scontrino.

Garanzia legale e garanzia convenzionale

Le previsioni legali sopra indicate ed emanate in favore del consumatore possono essere modificate ma solo entro determinati e tassativi limiti fissati dalla legge. Le parti, inoltre, accanto alla garanzia prevista dalla legge, possono prevedere ulteriori garanzie convenzionali di conformità del bene. Queste, rimesse alla libertà contrattuale di venditore e compratore, possono essere gratuite o a pagamento, ma mai possono sostituirsi o limitare la garanzia legale di conformità. Il venditore che offre garanzie convenzionali deve comunque sempre specificare che si tratta di garanzie aggiuntive rispetto alla garanzia legale di conformità che tutela i consumatori.


note

[1] Artt. 128 e ss. D. lgs. n. 206/2005.


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